Sarà una domenica di festa solenne e di gioia, quella di domani per la Diocesi di Grosseto, che celebra la Festa quinquennale della Madonna delle Grazie, patrona – insieme a san Lorenzo – della Chiesa di Grosseto.
Alle 17 in Cattedrale si terrà la solenne concelebrazione eucaristica animata dalla Corale Puccini in occasione dell’anno centenario della sua fondazione. Al termine il simulacro della Madonna delle Grazie sarà portato in processione per le vie del centro cittadino, come segno della presenza materna di Maria tra il quotidiano dei grossetani. Questo il percorso: piazza Duomo, via Manin, via Gramsci, via Ximenes, viale Manetti, via IV Novembre, corso Carducci e ritorno in piazza Duomo dove sarà impartita la benedizione sulla città e sulla Diocesi.Animerà la processione la Filarmonica Città di Grosseto.
Le Messe verranno celebrate anche alle 9.30, 11 e 12.15.
Le celebrazioni in onore della Madonna delle Grazie sono organizzate dal Capitolo della Cattedrale e dalla congregazione Madonna delle Grazie. Per l’occasione è stato realizzato un sussidio per la preghiera liturgica, distribuito nelle 50 parrocchie della Diocesi, che ha guidato la novena di preparazione alla Festa, affidata ogni sera a ciascuna delle dieci parrocchie della città e che culmina, questo pomeriggio alle 17, con l’offerta dell’olio per alimentare la lampada che arde dinanzi al dipinto della Madonna in Cattedrale, da parte delle parrocchie di san Lorenzo e san Francesco.
Il dipinto
L’immagine della Madonna delle Grazie che si venera nella Cattedrale di Grosseto è opera attribuita a Matteo di Giovanni e databile intorno al 1470. La Madonna è raffigurata seduta e – come spiegò mons. Crispino Valenziano, già vice presidente della Consulta per i beni artistici e culturali della Cei, il 7 dicembre 1995 in una conferenza nel Duomo di Grosseto – “le sue ginocchia sono ripiegate in modo tale che il grembo di lei si presenta aperto e raccolto tra le sue braccia e, invenzione estremamente interessante, rivelazione teologica, tale da apparire in visione completa”. La Madonna delle Grazie, prosegue la sua descrizione per mons. Valenziano, “mostra l’ampiezza del suo grembo senza mostrare in esso il Figlio. Questo grembo è quello che viene definito un velo rivelante (…); è un grembo che aspetta, in cui è presente il Figlio di Dio”.
Maria è coperta da un manto che dalla testa scende fino alle ginocchia. Sull’orlo dorato, all’altezza del grembo è scritto, a destra “Missus est angelus Ghabriel” (l’angelo Gabriele fu inviato da Dio), mentre a sinistra “Ave gratia plena Dominus tecum” (Salve, o piena di grazia, il Signore è con te). Nell’aureola è scritto, invece, “Assunta est Maria in coelum” e sulla tunica “Regina”.
Mons. Valenziano concludeva la sua analisi del dipinto così: “Dalla storia si va all’escatologia, così come dall’avvenimento in Lei si passa all’evento della Chiesa ed in questa icone della Madonna delle Grazie sono riportati, come in una pagina, i primordi e la conclusione di quello che noi saremo, della nostra fede, della nostra speranza”.

