“La situazione in cui versa il Polo scolastico ‘Don Milani’ è tanto grave quanto apodittiche sono le sua matrici di responsabilità“.
A dichiararlo è Matteo Mittica, membro della lista Patto per il Futuro di Orbetello.
“Nel 2011 è stata riaggiornata la rete scolastica unificando Albinia con Magliano e Capalbio, con Manciano alla luce del numero minimo di studenti, ovvero 600, che permettono di mantenere l’autonomia dell’Istituto – spiega Mittica -. Orbetello, che allora aveva i numeri, è rimasta da sola e nel corso dell’anno, visto che siamo scesi sotto i 600, ha perso la propria autonomia passando come reggenza del Polo sotto Porto Snanto Stefano. In questo anno scolastico avevamo 590 studenti e solo grazie ad alcune anime pie la situazione è stata tamponata, riuscendo con le iscrizioni a raggiungere il numero necessario“.
“Ad oggi, entro il 30 ottobre, la Conferenza zonale doveva trovare una soluzione da trasmettere all’improvvida Provincia e alla Regione, ma la proposta di accorparci ai Licei classico e scientifico è stata rifiutata dall’Istituto, che evidentemente percepisce un palese abbandono in una situazione delicata come questa e, cosa ben più grave, dal Comune di Orbetello, che neanche ha presenziato alla Conferenza zonale se non con un funzionario che non poteva ovviamente improvvisare le scelte politiche, che invece necessitavano di una riunione di quel tipo e che tutti i sindaci intervenuti, alcuni anche per spirito di solidarietà verso il nostro Paese, si aspettavano – continua Mittica –. Grave, triste, inaccettabile. Eppure la soluzione ci sarebbe e non si dovrebbe scomodare nessun altro sindaco dei Comuni limitrofi, una decisone che spetterebbe esclusivamente al sindaco di Orbetello. Basterebbe, all’interno del nostro comune, scorporare una scuola attualmente appartenente ad un altro Polo scolastico e accorparla all’interno del Polo ‘Don Milani’, non ci sarebbero danni e conseguenze se non quella di salvare il Polo scolastico che porta il nome di Orbetello. Invece, pare che pochi giorni fa il sindaco stesso abbia affermato che oramai non ci sia più niente da fare e che non ci accorperanno a nessuno“.
“Probabilmente è vero e se consideriamo la scuola per quello che è, ovvero un bene sociale che le persone condividono grazie alla loro attiva partecipazione alla vita della comunità e che i nostri figli vivono in una prospettiva di progressiva autoresponsabilità – conclude Mittica -. Beh, allora stiamo subendo tutti noi, i nostri studenti, i nostri figli il declino di un’amministrazione che prometteva legalità e partecipazione, valori demagogici urlati dal pulpito dei comizi e mai applicati“.

