Il Forum Pd Scuola Grosseto interviene sulla riforma messa in atto dal Governo Renzi:
“La riforma non è solo il piano straordinario di assunzioni, ma di fatto smonta la riforma Gelmini con la piena autonomia delle scuole, investe 3 miliardi di euro (Tremonti ne tagliò 8 di miliardi), cancella la precarietà, rinnova il sistema nazionale di istruzione e le modalità di reclutamento dei docenti, investe in capitale umano, valorizza la professionalità dei docenti – si legge in un comunicato del Forum -. Questa riforma combatte la dispersione, incentiva attività didattiche pomeridiane, questa riforma non è un punto di arrivo, ma di partenza, è sempre migliorabile, molto dipende da chi nella scuola ci opera, ripone negli organi collegiali e nella figura del Ds le giuste responsabilità”.
“L’articolo 1 riprende la D.P.R. 275/99 sull’autonomia scolastica e fornisce alcuni strumenti per l’attuazione – continua il comunicato:
- rimodulazione del monte ore annuale di ciascuna disciplina;
- potenziamento del tempo scuola anche oltre i modelli e i quadri orari;
- programmazione plurisettimanale e flessibilità dell’orario complessivo;
- possibilità di apertura pomeridiana;
- attivazione di gruppi di classe, anche con potenziamento del tempo scuola o rimodulazione del monte ore;
- possibilità di riduzione del numero degli studenti per classe (Si potranno diminuire alunni per classe per eliminare le classi pollaio);
- possibile apertura durante i periodi di sospensione (estiva, vacanze..) per promuovere attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive con gli enti locali”.
“Il Piano dell’offerta formativa (Pof) sarà triennale, ma potrà essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre. Cambia l’iter di preparazione del Piano dell’offerta, che sarà prima elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi definiti dal dirigente scolastico e sarà poi approvato dal Consiglio di istituto – spiega il Forum -.
Il nuovo Pof triennale dovrà prevedere il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia sulla base del monte ore degli insegnamenti, nonchè del numero di alunni con disabilità, ferma restando la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga.
Inoltre, da evidenziare l’oncremento dei fondi per il funzionamento delle scuole statali a partire dal 2016 di 123,9 milioni e di 126 milioni dal 2017”.
“Dal 28 luglio è partito il piano di assunzioni I famosi 100 mila. Intanto la cifra sarà di 102.734: quasi 47 mila su posti vacanti, 55 mila per il cosiddetto organico dell’autonomia. Per la Toscana, il solo organico dell’autonomia (i posti ‘in più’), dovrebbe dare lavoro a tempo indeterminato a centinaia di unità in più tra sostegno e posti comuni. E’ il piano di assunzioni più imponente della seconda Repubblica – continua il comunicato –: in ogni scuola ci sarà una media di sette docenti in più a tempo indeterminato. Le assunzioni riguarderanno tutti gli iscritti nella graduatoria di merito del concorso 2012 (compresi quindi anche degli idonei, in un primo momento esclusi) e gli iscritti alle cosiddette graduatorie ad esaurimento. Perché proprio le graduatorie a esaurimento? Perché non includere anche i docenti abilitati con Tfa e Pas, creando un’apparente disparità? C’è un motivo fondato che tiene conto del quadro normativo vigente. Il riferimento essenziale è il Decreto legislativo 297/94, il cosiddetto Testo Unico. Specifica chi può andare in ruolo: il 50% da concorso, il 50% da graduatorie permanenti (poi divenute a esaurimento nel 2006, con il Ministro Fioroni). Il passo successivo, e decisivo, è quello della Legge 306/2000, che ha sancito il valore concorsuale ai titoli Siss e quindi, di conseguenza, alle Gae, composte da idonei ai concorsi e abilitati Ssis. Ebbene, per le abilitazioni Tfa e i Pas questo valore concorsuale non è stato riconosciuto da alcun iter parlamentare. Questa la differenza”.
“Per finire, vorremo definire un passaggio importante – termina il comunicato –: 500 euro agli insegnanti. I docenti riceveranno 500 euro all’anno per la propria formazione: potranno acquistare libri, partecipare a corsi e addirittura vedere concerti a loro scelta. Ci sono, inoltre, più di 40 milioni per la formazione organizzata dalle scuole e 200 per il merito.Questa libertà di spesa rappresenta un importante atto di fiducia. Al docente, e non solo alla scuola, viene data la libertà di scegliere i percorsi formativi e culturali”.

