Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato dai consiglieri di opposizione al Comune di Follonica Daniele Baldi (Daniele Baldi Sindaco), Sandro Marrini (Forza Italia), Agostino Ottaviani (Fratelli d’Italia), Gabriele Cecchini (Movimento Cinque Stelle) e Filippo Asta (Nuovo Centrodestra):
“Con il presente documento, in qualità di rappresentanti dei Gruppi consiliari di minoranza, intendiamo denunciare lo stato di assoluta approssimazione, superficialità e illegittimità con il quale si stanno portando avanti le riunioni delle Conferenze dei Capigruppo.
Già in diverse occasioni abbiamo fatto presente al Presidente del Consiglio il non rispetto di alcune regole fondamentali, come la messa a disposizione della documentazione istruttoria degli atti inerenti argomenti da porre all’ordine del giorno del Consiglio comunale e il non rispetto dei tempi di convocazione delle varie Commissioni consiliari.
Tutto ciò ovviamente non permette ai sottoscritti una serena ed attenta disamina degli argomenti all’ordine del giorno e limita di fatto la possibilità di controllo e di impulso verso l’azione amministrativa del Consiglio comunale secondo quanto previsto dall’art.13 punto 4 dello Statuto Comunale.
Fino ad oggi, con senso di responsabilità, abbiamo cercato comunque di mandare avanti i diversi argomenti presentati (compreso il garantire in alcune occasioni il numero legale in Consiglio comunale), ma dopo l’ultimo increscioso episodio verificato in occasione della riunione tenutasi lo scorso 20 novembre la nostra pazienza e disponibilità si è esaurita al punto tale che, e lo dichiariamo fin da adesso, al verificarsi di altre situazioni come quella che di seguito andiamo a descrivere, ci vedremo costretti ad abbandonare i lavori con le relative conseguenze.
Veniamo adesso all’episodio contestato: ebbene, il Presidente del Consiglio (con grande serenità e con il solito sorriso…) ha proposto l’inserimento all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, in programma il 28 novembre, l’approvazione di una deliberazione di ‘assestamento di bilancio’ giustificandola con la necessità di dover prendere atto di una sentenza di condanna dell’amministrazione comunale (l’ennesima ci verrebbe da dire, e chi la paga questa volta? Risposta semplice.. ancora noi cittadini!!), specificando (guarda caso) che l’ultimo giorno utile è proprio il 28 novembre.
A questo punto abbiamo richiesto di poter visionare l’atto e la documentazione, compresa la sentenza di condanna, ma per l’ennesima volta abbiamo dovuto constatare con sincero sconforto che l’atto in questione non solo non era disponibile per la consultazione, ma addirittura lo stesso atto non era stato ancora trasmesso per la valutazione alla competente Commissione consiliare (la prima per la precisione).
Siamo rimasti peraltro attoniti quando il Presidente, in oggettiva difficoltà, si è rivolto ai funzionari presenti per chiedere luci su tutto ciò. Viene da chiedersi ‘Ma struttura tecnica e la struttura politica si parlano, si relazionano o si continua con gli atteggiamenti del passato?’.
Ancora una volta il Presidente registrando il nostro crescente malumore ha provato a correre ai ripari, ipotizzando una serie di date per la prossima settimana nelle quali tenere la Commissione consiliare competente in materia di bilancio. E ancora ci domandiamo: ‘Ma non dovrebbero essere i vari Presidenti delle Commissioni ad essere proattivi e propositivi rispetto alle scadenze amministrative?”.
Una precisazione importante a questo punto: che la data del 30 novembre sia la data ultima per l’approvazione di un assestamento di bilancio lo dice una normativa nazionale e poi non crediamo che la sentenza de quo sia arrivata al protocollo del Comune ieri mattina, allora perchè non si è predisposta per tempo tutta la documentazione in modo tale da poterla analizzare e studiare come si deve?
Vogliamo ed esigiamo di poter svolgere il nostro ruolo con dignità e rispetto sempre e comunque nell’interesse delle collettività.
Un ultima, ma necessaria riflessione, con l’auspicio che sia raccolta da chi di dovere: la democrazia non la si pratica solo con i sorrisi e le strette di mani, ma anche, e soprattutto, con il rispetto delle regole e delle minoranze …è chiedere troppo?!”.

