Home GrossetoGrosseto, la Lega replica all’Anpi: “Chiedere la sicurezza dei cittadini non significa fascismo”

Grosseto, la Lega replica all’Anpi: “Chiedere la sicurezza dei cittadini non significa fascismo”

di Redazione
0 commenti 7 views

Quando non ci sono argomenti, si erge, sullo scranno, il buon pensante, affermando di essere antifascista e di aver  paura di ritornare indietro nel tempo. Perché  avverte questo?“.

A dichiararlo è Tiziano Rombai, portavoce della Lega Nord di Grosseto.

Crede che ci siano partiti, come la Lega, dannosi, perché hanno a cuore la sicurezza dei cittadini e vogliono  i militari per far garantire la sicurezza alla città  e debellare cosi il degrado e la criminalità, pretendendo a ragione, per chi accoglie i migranti, che lo faccia a scopo umanitario e non per business, e comunque contemplando solo la casistica di chi scappa da guerre e orrori correlati – continua Rombai -. Tutto questo lo si deve fare, in modo umano e civile, non accogliendo queste persone in ambienti privi di tutto pur di ricavare utili economici. Questi buon pensanti, come l’Anpi, dovrebbero dire ai loro nipoti, cioè a tutti quei giovani dei centri sociali, di non fare quello che hanno fatto domenica a Bologna, che con l’uso della violenza intendevano disperdere tutti i leghisti, che stavano manifestando pacificamente. Queste vicende non hanno niente a che vedere con i partigiani morti per la libertà“.

Se questo è essere fascista – spiega l’esponente del Carroccio grossetano, penso lo sia la stragrande maggioranza delle persone normali e civili. Basta con queste affermazioni: la storia va avanti, il fascismo è morto e sepolto. La sicurezza spetta alle forze dell’ordine e allo lo Stato: lo faccia con i militari, con la Polizia Municipale  o con altri mezzi leciti, ma lo faccia. La gente è stanca di questa situazione. A conferma di ciò, ci sono migliaia di firme raccolte. Chi lucra sulle spalle dei poveri cristi è paragonabile a quelle associazioni criminali che fanno tratta di esseri umani, compresi gli scafisti. Anche nella nostra provincia abbiamo casi di questo genere. Tutelare la propria persona o i propri cari è  un diritto di tutti  ed un dovere sacrosanto da sancire e difendere per uno stato di diritti e doveri“.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: