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Sub morti alle Formiche: monossido di carbonio in altre 10 bombole del diving di Talamone

di Cristina Zammataro
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La mattina del 10 agosto, quando persero la vita tre sub di Perugia, poteva accadere una strage. Quest’oggi, nel laboratorio di analisi della Siad di Osio Sopra, in provincia di Bergamo, sono infatti terminate le analisi sulla qualità dell’aria all’interno delle bombole sequestrate al diving di Talamone dopo il tragico evento.

Le analisi delle bombole hanno dimostrato che, in almeno 10 di queste (le bombole analizzate erano in tutto circa 30), c’erano quantitativi di monossido di carbonio potenzialmente mortali, in alcune di livello anche superiore alle 2000 parti per milione. Queste dieci si vanno ad aggiungere alle altre quattro bombole che erano state analizzate nei giorni scorsi e nelle quali era stato trovato monossido di carbonio in quantità elevate. Le quattro bombole erano quelle utilizzate dalle tre vittime e da un quarto sub che si era sentito male e che aveva dovuto ricorrere alle cure della camera iperbarica.

Il giorno in cui sono morti i tre sub di Perugia le conseguenze potevano dunque essere ben peggiori, solo se si pensa che si sono immerse circa 15 persone, la maggior parte delle quali ha utilizzato le bombole del diving inquinate.

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