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Il futuro sostenibile della Maremma passa dalla viabilità

di Carlo Vellutini
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Tante idee, belle idee, ma spesso non si riesce ad andare oltre. In un periodo in cui importanti comuni del territorio si apprestano ad iniziare la campagna elettorale, i vari partiti e movimenti sgomitano con tavoli di confronto per dare un futuro alla Maremma. Iniziative che, di fatto, si ripetono ormai da anni, se non da decenni, in cui la parola d’ordine continua ad essere democrazia, ma che spesso, poi si fermano ad un confronto con i cittadini e lì restano. Nulla di nuovo rispetto a quanto avviene anche a livello nazionale, dove si scrivono libri sulle idee che, spesso restano lettera morta.

Ci sono delle eccezioni, come Grosseto Partecipa, in cui effettivamente i cittadini hanno lanciato le loro idee e queste sono state messe a votazione, scegliendo i tre progetti migliori. In quel caso, si andranno a realizzare, con i soldi della tassa di soggiorno, tre opere che, effettivamente, come si direbbe in gergo “vengono dal basso”. Per il resto i tavoli delle idee continuano a pullulare. Poco conta chi li mette in campo. La domanda, però, resta sempre tale: sono discussioni che si fermano lì, oppure si va oltre?

Chi ha la fortuna di conoscere la provincia di Grosseto comprende quanto sarebbe semplice far sviluppare questa terra senza alterarne i punti di forza, in particolar modo l’ambiente. Oggi, infatti, a differenza di qualche anno fa, diventa evidente come la “sostenibilità” sia da considerare una risorsa e che attraverso questa si possa non solo fare impresa, ma anche produrre ricchezza. Se hai la fortuna di avere un ambiente, di fatto, immutato, appare anche evidente che una politica che ne garantisca la sostenibilità non può che essere vincente.

Ma la sostenibilità non può prescindere dallo sviluppo. E lo sviluppo non può prescindere dalle vie di comunicazione. Queste sono necessarie alle imprese del territorio che in questo modo cresceranno. E crescendo creeranno posti di lavori. I posti di lavoro porteranno soldi in tasca ai cittadini che li rimetteranno in circolo producendo ricchezza.

Tutto questo appare molto semplice, se non fosse che le vie di comunicazione, ad oggi, penalizzano la Maremma. Lo fanno sia quelle su strada che quelle su ferro. Intanto, la nostra terra è fuori dalla sfida europea dell’alta velocità e, dunque, rimane su tratte secondarie. Non è infatti possibile che da Milano a Roma si viaggi in circa tre ore, le stesse che su ferro si impiegano tra Grosseto e Firenze. Così come non è normale che una Grosseto che si trova in Toscana sia più vicina, viaggiando in treno, a Roma (raggiungibile in un’ora e mezza) rispetto a Firenze.

Il traffico verso la Toscana che non sta sulla costa, dunque, si sposta su gomma. Qui non si può che salutare positivamente i 237milioni annunciati per completare entro il 2020 la Grosseto-Siena. Resta però il grande dibattito sull’Autostrada-Aurelia. Una soluzione che va trovata – ed anche velocemente – e che, chiaramente, non vada a danneggiare le popolazioni e le imprese locali. Ed anche su questo fronte la storia, dopo tanti anni di chiacchiere, è tutta da scrivere.

Ma c’è una viabilità, ancora più importante, seppur definita secondaria, quella che porta verso i comuni che si trovano all’interno della provincia. Si chiama strada del Cipressino, che avvicinerebbe notevolmente l’Amiata a Paganico e da qui, con le quattro corsie a Grosseto e Siena, ma anche al resto della Toscana e dell’Italia.

Si chiama strada Maremmana, che è un’arteria determinante verso le Colline del Fiora. Si chiama Sarzanese-Valdera e Massetana, che portano verso le zone di Monterotondo-Montieri e verso Siena partendo da Follonica. Tre arterie determinanti per lo sviluppo di zone importanti della nostra provincia. Così come sarebbe determinante garantire la giusta viabilità verso Roccalbegna e Semproniano, dunque realizzando – o migliorando – una quarta arteria interna che è ancora di progettazione leopoldina.

Non va dimenticato che alcuni dei marchi migliori dell’enogastronomia grossetana vengono prodotti lontano dalla costa e che, senza la giusta viabilità, hanno grandi svantaggi in termini di competitività sui mercati. Tutto questo senza dimenticare che se l’aeroporto di Grosseto potrà in un prossimo futuro svilupparsi in accordo con il mondo militare, questo necessiterà di rapidi collegamenti con Roma e con Firenze, altrimenti non potrà mai attirare le compagnie, soprattutto le low cost, che cercano scali secondari e che sono pronte a dirottarvi milioni di passeggeri che potranno essere intercettati anche dalle strutture ricettive locali.

Insomma la vera sfida è sulla viabilità, sia su ferro che su gomma, il tutto vivendo a stretto contatto con l’ambiente. Senza fermarsi agli estremismi che, spesso, sono utili a frenare lo sviluppo e non a garantire quello realmente sostenibile.

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