Home GrossetoAttualità GrossetoManutenzione a Principina, Bonifazi: “La soluzione c’è, ma il problema risale a 30 anni fa”

Manutenzione a Principina, Bonifazi: “La soluzione c’è, ma il problema risale a 30 anni fa”

di Roberto Lottini
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Le possibili soluzioni per la manutenzione delle aree verdi oggetto di varie polemiche a Principina a mare sono state inviate con una lettera ai residenti della frazione firmata dal sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi.

Perché Principina non è affatto abbandonata – ha spiegato Bonifazi , ma bisogna anche essere chiari, una volta per tutte, visto che in troppi parlano, ma hanno anche scarsa memoria, mentre oggi un’amministrazione, la mia, si preoccupa di trovare una via di uscita ad un problema delicato mai affrontato da chi avrebbe dovuto farlo”.

In particolare sulla manutenzione di quelle aree verdi esiste un problema che risale addirittura a circa 30 anni fa. Molte zone non hanno infatti ancora visto la stipula degli atti di cessione e quindi non sono in carico all’amministrazione comunale che, già nel 1988, a firma dell’allora Dirigente al Patrimonio Luigi Colomba, rappresentava l’urgente necessità di arrivare a quelle stipule e consentire così al Comune di intervenire; ma nulla è poi accaduto.

In pratica – ha chiarito Bonifazisia per la manutenzione che per la stessa sicurezza la responsabilità è ancora dei proprietari sulla base delle convenzioni relative alla lottizzazione partita nella seconda metà degli anni ’70 che prevedeva un 50% di superficie destinata ad abitazioni e il restante 50% ad aree verdi pubbliche, attrezzate, aree di sosta e camminamenti. Insomma, c’era un obbligo a cedere quelle aree previsto per i soggetti elencati dal documento comunale del 1988”.

Le soluzioni

L’amministrazione ha deciso di procedere all’acquisizione di queste aree per riqualificarle e manutenerle, ma ci sono due strade: la via amministrativa, che prevede il completamento del percorso lasciato a metà e la sottoscrizione di atti che comportano spese notarili a carico degli attuali proprietari di casa, vista la difficoltà a risalire ai soggetti legati alle 20 cooperative edilizie e società che avevano realizzato le abitazioni tra gli anni ’70 e ’80 “che in molti casi neanche esistono più” ha sottolineato il sindaco. E poi c’è la via giudiziale, che passa da un riconoscimento al Comune della proprietà mediante sentenza esecutiva del tribunale competente e trascrizione alla Conservatoria dei registri immobiliari, con oneri a carico dell’amministrazione.

Se non si riescono a individuare i soggetti per la via amministrativa proponiamo di percorrere quella del tribunale perché – ha confermato il sindacoè evidente che un’inerzia di decenni trova solo grazie al nostro impegno una possibile soluzione. Chi si lamenta, spesso in modo esagerato, di scarsa manutenzione queste cose le sapeva o le doveva sapere. Ma a qualcuno era sembrato più utile far finta che il Comune non facesse il suo dovere”.

E’ la stessa storia di sempre – ha concluso Bonifazifar finta che sia il Comune a doversi occupare degli ingenti investimenti che riguardano il recupero di aree e strutture importanti, ma private o demaniali: la Rotonda e le altre due colonie a Marina, la nostra l’abbiamo ristrutturata, migliaia di ettari di pinete private, il Marraccini a Grosseto, l’area dell’ex diversivo che il Demanio non ci vuole dare, ma si pretende però che tagliamo ettari ed ettari di verde, e molti molti altri casi. Almeno per Principina una via da percorrere sembra che ci possa essere”.

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