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Presentazione del volume “Maria nell’arte. Tra pensiero teologico e produzione artistica”

di Redazione
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Sarà presentato venerdì 23 maggio, alle 17, nella sala contrattazioni della Camera di commercio di Grosseto, il volume “Maria nell’arte-Tra pensiero teologico e produzione artistica”, edito da Papalini-Edizioni Effigi, e curato dalla storica dell’arte Olivia Bruschettini, responsabile dell’ufficio beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Grosseto, col prezioso contributo finanziario della Fondazione Bertarelli.

L’interessante pubblicazione si inserisce all’interno della collana “Contributi per l’arte in Maremma” e scandaglia in modo organico la figura di Maria come Madre di Dio e Madre della Chiesa, fonte di ispirazione di opere d’arte che hanno lasciato un segno profondo anche sul nostro territorio, contribuendo ad alimentare la devozione mariana di cui nella Diocesi di Grosseto ci sono tracce antiche e significative.

collemassariLa presentazione del volume, affidata al Vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni e al presidente della Camera di Commercio di Grosseto Giovanni Lamioni, sarà l’occasione per poter ammirare dal vivo, in una delle sale espositive del Museo d’arte sacra, in piazza Baccarini, la pala con la Crocifissione e Santi, conservata nella cappella di Santa Maria a Colle Massari (Cinigiano), dipinto del XVII secolo attribuibile al pittore amiatino Francesco Canini e che convince ancora di più sulla esigenza di valorizzare ed indagare dal punto di vista culturale il nostro territorio. L’opera è stata sottoposta ad un significativo intervento di restauro da parte dell’Atelier di restauri di Firenze.

Il libro “Maria nell’arte” è il risultato di un importante lavoro di equipe, che ha visto insieme le migliori competenze in campo teologico, storico ed artistico delle Diocesi di Grosseto, di Pitigliano-Sovana-Orbetello e di Montepulciano-Chiusi-Pienza. Proprio questo lavoro di indagine e di approfondimento ha permesso di sviscerare un tema complesso come quello legato al culto della Madonna.

“Dedicare un intero volume alla figura di Maria limitandosi solo ad indagarne la figura attraverso la produzione artistica – spiega Olivia Bruschettinisarebbe stato riduttivo. Per questo abbiamo voluto prevedere anche una parte teologica ed una più propriamente storico-artistica”.

Nella prima parte del volume, Marco Monari, docente di Teologia fondamentale all’Istituto superiore di scienze religiose “Santa Caterina da Siena” di Siena e di Mariologia e Dogmatica al Pontificio seminario regionale “Pio XII” sempre di Siena, passa in rassegna le Scritture, ma anche la letteratura apocrifa, patristica e medievale per inquadrare il ruolo fondamentale che, nell’economia della salvezza, riveste Maria. Tamara Gigli affronta, invece, la venerazione mariana nella Diocesi di Grosseto all’epoca della Controriforma, segnalando le chiese dedicate alla Maria in quel periodo, soffermandosi in particolare sul ruolo fondamentale rivestito dagli Ordini monastici nella valorizzazione del culto alla Vergine. L’architetto e ricercatore Alessio Caporali, esaminando gli scritti della visita pastorale compiuta nella Diocesi di Grosseto sul finire del ‘700, è in grado di offrire un quadro dettagliato sugli equilibri sociali del territorio e sulla devozione religiosa. Alla funzionaria della Soprintendenza per i beni architettonici di Siena, Vanessa Mazzini, è stato affidato il compito di indagare l’edificio sacro di Santa Maria ad Alberese, sorto negli anni ’30 del ‘900 su progetto dell’ingegner Enzo Fedi, che si rifece all’antica chiesa abbaziale di san Rabano.

La seconda parte ha un taglio più propriamente di ricerca storico-artistica: è suddivisa in schede, che cronologicamente ricostruiscono le opere esaminate, sempre legate alla figura di Maria. Il lavoro è stato curato dalle storiche dell’arte Olivia Bruschettini, Marcella Parisi e Patrizia Scarpin.

“Questo pregevolissimo volume che offriamo come contributo di crescita culturale e di fede alla comunità – dice don Franco Cencioni, direttore dell’ufficio diocesano beni culturali ecclesiasticiè un ulteriore apporto alla valorizzazione del nostro territorio, perché sia sempre più cosciente dei valori culturali che ha saputo esprimere nel tempo”.

Da parte sua la Fondazione Bertarelli, sponsor dell’opera e del restauro e dedita alla cultura, all’arte e alla musica, si dice felice del risultato di questo imponente lavoro di ricerca “che rappresenta una ricompensa al nostro impegno, perché il percorso teologico ed artistico generato da questa lodevole raccolta si articola in questo territorio, ma non si limita alla sola Diocesi di Grosseto, coinvolgendo invece anche quelle di Pitigliano-Sovana-Orbetello e di Montepulciano-Chiusi-Pienza, allargandosi con interventi di collaboratori preziosi come la Soprintendenza per i Beni architettonici per le Province di Siena e Grosseto e di storici e ricercatori universitari”. 

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