“Un bando frettoloso, anticostituzionale e discriminante”.
L’opposizione di centrodestra del Consiglio comunale di Grosseto lancia strali contro il bando relativo all’assunzione di cinque persone all’interno delle Farmacie comunali riunite, deliberato dall’amministrazione Bonifazi lo scorso 26 maggio e che avrà scadenza il prossimo 10 giugno.
Oltre al tempo ristretto per partecipare al bando, a scatenare l’ira della minoranza sono soprattutto i requisiti richiesti per le future assunzioni: i candidati devono aver lavorato almeno un mese all’interno di farmacie il cu pacchetto di maggioranza appartiene ad un ente pubblico. Inoltre, sempre secondo l’opposizione, le persone inserite nella graduatoria potranno essere impiegate anche in altre mansioni svolte dalle società partecipate del Comune di Grosseto.
“Qualcuno sostiene che il centrodestra grossetano sia frastagliato – spiega Riccardo Megale della lista Lolini –, ma la nostra posizione di fronte a questo bando dimostra esattamente il contrario. Il parere che esponiamo questa mattina è anche lo stesso di Luigi Colomba e Mario Lolini”.
“Ci troviamo di fronte ad un bando dai contorni particolari, per non dire paradossali – incalza Megale –: sono escluse, infatti, tutte quelle persone che hanno lavorato all’interno di farmacie private. Grazie a questi criteri assurdi, si taglia ogni possibilità di assunzione a chi magari svolge da decenni e con professionalità il suo ruolo di farmacista, a scapito della qualità del servizio dei clienti delle stesse farmacie comunali. In molti altri Comuni italiani, anche di piccole dimensioni, sono stati pubblicati bandi per le farmacie comunali che contemplano come unici requisiti l’iscrizione all’albo dei farmacisti od una comprovata esperienza nel settore. Non capiamo perché il nostro Comue abbia fatto un bando così vincolante per cinque posti, tre dei quali destinati a coprire i turni notturni”.
“In genere, i bandi dei concorsi fanno riferimento anche a graduatorie stabilite secondo punteggi ben regolamentati, in modo da valorizzare le persone che presentano le domande – sottolinea Giacomo Cerboni del Nuovo Centrodestra -. Con il bando pubblicato dal Comune ci troviamo di fronte ad un paradosso: un giovane farmacista, appena laureato e che ha lavorato qualche mese nel privato non può essere assunto. Inoltre, Rama, Sei Toscana e Sistema, le società partecipate del Comune, possono attingere da questo bando senza pensare che, forse, un farmacista non ha le competenze giuste per lavorare in altri campi”.
“L’anno scorso il Comune voleva vendere le farmacie comunali – continua Cerboni –, affermando che non facevano utili, andavano male e che il personale costava troppo. Da quando è cambiato il Consiglio di amministrazione, invece, sembra che la situazione si sia completamente ribaltata ed adesso si parla di cinque assunzioni. Ciò dimostra che in passato il Comune ha strumentalizzato questa vicenda per far cassa con la vendita delle farmacie. Si tratta di una cosa molto grave: un’amministrazione comunale dovrebbe fare l’interesse della collettività e non quello personale. Noi non siamo contrati a possibili assunzioni, ma vogliamo che il bando delle farmacie comunali abbia dei criteri equi per chi vorrà partecipare”.
“Il Comune interpreta le varie situazioni a suo piacimento – aggiunge Andrea Ulmi della lista Lolini -. Questo bando presenta delle nette incongruenze ed è discriminante nei confronti di chi esercita da anni il ruolo di farmacista: ad, esempio, non si chiede neppure di essere in regola con i crediti formativi previsti dalla professione di farmacista. Chiediamo l’intervento del presidente dell’Ordine dei farmacisti di Grosseto, Alessandro Bocchi, che fra l’altro è anche a capo delle Farmacie comunale riunite, affinchè il bando sia rivisto. Inoltre, anche il Comune è tenuto a dare chiarimenti in merito”.
“Se il Comune non vorrà darci i chiarimenti di cui abbiamo bisogno – rincara la dose Pier Francesco Angelini di Fratelli d’Italia –, ci rivolgeremo direttamente alla Commissione di garanzia e controllo. Questo bando è anticostituzionale e frutto di una scelta politica dell’amministrazione Bonifazi che ha calpestato la nostra Costituzione. Siamo di fronte ad un bando assurdo che penalizza i candidati e che non valorizza le loro capacità professionali”.

