Dopo un 2013 caratterizzato da una congiuntura economica negativa, anche l’anno in corso appare particolarmente difficile per la Maremma.
“Il 2014 è stato annunciato come l’anno della ripresa, ma sinceramente io non vedo all’orizzonte segnali positivi” è l’amara disamina del presidente della Camera di commercio di Grosseto Giovanni Lamioni.
“E’ necessario – continua Lamioni – ridisegnare la visione economica del nostro Paese e, per quanto ci riguarda, della provincia di Grosseto. Il 2013 è stato un anno difficile, che ha visto scendere il Pil italiano dell’1,8%, il dato peggiore fra le nazione più industrializzate dell’Europa. La disoccupazione ha raggiunto il 12%, un livello record attenuato dagli ammortizzatori sociali, altrimenti questo dato sarebbe molto più alto. Credo che abbiamo toccato il punto più alto della crisi, anche se si intravedono timidi segnali di ripresa che potranno portare ad un miglioramento concreto dell’economia solamente nel 2015”.
Quindi, Lamioni analizza nello specifico la situazione in Maremma: “Anche per noi è stato un anno terribile, con performance negative per il commercio e il settore edile. Comunque, si sono palesate conferme importanti, soprattutto a livello di strategia. Ed è da questi segnali positivi che dobbiamo ripartire per risollevare e sviluppare la nostra economia”.
In ogni caso, la congiuntura economica del 2013 ha messo in luce anche alcuni aspetti positivi: “Il comparto manifatturiero – spiega il presidente della Camera di commercio – ha fatto registrare un aumento di fatturato dell’1,7%. Al suo interno, il settore in maggiore crescita è quello dell’agroalimentare e questa situazione si riflette sulle esportazioni, che hanno visto un incremento del 2% rispetto all’anno scorso”.
Ed è proprio il comparto agroalimentare il settore dell’economia che può vantare un maggiore appeal all’estero, con un significativo 43% di tutte le esportazioni partite dalla Maremma, che supera un ambito tradizionalmente favorevole per l’export grossetano: quello del settore chimico, che nel 2013 ha segnato il 38% delle esportazioni complessive.
“Tante piccole e medie imprese dell’agroalimentare hanno avviato un processo di internazionalizzazione e questo fenomeno si riflette positivamente nell’export” sottolinea Lamioni.
Un altro comparto che ha chiuso positivamente il 2013 è stato quello del turismo.
“Nel secondo semestre dell’anno scorso, oltre il 50% delle imprese turistiche ha migliorato il loro fatturato rispetto ai primi sei mesi del 2013 – dichiara il presidente della Camera di commercio -. Nello stesso periodo del 2012, il saldo si era attestato appena all’8%.”
“Il 2013 è stato faticoso – continua Lamioni -, ma l’economia della provincia deve far leva proprio sul turismo e sull’agroalimentare per risollevarsi. La Maremma deve saper accogliere il mondo e far crescere le proprie imprese, perché è più facile accogliere turisti che esportare in nostri prodotti”.
“La scommessa vera è quella di aumentare le presenze turistiche sul territorio, soprattutto dall’estero – conclude il presidente della Camera di commercio – e dobbiamo valorizzare la nostra vocazione agroalimentare. Il 2014 sarà un anno difficile, ma la strada intrapresa è quella giusta e si sposa con coerenza con le risorse a disposizione della Maremma”.

