Home GrossetoPolitica GrossetoDegrado del centro storico, Cerboni: “Interventi urgenti per difendere l’identità cittadina”

Degrado del centro storico, Cerboni: “Interventi urgenti per difendere l’identità cittadina”

di Redazione
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Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato di Giacomo Cerboni, consigliere del Nuovo Centrodestra al Comune di Grosseto, sulla situazione del centro storico del capoluogo maremmano:

Grosseto sembra non amare più se stessa, perché ormai incapace di difendere ciò che la rappresenta.

Sembra dilagare la logica del ‘basta aspettare perché i problemi spariscano da soli’ o, peggio ancora, dell’accondiscendenza di fronte alle criticità per cui, in qualche modo, poi ‘tutto passa’ o ‘a tutto ci si abitua’.

La situazione delle mura medicee, in parte recuperate e oggetto di un costante tentativo di valorizzazione, come recentemente nel caso del Maiano, ma in parte ancora abbandonate al degrado, è l’esempio dell’incapacità di un’intera comunità di conservare e tramandare le proprie radici, di salvaguardare il centro della propria identità civica nel continuo scarica barile delle competenze.

Grosseto ha una civiltà popolare centrata sulla famiglia e sviluppatasi spontaneamente attorno a quattro edifici: il duomo, Il Comune, la Prefettura e l’ospedale, riconosciuti come riferimenti istituzionali e di solidarietà sociale. Attorno a questo nucleo le mura medicee da sempre ci ricordano l’antica protezione di questo nucleo pulsante della nostra storia. Consentire il degrado di tutto questo significa perdere la memoria della nostra identità di cittadini grossetani, rinunciando a tramandarla ai nostri figli.

Solo quando su Facebook è stato filmato e fotografato il degrado del centro storico e lanciato un grido di allarme, le istituzioni si sono risvegliate, infastidite, anzi scandalizzate per voce dell’assessore Cerciello. Ma attenzione che intanto la situazione della cinta muraria è nettamente peggiorata, quasi al limite di una decadenza irreversibile. 

L’assenza di ingenti risorse finanziarie per il recupero completo pone l’esigenza di interventi immediati, semplici, efficaci e soprattutto realizzabili nel breve periodo. Non necessariamente strutturali: più pulizia, più sorveglianza, più controllo del degrado e degli scarabocchi sui muri, più manutenzione, più panchine e cestini sfidando il vandalismo, più illuminazione, più ripristino del verde e più messa in sicurezza delle spallette pericolosamente inclinate, delle scale e dei camminamenti sconnessi da radici esuberanti.

Per riportare i grossetani e i visitatori della città in centro non servono gli incentivi che l’amministrazione comunale ha approvato nel 2013; le persone non si avvicineranno al centro e alle mura soltanto perché le attività presenti pagano meno Tosap sui tavolini nelle vie o per i ponteggi delle ristrutturazioni (a differenza delle attività fuori dalla cinta muraria) o un punto in meno di Imu. Non c’è nessuna correlazione diretta tra questo tipo di agevolazioni e l’attrattività del centro storico. Questi incentivi non servono né alle attività economiche del centro né a chi desidera vivere il centro.

Il centro sarà vissuto se si presenta accogliente e gradevole per come lo può rendere complessivamente l’amministrazione comunale, non perché in quell’ambito le attività economiche pagano un po’ meno imposte. Sarebbe stato meglio non aver ridotto Tosap e Imu sugli spazi dei privati, usando invece le possibili risorse per incentivare la fruizione degli spazi pubblici del centro storico. Che in certi salotti si discuta pure di ambiziose azioni architettoniche, di improbabili manifestazioni podistiche ecologiche e di mercatini, ma è oggettivo che nell’emergenza sono necessarie risposte rapide. E se il limite sono le risorse umane ed economiche si motivino le donazione dei privati, magari proponendo significativi vantaggi fiscali o ritorni pubblicitari come l’esperienza del Comune di Venezia insegna.

E’ sempre più evidente come il ‘popolo della notte’ non si limiti a consumare nella città, ma consumi la città stessa. Il centro storico nelle ore di tarda serata si popola di giovani irrequieti ‘sensibilizzati’ al facile uso degli  alcoolici e da qui disturbo della quiete, risse e sporcizia.

Quanto stiamo osservando è anche l’espressione di un disagio profondo della nostra gioventù locale sempre più demotivata e impossibilita nella sua capacità di autorealizzazione, con il risultato di rifugiarsi nell’alcool e nella tossicodipendenza. Servono iniziative delle istituzioni per cui il tempo libero non finisca per essere solo un momento di consumo smodato e di schiamazzo selvaggio, ma un momento di svago e di piacere urbano in continuità con la vivibilità quotidiana. 

Noi non vogliamo che cessate le attività lavorative e scolastiche nelle ore notturne l’alternativa siano le rumorose scorribande, ma auspichiamo la ricerca di una socializzazione espressione di continuità tra tempo libero e attività quotidiane. Questa è l’unica via per far rivivere il centro storico”.

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