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Smantellata banda criminale dedita a estorsioni e rapine: fermate due persone

di Redazione
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Operazione CassandraUna vera e propria banda, organizzata in modo gerarchico e dedita a rapine ed estorsioni di denaro nei confronti di un gruppo di connazionali residenti a Follonica e nelle zone limitrofe.

Il gruppo criminale, composto da cittadini macedoni emigrati in Italia e stabilitisi nella Città del Golfo, è stato scoperto e smantellato dai Carabinieri di Massa Marittima dopo un’articolata e minuziosa attività investigativa.

Le indagini sono scattate lo scorso 31 dicembre, quando due macedoni residenti in provincia di Livorno hanno denunciato ai militari dell’Arma di essere stati vittime di un’estorsione e di una rapina messe in atto a Follonica tra il 26 e il 27 dello stesso mese da parte di un gruppo di 8 connazionali.

Grazie ad alcune intercettazioni telefoniche delle persone sospettate, i Carabinieri hanno potuto accertare che la stessa banda si era resa protagonista di altri due casi di estorsione nel giro di poco tempo ed ha identificato quattro componenti.

Il modus operandi del gruppo criminale era sempre lo stesso: ad essere prese di mira erano ogni volta altre persone macedoni, residenti a Follonica, a cui venivano chieste somme di denaro comprese tra i 300 e i 5mila euro come risarcimento per non aver combattuto, a differenza dei componenti della banda, le guerre scoppiate negli anni scorsi nei Balcani. Inoltre, gli otto accusavano i propri connazionali di essere fuggiti dalla loro terra di origine per non partecipare ai conflitti etnici e, proprio per questo, pretendevano un “risarcimento”.

La banda minacciava anche di attuare rappresaglie nei confronti delle famiglie delle vittime, ancora residenti in Macedonia, nel caso in cui questi ultimi non avessero consegnato il denaro; circostanza che causava in loro uno stato di omertà e di sottomissione al gruppo di estorsori.

Le indagini dei Carabinieri di Massa Marittima hanno permesso di individuare il leader della banda, soprannominato “Cassandra” e sul quale pende ancora in Macedonia un ordine di cattura emesso dalla Corte di base di Skopje perché condannato a 5 anni di reclusione per omicidio.

Sulla scorta degli indizi raccolti dai militari dell’Arma, il Pubblico Ministero della Procura di Grosseto, Alessandro Leopizzi, ha quindi disposto un fermo di indiziato di delitto.

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Massa Marittima ed ha permesso di fermare anche un’altra persona appartenente alla banda.

I due macedoni, di 34 e 36 anni, sono stati rinchiusi nel carcere di Grosseto con l’accusa di associazione a delinquere, rapina ed estorsione.

Sempre nel contesto della stessa attività investigativa, risultano indagate altre due persone: rispettivamente il fratello e il cugino di “Cassandra”, entrambi denunciati in stato di libertà per gli stessi reati dei connazionali, sebbene risultino rientrati in Macedonia già nei primi giorni di gennaio.

Nella foto in alto: un incontro tra i soggetti indagati che, per sottrarsi ad eventuali indagini nei loro confronti, avevano l’abitudine di riunirsi solo in luoghi pubblici e all’aperto.

Carabinieri Massa Marittima

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