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Movimento Cinque Stelle: questo (s)conosciuto

di Carlo Vellutini
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In questi giorni le vicende – molto interne – al Pd stanno fagocitando l’attenzione dei media locali, mentre in campo ci sono già diversi candidati sindaco.

Si sa che quando c’è una competizione che coinvolgerà i cittadini – che a Grosseto più che una una corsa elettorale sembra quasi un referendum interno al partito – la cosa piace. Ma c’è chi, nel frattempo, si è già proposto come candidato sindaco e, dunque, è già in corsa.

Se nelle scorse settimane abbiamo spesso analizzato le vicende interne ai democratici ed il lancio della campagna grossetana di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, non vogliamo perdere di vista il Movimento Cinque Stelle.

Solo nello scorso autunno, infatti, i pentastellati, in un sondaggio commissionato dal Pd, venivano considerati i veri avversari del centrosinistra. Oggi, per molti, sembrano quasi spariti dalla scena.

Ed invece va dato atto al candidato sindaco di Grosseto Giacomo Gori che si sta muovendo in città in maniera capillare e così stanno facendo i suoi candidati e sostenitori. Il tutto nell’elaborazione del programma che, come dicono i pentastellati, “parte dal basso“.

Questo in attesa delle ormai famose certificazioni che dovrebbero risolvere il problema con il Meet Up degli Amici di Beppe Grillo. Pare che per il simbolo non ci siano problemi perché Gori in quanto consigliere comunale ne sia legittimato all’utilizzo.

Quello che appare evidente, almeno a livello nazionale, è che il Movimento Cinque Stelle comunque non viene sottovalutato dai sondaggi. Che la sua spinta “antisistema” (che non vuol dire antipolitica, ma semplicemente fare politica in maniera diversa) a livello nazionale non sempre trovi una risposta simile a livello locale è altrettanto vero. Oggi però le cose potrebbero cambiare. Da un lato perché i successi, anche clamorosi, di Parma e di Livorno rappresentano lezioni importanti per i partiti tradizionali che, spesso, avevano anche campato di rendita. Dall’altro c’è il fatto che in realtà, come quella di Grosseto, dove il Movimento viene da un’esperienza di cinque anni sui banchi dell’opposizione, ha avuto la possibilità di toccare con mano problematiche importanti, ma anche il funzionamento della macchina amministrativa. Un fatto da non sottovalutare, tanto più – e questo a Gori va riconosciuto – con un’opposizione fatta di tanta sostanza, fatti concreti e senza mai alzare la voce in maniera demagogica.

Ma c’è di più. L’elettore del Movimento Cinque Stelle tende davvero ad immedesimarsi con il progetto di rottura, rispetto alla tradizione partitica, senza curarsi del candidato. Se è vero che a Grosseto l’aspirante sindaco è anche colui che, probabilmente, aveva l’esperienza migliore dopo cinque anni da consigliere, in altre realtà questo non avviene. Da qui l’importanza del simbolo che è ormai una “stella polare” per molti, tanto da poter togliere il riferimento a Beppe Grillo.

La cosa non deve essere presa alla leggera dagli avversari, anche perché alla fine il Movimento Cinque Stelle ha tanti simpatizzanti e, se riesce ad arrivare ai ballottaggi, spesso li vince.

Non è un caso che molti, nel centrosinistra, pur sussurrandolo, temono molto di più uno “spareggio” con i pentastellati che con il centrodestra. Questo perché gli elettori di Vivarelli Colonna, probabilmente, voterebbero per il Cinque Stelle, diversamente, i pentastellati di fronte ad un ballottaggio diserterebbero le urne. E’ più difficile – ma mai usare la parola impossibile in politica- che un ballottaggio sia tra Cinque Stelle e centrodestra, ma probabilmente anche in quest’ultima area si potrebbe fare lo stesso tipo di ragionamento.

Insomma, alla fine, il silenzio o le prime pagine che a volte mancano al Movimento sono più rumorose dei grandi titoli e, pur viaggiando a fari spenti, il Cinque Stelle è decisamente attivo. Il sogno non è mai stato nascosto: conquistare Grosseto ed Orbetello per creare quella fascia tirrenica stellata che parte da Livorno ed arriva a Civitavecchia facendo saltare gli schemi pensati per questo territorio, a partire da quelli sull’autostrada. L’impresa non è facile, ma qualcuno ritiene che sia possibile. Ed in effetti chi avrebbe pensato un paio di anni fa alla rossa Livorno in mano al Cinque Stelle?

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