“Il legame tra Grosseto e l’Ombrone continua a tenere viva l’attenzione su quello che da essere un inestimabile patrimonio ambientale e paesaggistico, oltre che un’imperdibile occasione per il turismo locale, rischia troppo spesso ormai di diventare motivo di preoccupazione per l’incolumità dei cittadini“.
A dichiararlo è il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, in occasione del 49° anniversario dell’alluvione che nel 1966 ha messo in ginocchio il capoluogo maremmano.
“Il 4 novembre ricorre l’evento che più di altri ha segnato la storia del rapporto città-fiume. E che con devastante forza ha colpito uomini e cose. L’alluvione di 49 anni fa con l’esondazione dell’Ombrone rimane scolpita non solo nella memoria di chi l’ha vissuta, ma anche nelle nuove generazioni che ne hanno sentito i racconti o che ne hanno potuto constatare le tragiche conseguenze attraverso immagini, pubblicazioni, cronache dell’epoca – continua Bonifazi -. Quella drammatica giornata che l’amministrazione ricorda ogni anno con il pensiero alle tante persone che videro distrutti i sacrifici di una vita, a quanti si rimboccarono le maniche per ripartire subito, senza neanche trovare il tempo di lamentarsi, quella giornata deve rimanere un monito per sempre. Un monito, in primis, per chi nei diversi ruoli istituzionali, con funzioni e competenze specifiche, ha responsabilità di governo e salvaguardia del territorio“.
“Da anni ormai il Comune di Grosseto non manca di impegnarsi a tenere alta l’attenzione, sottolineando la necessità di provvedimenti incisivi per la messa in sicurezza dell’Ombrone, la necessità imprenscindibile di destinare risorse regionali e nazionali per interventi di prevenzione rispetto al rischio di nuove esondazioni – sottolinea il sindaco di Grosseto -. Richieste che sono partite alla volta di Firenze e Roma e che mettono in evidenza quanto sia importante effettuare opere per contenere la portata del fiume in piena, a garanzia di una gestione più efficace anche dei gravi episodi di maltempo“.
“Come sindaco di Grosseto ho chiesto a più riprese che a occuparsi dell’Ombrone fosse un soggetto unico (poi diventato il Consorzio di bonifica), cosa questa che può facilitare gli iter burocratici per il reperimento di risorse e la messa a punto di un piano complessivo di manutenzione e prevenzione – conclude Bonifazi –. Da anni, supportato da studi e progetti di validi professionisti, propongo la realizzazione di alcuni invasi sui principali affluenti, per imbrigliare le acque, contenendo così le piene e creando al contempo una riserva di acqua da utilizzare nei periodi di siccità, ma anche per restituire acqua allo stesso fiume nei momenti di criticità idrica. Tutto questo per evitare il ripetersi di altri episodi tanto gravi, quale quello che il 4 novembre del 1966 colpì così duramente la città”.

