In questi ultimi giorni, anche in linea con le direttive della Prefettura in tema di intensificazione dei servizi di controllo del territorio da parte delle Forze di Polizia, i militari della Guardia di Finanza di Grosseto hanno effettuato una serie di controlli presso locali pubblici frequentati dai giovani, in particolare nella zona di Marina di Grosseto, rilevando diverse infrazioni.
In totale, sono state contestate a 2 locali cinque sanzioni amministrative per altrettanti casi di vendita di bevande alcoliche a ragazzi di età inferiore a 18 anni. Le sanzioni sono state contestate in un caso al titolare e nell’altro al titolare in solido con il barman.
Dal punto di vista della normativa che regola tale comportamento illecito, la sanzione pecuniaria, quindi di carattere amministrativo, per chi vende alcolici – per il consumo sul posto (somministrazione) – ai minori di 18 anni (ma superiore a 16 anni), o per chi vende – per asporto – ai minori di qualunque età, va dai 250 ai 1000 euro.
Se il fatto è commesso dal medesimo esercizio più di una volta, la sanzione va dai 500 ai 2000 euro ed è prevista la sanzione accessoria della sospensione dell’attività per tre mesi.
Se invece si vendono alcolici – per il consumo sul posto (somministrazione) – a un minore di 16 anni, l’esercente è punito ai sensi dell’art. 689 del codice penale con l’arresto fino a un anno.
Oltre al contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, non si abbassa dunque, in questo periodo estivo, l’attenzione e l’azione delle Fiamme Gialle maremmane nei confronti anche degli altri fenomeni d’irregolarità, come il gioco vietato ai minori, la cessione di tabacchi e la vendita o somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni, fattispecie illecite non sottovalutate dagli organi deputati al controllo e nemmeno dalle istituzioni interessate a tutelare la salute dei giovani e a formarli sul piano morale e culturale.
Un fenomeno, quello della vendita e del consumo di alcol da parte di minorenni, da alcuni considerato di minor tenore rispetto al fumo e al gioco vietato ai minori, allo spaccio ed al consumo di sostanze stupefacenti cosiddette “leggere”, come l’hashish o la marjuana, che tuttavia, riveste una significativa pericolosità sociale per i cittadini (si pensi ai problemi derivanti da comportamenti “non responsabili” tenuti dai ragazzi che consumano sostanze alcoliche, come ad esempio gli atti vandalici o la deturpazione del bene pubblico, ovvero il mettersi subito alla guida di motorini o motociclette, con grave rischio per l’incolumità propria e di terzi) e forte preoccupazione per le famiglie dei ragazzi interessati al problema.
Tali episodi che, come noto, si verificano nel corso dell’anno tra la movida del sabato sera, si accentuano in particolare nei periodi festivi e nelle vacanze estive, in ogni luogo o in occasioni in cui i giovani possano liberamente accedere all’acquisto o al consumo di alcolici o bevande contenenti alcol, specie all’interno di locali dove non siano stati predisposti, da parte dei titolari, efficaci meccanismi che impediscano ai dipendenti – preposti a servire e/o vendere il prodotto alcolico ai giovani – di fare possibili “errori di valutazione sull’età del cliente consumatore”.
Tali riflessioni sono doverose e necessarie, anche alla luce dei recenti accadimenti che hanno occupato gli spazi di cronaca locale e nazionale, in relazione ad episodi che hanno visto il coinvolgimento di ragazzi vittime anche dell’inosservanza dei limiti alla vendita e somministrazione di alcol imposti agli esercenti dal legislatore.
L’attività svolta segue il percorso ormai ampiamente tracciato dal Corpo della Guardia di Finanza, che vede le fiamme gialle impegnate a sostenere e tutelare gli “esercenti corretti”, in quanto rispettano gli obblighi di legge e contribuiscono a fare in modo che i luoghi di pubblico ritrovo siano soprattutto un luogo di sano divertimento, rispetto alla concorrenza sleale ed illecita di chi non si fa scrupoli nel fornire sostanze alcoliche ai minori, non dimostrando rispetto della tutela della salute dei più giovani, oltreché della sicurezza della comunità e dell’ordine pubblico in generale.

