Home GrossetoAssunzioni Farmacie comunali, il Comune replica all’opposizione: “Bando selettivo per limitare i costi”

Assunzioni Farmacie comunali, il Comune replica all’opposizione: “Bando selettivo per limitare i costi”

di Roberto Lottini
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L’amministrazione comunale non ci sta e replica colpo su colpo alle accuse dell’opposizione in merito al bando per l’assunzione di cinque persone all’interno delle Farmacie comunali riunite.

“Dopo i dubbi che alcune forze politiche hanno sollevato sul concorso per la selezione di nuovi farmacisti – ha spiegato il sindaco di Grosseto Emilio Bonifaziho richiesto al presidente delle Farmacie comunali riunite, Alessandro Bocchi, una relazione utile a fornire tutti i chiarimenti e le precisazioni necessarie a fugare ogni perplessità, illustrando con la massima chiarezza i motivi che hanno portato la società a procedere a nuove assunzioni e riorganizzare il personale”.

“Da parte mia, voglio ricordare che la decisione di effettuare un concorso come metodo di selezione dei dipendenti è una doverosa scelta di trasparenza, che personalmente ho richiesto fin dall’inizio del mio mandato – ha continuato Bonifazi. Al mio insediamento, nel 2006, la società effettuava assunzioni a chiamata diretta senza concorso e così dal 2008, al termine naturale del mandato dei precedenti amministratori, dopo che ho nominato il nuovo presidente Fabio Favali, abbiamo avviato una stagione diversa, caratterizzata da una prima selezione pubblica nel 2008. Sono quindi convinto che fare un concorso pubblico sia la scelta più opportuna, che ridurrà il ricorso al tempo determinato garantendo ai nuovi assunti un contratto di lavoro a tempo indeterminato. La relazione predisposta dal presidente Alessandro Bocchi da questo punto di vista è chiara ed illustra il progetto di riorganizzazione del personale, che consentirà anche di ridurre i costi gestionali e ridistribuire i dipendenti fra le varie farmacie, nell’ottica di ottimizzare le risorse e dare servizi di qualità all’utenza”.

“All’amministrazione comunale, in quanto socio di maggioranza, – ha sottolineato il sindacospetta il compito di dare degli indirizzi, come quello di procedere alle assunzioni solo tramite concorso pubblico: indicazioni che poi vengono recepite e messe in atto dagli organi gestionali della società secondo le modalità più idonee”.

L’opposizione avrebbe dovuto chiederci direttamente chiarimenti in merito al bando di assunzione – ha dichiarato Alessandro Bocchie non lanciare accuse a mezzo stampa. In questi ultimi anni, l’azienda ha sempre avuto un bilancio sano e se abbiamo deciso di assumere personale è sia per sopperire ai 2 pensionamenti già andati in essere e ai 3 che ci saranno a breve, sia per ovviare al rischio che ci siano troppi contratti a tempo determinato, situazione che provocherebbe un ricambio troppo frequente fra i farmacisti dell’azienda”.

Dopo che il Comune ha ritenuto opportuno ritirare la vendita delle Farmacie comunali – ha continuato Bocchi, il nuovo consiglio di amministrazione ha gettato le basi per un piano aziendale che ci permettesse di competere con le farmacie private, per questo abbiamo deciso di assumere personale”.

All’opposizione che ha criticato la rigidità del bando, rivolto solamente al personale che ha alle spalle almeno un mese di esperienza in farmacie la cui proprietà è almeno del 51% di un’amministrazione comunale, Bocchi ha replicato: “Abbiamo deciso di mettere dei criteri rigidi alle assunzioni per evitare che si potessero presentare migliaia di candidati al concorso, una situazione che avrebbe causato un esborso troppo oneroso in termini organizzativi. Non c’è niente di anomalo in questa decisione, in quanto anche i Comuni di Siena e Reggio Emilia, ad esempio, hanno pubblicato bandi di questo tipo, così come non hanno chiesto il possesso dei crediti formativi ai candidati, come invece sostenuto erroneamente da qualche consigliere di minoranza”.

Per me è un cruccio enorme che questo bando abbia dei criteri così vincolanti – aggiunge Alfredo Discepoli, direttore delle Farmacie comunali e presidente provinciale dell’Ordine dei farmacisti -, ma posso assicurare che non sarebbe stato possibile fare diversamente”.

L’ultima stoccata Bonifazi l’ha riservata ai consiglieri di opposizione: “Fra di loro ci sono alcuni che ormai siedono da almeno un decennio in Consiglio e che sono da tempo all’interno delle istituzioni. Non mi capacito di come non potessero conoscere certe regole in termini di assunzione nelle società partecipate del Comune”.

Nella foto, da sinistra: Alfredo Discepoli, Emilio Bonifazi e Alessandro Bocchi

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