Si è tenuta ieri l’assemblea generale dell’ANCE Grosseto, che ha analizzato a consuntivo la situazione economica ed occupazionale del settore delle costruzioni su base nazionale, regionale e locale.
“Il nostro settore subisce una grande influenza anche territoriale rispetto all’economia del Paese che nel 2012 ha avuto un nuovo peggioramento dopo una debole ripresa nel biennio 2010-2011. Infatti lo scorso anno abbiamo avuto una contrazione del Pil del 2,4% rispetto al 2011 evidenziando un ulteriore calo al primo trimestre 2013 – si legge nella relazione del presidente Andrea Brizzi-. In questo contesto, come più volte con forza evidenziato, il settore delle costruzioni sta vivendo la più grave crisi degli ultimi anni e questo è riscontrato anche regionalmente e nella nostra provincia. L’indice ISTAT della produzione nelle costruzioni ha avuto un calo tra il trimestre 2011 ed il trimestre 2013 del 12,2%.
Siamo al diciannovesimo trimestre consecutivo di calo nella produzione delle costruzioni con allarmanti effetti sul mercato del lavoro e sulle imprese.”
“Le imprese mediamente sono diminuite da 535 a 474, con una contrazione di 64 unità (-11,96%); gli operai sono passati, sempre come media mensile, da 2.255 dei primi sei mesi dell’anno 2012 a 1.943 del primo semestre 2013 con una diminuzione di 312 addetti (-13,83%).
Vorrei ancora puntualizzare che negli ultimi 4 anni, solo dalla nostra Cassa Edile, sono state cancellate le posizioni di oltre 1.500 lavoratori ovvero licenziamenti dei nostri operai.
E’ come se avessimo chiuso 7 aziende come la Mabro e a cui va tutto il nostro sostegno per una positiva risoluzione economica ed occupazionale – prosegue la relazione di Brizzi-. In merito allo stato del nostro settore dobbiamo sottolineare che non sempre abbiamo avuto il giusto sostegno dalla politica locale e regionale.”
Per quanto riguarda l’andamento delle imprese, degli operai e delle ore lavorate desunte dalla Cassa Edile della Provincia di Grosseto in relazione al periodo 2012/2013 al mese di giugno scorso: “Le ore di lavoro sono passate da 1milione e 684 mila ad un milione e 391 mila con una contrazione di 293 mila ore (-17,39%).
Tutti questi indici danno la reale situazione del perdurare dello stato di crisi del settore, anche se, veramente con molta cautela, intravediamo alcuni timidissimi segnali di arresto, in quanto le analisi elaborate dalla direzione della nostra Cassa Edile sul numero di addetti del mese di giugno 2013 rispetto al mese di maggio 2013 evidenziano una stazionarietà degli stessi.
Questo fenomeno però è spiegabile, perché da ascriversi alla presenza, anche se temporanea nella nostra provincia, di maestranze impegnate in interventi di infrastrutturazione interprovinciale.
In merito vorrei ricordare l’importante accordo quadro contrattuale che la nostra Associazione, insieme a quella di Siena e unitamente ai Sindacati dei lavoratori delle costruzioni, hanno recentemente siglato con le imprese aggiudicatarie dell’appalto per la realizzazione dei lavori per l’adeguamento a quattro corsie dell’itinerario internazionale E 78 Grosseto-Fano nel tratto Grosseto- Siena”.
Da un’attenta indagine dell’ANCE Toscana inoltre, “a maggio 2013 il mercato regionale delle abitazioni ha evidenziato una variazione negativa sul 2012 di oltre il 26%, sostanzialmente in linea con il dato medio nazionale e l’Osservatorio del Mercato Immobiliare della provincia di Grosseto ha riportato un indice negativo pari al 33% calcolato sul primo semestre 2013 rispetto al 2012.
La domanda abitativa rimane debole sostanzialmente per l’incertezza che scoraggia e fa rinviare le decisioni d’investimento delle famiglie, per le ancora difficili prospettive del mercato del lavoro, per la flessione del reddito disponibile delle famiglie e per le conseguenze del blocco del circuito finanziario a medio e lungo termine, che rende difficoltoso l’accesso ai mutui per l’acquisto della casa, di cui analizzeremo il fenomeno successivamente.
Questa crisi che dura almeno da sei anni caratterizzata da un calo di domanda, ma anche da un aumento nei costi di costruzione, non ha prodotto significativi riduzioni nei prezzi – come peraltro nella nostra provincia – impedendo segnali per una bolla immobiliare nel settore, contrariamente a quanto è avvenuto in altri Paesi.”
Per quanto riguarda l’accesso al credito “sul piano locale, in linea con l’andamento nazionale e regionale, risultano cresciuti i tassi d’interesse con cui i prestiti vengono accordati, ma soprattutto è stata inasprita la richiesta di garanzie reali, con particolare riferimento alle ipoteche, oltre ad un aumento dello spread ed un atteggiamento particolarmente selettivo verso i costruttori, a cui si associa anche un aumento di incertezze sulle decisioni dei dirigenti bancari locali, una riduzione del valore dei prestiti accordati.
In questo contesto la nostra Organizzazione ha collaborato con l’ABI per sviluppare una proposta che potesse fornire liquidità a medio-lungo termine alle banche per l’erogazione di nuovi mutui alle famiglie. Il recente Decreto CASA (D.L.102/2013) consente alla Cassa Depositi e Prestiti di fornire liquidità alle banche attraverso un plafond a cui gli Istituti potranno attingere per effettuare finanziamenti ai privati, ovvero con l’acquisto di obbligazioni bancarie garantite, oppure titoli derivati dalla cartolarizzazione di mutui. Questi fondi potranno favorire anche l’acquisto di immobili ad alta prestazione energetica”.
Non è mancato il riferimento all’urbanistica e all’Autostrada Tirrenica: “La nostra posizione sul completamento dell’Autostrada Tirrenica è noto da anni: abbiamo organizzato momenti di dibattito e di confronto, siamo convinti della sua funzione strategica a valenza nazionale ed internazionale, auspichiamo che in fase realizzativa, questa grande opera contribuisca ad incrementare le attività delle imprese locali e sia spinta e sostegno all’occupazione stabile.
Il dibattito ancora in corso sul breve tratto del tracciato oggetto del contendere mette a confronto tesi meritevoli di sensibilità politica perché mossi da una visione collettiva, ad altri sospettamente opportunistici.
Consentiteci di richiamare la Regione Toscana a non abbassare la guardia sulle necessità delle attività economiche e delle famiglie di Albinia, recentemente colpita dagli eventi alluvionali.
Occorre, per quanto di competenza, che si velocizzino e si portino a compimento le procedure necessarie al riconoscimento dei risarcimenti.
Una buona burocrazia fa la differenza e ciò che dovrebbe essere la regola generale, vale molto di più in casi di emergenza come questo.
Importanti osservatori economici indicano la fine del 2013 come l’anno della possibile inversione di tendenza della nostra economia, ma indispensabili saranno sia la stabilità politica, sulla quale la stragrande maggioranza delle organizzazioni di rappresentanza si è espressa con determinazione e questo il Parlamento ne deve prendere atto, nonché la ripresa produttiva spinta da una domanda di consumi, soprattutto interni.
La prossima Legge di Stabilità dovrà coniugare rigore ed equità allo sviluppo, con indispensabile riduzione del costo del lavoro per le imprese e efficace modifica del cuneo fiscale per i lavoratori.
L’impoverimento delle famiglie, l’assenza di prospettive e di opportunità per i giovani, la disoccupazione sono realtà su cui fare i conti. Sostenere le nostre imprese e l’edilizia significa avviare un processo di inversione di tendenza.”

