Il mistero della scomparsa di Antonio Proia, il carabiniere che si è perso nei boschi di Follonica nel 2013, rimane tale.
Le ricerche, iniziate ieri, sono state interrotte questa mattina, verso le 10.30, a causa di un temporale, con fulmini e pioggia, che non ha permesso la conclusione delle indagini.
Il comitato Pro Proia, con il presidente Carlo Giannarelli in prima fila, i familiari (la moglie Rosa, i figli Annarita, Diana, Federico e i nipoti), gli Enti con la Prefettura e i Vigili del Fuoco, responsabili delle ricerche a terra, le associazioni locali e regionali e singoli volontari hanno perlustrato boschi, terreni, fossi e anfratti, secondo il programma dell’Hbdd di Rosignano
Sono stati rintracciati tre reperti ossei che, a prima vista, non sono sembrati rilevanti, ma sono stati comunque consegnati al dottor Fausto Meciani della Asl 9 per gli esami di approfondimento.
Una cinquantina le persone intervenute per solidarietà, giunte anche da altre regioni, come Tommaso Congera e la moglie Barbara Zanel del comitato cinofili di Cervignano del Friuli (Udine), le criminologhe Giordana Colli e Emanuela Fancello del Coemm di Olbia e Parma. In azione anche i cani da valanga della Guardia di Finanza di Passo Rolle e Auronzo di Cadore.
Le ricerche, non ancora concluse, hanno tuttavia permesso una proficua opera di bonifica, che ha portato ad aggiungere zone da escludere dal lavoro futuro.
Nella foto: i familiari di Proia con il parroco Don Gregorio, ultimo a destra di spalle

