Confesercenti ha scritto una lettera aperta al sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, e ai consiglieri comunali per chiedere chiarimenti sulla questione delle sagre.
Ecco il testo integrale della lettera:
“La nostra Associazione, che opera da sempre a tutela degli esercenti pubblici esercizi, nei giorni scorsi è intervenuta nuovamente per riportare l’attenzione della vostra spett.le Amministrazione sull’ormai annoso problema del dilagare del fenomeno ‘sagre’.
Abbiamo sottolineato l’inconfutabile ruolo che tali manifestazioni possono rivestire quale evento di promozione delle tipicità del nostro territorio, riconoscendo che però l’abuso che di esse viene fatto rischia di mettere in discussione anche quelle poche di esse che davvero rispecchiano un legame con la tipicità e la cultura del nostro territorio.
Abbiamo riaffermato l’importanza che esse vengano adeguatamente regolamentate per far sì che non si trasformino, come sta purtroppo avvenendo, in una miriade di ‘ristoranti a cielo aperto’ che altro non fanno se non attuare una concorrenza impropria nei confronti di imprenditori che svolgono professionalmente questa attività.
Una categoria, la nostra, che in questo territorio costituisce settore fondamentale dell’economia, per la qualità che sa esprimere, perché parte integrante del comparto del turismo che rappresenta una quota considerevole del Pil della nostra provincia, che garantisce accoglienza turistica e che genera occupazione.
Ciò detto, non possiamo che rimanere quantomeno perplessi nel dover constatare che alle nostre, ennesime, sollecitazioni alla soluzione del problema, non vi sia stato alcun riscontro istituzionale, e dopo un lungo periodo di concertazione, non si è ancora addivenuti ad una regolamentazione efficace delle cosiddette ‘manifestazioni ricorrenti caratterizzate da attività temporanee di somministrazione’.
Non possiamo immaginare che coloro che amministrano il nostro territorio non abbiano a cuore, soprattutto in questo particolare lungo periodo di crisi economica, la sopravvivenza di decine di imprese della ristorazione, la cui chiusura non produrrebbe altro che peggiore accoglienza, peggior servizio, perdita di posti di lavoro.
Non reputa, egregio Signor Sindaco, non reputate spettabili Consiglieri, che sia giunto il momento di trovare un equilibrio tra la tutela degli interessi di chi fa della ristorazione il proprio lavoro, la fonte di sostentamento della propria famiglia e di quella dei suoi dipendenti, e quella di coloro che organizzano quelle sagre che hanno ragione di continuare ad essere svolte perché rispettose nella durata, nel prodotto che promuovono, perché legate alla cultura e alla storia di un contesto territoriale?
Fiduciosi di veder ascoltate le nostre istanze, ci attendiamo una risposta non più rinviabile”.

