Home GrossetoCronaca GrossetoDonna trovata morta in via Sauro: il figlio ha simulato un furto e ha nascosto gioielli e soldi

Donna trovata morta in via Sauro: il figlio ha simulato un furto e ha nascosto gioielli e soldi

di Redazione
0 commenti 10 views

Table of Contents

Ieri, è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Grosseto, su richiesta del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica del capoluogo maremmano, il fermo eseguito sabato scorso nei confronti di Giuseppe Di Gioia, grossetano di 47 anni, accusato di essere l’autore dell’omicidio nei confronti della madre di 85 anni, Donata Muccio.

La vicenda

Sabato scorso, intorno alle 15.45, una Volante della Polizia di Grosseto, avvertita dal personale del 118, era intervenuta in un palazzo di via Sauro.

Ad attendere gli agenti c’era Giuseppe Di Gioia, che ha accompagnato i poliziotti all’interno dell’appartamento della madre, situato al secondo piano.

Non appena entrate in casa, le forze dell’ordine hanno notato una donna riversa sul pavimento, in posizione supina, priva di sensi.

Di Gioia, molto agitato, ha dichiarato alla Polizia che, poco prima, era entrato insieme alla sorella nell’appartamento della madre e l’aveva già trovata a terra sul pavimento della cucina, ormai priva di sensi.

In casa, c’era anche la sorella Maria Giuseppa Di Gioia.

Intanto, un medico del 118 ha tentato di rianimare l’anziana donna, ma senza risultati, e, quindi, i sanitari non hanno potuto far altro che accertarne la morte.

Quindi, nell’abitazione sono arrivati anche gli agenti della Squadra Mobile di Grosseto che, insieme ai colleghi della Volante, hanno ispezionato l’appartamento e hanno notato, come già anticipato dal figlio, che le stanze della zona notte erano state messe a soqquadro, come se fosse entrato un ladro.

La figlia dell’anziana trovata morta ha dichiarato ai poliziotti di abitare insieme alla madre. La mattina di quel sabato, come sempre, era andata a lavoro. Verso le 14.50, ha telefonato più volte alla madre, senza però ricevere risposta. Quindi, ha chiamato il fratello, chiedendogli se avesse notizie della madre. La donna, infatti, sapeva che Giuseppe Di Gioia avrebbe dovuto pranzare a casa dell’anziana.

L’uomo le ha detto che, in effetti, era stato a pranzo dalla madre e che se ne era andato intorno alle 14.

Nell’appartamento, intanto, è arrivata anche la Polizia scientifica che ha ripreso le varie stanze: le immagini hanno messo bene in risalto come le stanze della zona notte fossero state messe completamente a soqquadro, con il contenuto dei cassetti e degli armadi gettato a terra o sui letti. Molti cassetti, inoltre, erano stati spostati e appoggiati sui tavoli.

A prima vista, quel disordine faceva davvero pensare che fosse entrato un ladro nell’appartamento.

Da accertamenti più approfonditi da parte delle forze dell’ordine, però, si è potuto verificare che la porta non presentava segni di effrazione e che era chiusa solamente con il battente, senza mandate.

Secondo quanto dichiarato anche dagli altri inquilini del palazzo, inoltre, l’anziana vittima era molto attenta a non aprire agli sconosciuti e di solito chiudeva la porta con varie mandate.

Pressato dalle domande della Polizia, Di Gioia ha ammesso di aver nascosto lui stesso, sul tetto del palazzo in cui abitava la madre, i gioielli e il denaro contenuti nei cassetti, in modo da simulare una rapina da parte di estranei e nascondere il fatto che la donna si era sentita male al termine di un litigio con lui.

A quel punto, l’uomo è stato portato in Questura insieme alla sorella per essere ascoltati entrambi.

Nell’appartamento, è arrivato anche il medico legale, che, da un primo esame compiuto sul cadavere della vittima, ha stabilito che la morte della donna poteva essere sopraggiunta tra le 13 e le 14, rimandando ogni altra valutazione più approfondita all’autopsia.

L’autopsia

Da questa successiva analisi, è subito emerso che la morte dell’anziana poteva essere stata causata da un’insufficienza cardiorespiratoria acuta, la cui origine doveva essere approfondita con ulteriori accertamenti.

Tuttavia, gli elementi complessivi emersi dall’autopsia erano compatibili con una colluttazione tra la vittima e l’eventuale presunto aggressore. L’appartamento della donna è stato intanto posto sotto sequestro in vista di ulteriori e più approfonditi accertamenti da parte della Polizia scientifica.

Dal complesso delle indagini svolte, che hanno consentito di accertare che il figlio fosse in possesso delle chiavi di casa della madre e di ritrovare il denaro e i gioielli portati via dall’appartamento e nascosti dallo stesso Giuseppe Di Gioia, sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico di quest’ultimo in merito all’omicidio della madre.

Inoltre, le indagini hanno accertato che Di Gioia ha problemi economici, tanto che chiedeva spesso denaro alla madre.

L’uomo è stato quindi sottoposto a fermo d’indiziato di delitto e il Gip, all’esito dell’udienza, ha emesso, come da richiesta, ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: