Un grossetano di 46 anni è stato tratto in arresto dai militari del Norm della Compagnia di Grosseto, nel corso di una perquisizione, poiché trovato in possesso di oltre un chilo di marijuana, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.
L’arresto rientra in un più ampio giro di spaccio di stupefacenti che venerdì mattina i Carabinieri del Norm della Compagnie di Figline Valdarno, al termine di prolungata attività investigativa, hanno sgominato dando esecuzione a 13 provvedimenti cautelari nei confronti di soggetti dimoranti nelle province di Firenze, Arezzo, Siena e Grosseto.
L’attività investigativa ha avuto inizio nel dicembre 2012 a seguito dell’arresto, a Figline Valdarno, di uno spacciatore 53enne che era stato sorpreso in possesso di 120 grammi di cocaina. Le indagini, coordinate dalla dr.ssa Spena di Arezzo, si erano concentrate per individuare i canali di approvvigionamento dell’uomo. I successivi sviluppi avevano permesso di allargare sempre più il cerchio e delineare in maniera certa la loro fiorente attività di spaccio, individuare i numerosi correi ed i loro acquirenti. Il gruppo, capeggiato da un montevarchino di 34 anni, ed attivamente coadiuvato da due fratelli, di origine albanese, uno di 26 anni ed uno di 31enne, aveva importanti conoscenze che gli permettevano di approvvigionarsi periodicamente e senza difficoltà, di quantitativi considerevoli (anche nell’ordine di 500 g. alla volta), droga che poi provvedevano a rivendere sia al dettaglio che all’ingrosso nei confronti di altri spacciatori.
In molti casi i militari hanno accertato che il gruppo, e come nel caso che ha poi fatto nascere l’operazione, cedeva le partite di cocaina a credito, ricevendo il corrispettivo solo a seguito della vendita al dettaglio, in maniera da rendere più agevole l’attività degli spacciatori, chiaro sintomo di una fiorente attività illecita. Nel corso delle attività investigative, si accertava che il gruppo trattava partite di stupefacente per somme che variavano da qualche migliaio di euro alla volta sino ad oltre 20.000 per compravendita.
Il gruppo, al fine di evitare controlli da parte delle Forze di Polizia, era solito utilizzare delle staffette quando doveva effettuare le consegne, con l’obiettivo di minimizzare i rischi, o, come nel caso del soggetto principale, recarsi ad effettuarle unitamente alla moglie così da sollevare meno sospetti. Inoltre, sempre al fine di minimizzare i rischi, nascondevano la droga in zone boschive o in casolari abbandonati, sempre facilmente raggiungibili con le auto.
Il gruppo effettuava poi una vera e propria mappatura dello stupefacente occultato, suddiviso per peso, in maniera tale che, ai loro acquirenti, in relazione al quantitativo richiesto, fornivano le indicazioni di un punto caratteristico dove rinvenire nascosto l’involucro di cocaina.
In un’occasione i militari, ricevuta l’indicazione del luogo dove era nascosta, hanno anticipato l’acquirente, scovando e sequestrando un involucro contenente 200 grammi di cocaina di ottima qualità, che avrebbe loro fruttato oltre 10.000 euro.
Oltre i 3 cittadini albanesi, sono stati tratti in arresto anche un 36enne di Montevarchi ed un 38enne di Rapolano terme; posti agli arresti domiciliari altre due persone di Montevarchi, una persona di Figline Valdarno, una di Pian di Scò, una di Bucine, una di Terranuova Bracciolini e posti all’obbligo di firma un 27enne da Montevarchi e un 40enne da Pian di Scò.
L’attività relativa l’esecuzione delle misure cautelari, ha visto la partecipazione di oltre 50 Carabinieri dei Comandi Provinciali di Firenze, Arezzo, Siena e Grosseto e 3 unità dei Nuclei cinofili Carabinieri di Firenze e San Rossore.
S.T., uno dei soggetti principali dell’indagine veniva invece trovato in possesso di oltre 12.000 euro, abilmente confezionati, messi sotto vuoto, e nascosti in un anfratto all’interno della sua abitazione unitamente a 170 grammi di una sostanza da taglio, la benzocaina, normalmente utilizzata come anestetico, e materiale vario per il confezionamento delle dosi.
Gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Arezzo e Siena, dove sono stati sottoposti ad interrogatorio di garanzia da parte del Gip presso il Tribunale di Arezzo, al termine dei quali ha convalidato per tutti la custodia cautelare in carcere.

