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Regionali: il pensiero di Valentina Culicchi su sanità, viabilità e sicurezza

di Redazione
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«Il benessere di un territorio lo si raggiunge innanzitutto quando ci sono servizi sanitari adeguati. Il mutamento delle condizioni economiche, sociali e demografiche, richiede scelte coraggiose e quasi mai apprezzate».

Così Valentina Culicchi riprende l’intervento di Paolo Borghi, vicesindaco di Grosseto e membro del direttivo Pd, che aveva sollecitato i candidati alle regionali a confrontarsi sulle problematiche della comunità che richiedono impegni concreti.

«In tal senso, per quanto riguarda la sanità – precisa Culicchi, la riorganizzazione non deve andare a scapito dei servizi in un territorio come il nostro, vasto e scarsamente popolato, dove aumentano gli anziani e le non-autosufficienze, dove l’integrazione sociosanitaria deve farla da padrona. In tema di sostenibilità del sistema sanitario si inserisce la vera e straordinaria sfida: serie ed incisive politiche per la prevenzione. Sarà meno importante quindi dove si collocherà fisicamente il direttore generale, quanto piuttosto se il sistema sarà in grado di garantire i migliori servizi per i cittadini».

Un tema, quello della sanità, che ne richiama un altro: «Per avere prestazioni specialistiche i cittadini sono disposti anche a spostarsi, a patto che esista una viabilità sicura e adeguata, atta a garantire facili spostamenti – dichiara Valentina Culicchi -. Sulla viabilità si inserisce il tanto dibattuto tema dell’autostrada. Per non subire più la responsabilità, come cittadini, di aver ostacolato il progetto, sono qui a dichiarare la necessità di attuare un’opera  prioritaria per la nostra zona, per chi ci è nato, per chi è venuto da fuori, per chi decide di investire in Maremma».

C’è poi la questione sicurezza: «Garantire la sicurezza alla comunità di un territorio è un po’ come garantire alla popolazione un buono stato di salute. E’ necessario investire in prevenzione, collettiva ed individuale – precisa Valentina Culicchi -. Quella collettiva appartiene alle istituzioni deputate a garantire l’ordine pubblico, la tranquillità sociale e la legalità. Ogni cittadino ha poi l’onere di allertarsi rispetto a quanto di sospetto gli accade intorno, in modo da recuperare quel senso di comunità che negli ultimi tempi è andato perduto. L’attenzione va spostata sulla ricerca di nuove strategie, nuovi attori e nuovi contesti. Nella nuova prevenzione si trovano interventi che mirano alla riduzione di fenomeni criminosi, alle inciviltà e al degrado, oltre che alla riduzione della percezione di insicurezza e quindi all’aumento della rassicurazione sociale».

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