Era un bar, ma la notte si trasformava in una discoteca, pur non avendo le necessarie autorizzazioni.
Per questo motivo, stamani, la Polizia ha disposto il sequestro del locale, situato tra Grosseto e Marina, su richiesta del Tribunale di Grosseto.
Nell’ultimo periodo, gli specialisti della Divisione di Polizia amministrativa e i Vigili del Fuoco avevano più volte eseguito alcune ispezioni all’interno del bar, riscontrando una serie di irregolarità.
Il locale, infatti, era in tutto e per tutto identico ad una sala da ballo, pur non avendo la licenza.
L’autorizzazione in questione non era mai stata rilasciata, in quanto il bar non offriva quelle precise condizioni di sicurezza (materiale ignifugo e uscite di sicurezza) che una discoteca deve obbligatoriamente avere.
Il provvedimento della Polizia segue l’ordine del Comune di Grosseto che intimava ai gestori del locale di non far ballare i propri clienti, poichè il bar aveva esclusivamente l’autorizzazione per la somministrazione di bevande, accompagnata da un semplice sottofondo musicale.


2 commenti
questa e’ una vergogna…domani ti diranno di non fischiare per strada e poi di non bere il vino che ti piace ma quello che ti danno e poi ti diranno che se vuoi fare una festa in casa tua devi chiedere il permesso e pagare la siae…vergogna…e’ una citta’ di zombie che infettano i passanti a colpi di uso privato della cosa pubblica…la stessa nota che genera l’articolo che voi avete scritto senza malizia ne malafede e’ certamente scritta con la intenzione di generare la sensazione di una azione a tutela dei diritti e della legge…quando poi la citta’ paghera’ fra qualche anno l’ennesimo rimborso per l’ennesima sconfitta all’ennesimo ricorso al tar visto che tutta questa azione e’ mirata ad altro ed e’ stata condotta con altri fini come successo per esempio con il fuori rotta a fiumara…bene ci sara’ un trafiletto o anche niente che tanto chi se ne frega se il comune e cioe’ io deve pagare 100.000 euro perche’ i suoi dipendenti agiscono al di fuori della legge…loro continuano serenamente ad operare e a riscuotere lo stipendio e a mantenere la loro condizione di privilegio grazie al loro lavoro e alla loro posizione di potere e noi paghiamo e perdiamo posti di lavoro e attivita’ commerciali di successo che danno vita alle notti grossetane senza costringere i nostri ragazzi a spararsi decine o centinaia di chilometri e a rischiare di spiaccicarsi contro un bel platano frondoso… altrove questo si chiama mafia e il silenzio di chi sa’ si chiama omerta’…e con questo a meno che non decidiate di non pubblicarlo mi faccio un bel po’ di amici!…a scanso di equivoci me lo copio e incollo …dovesse essere che lo filtrate…lo scrivo da altre parti…magari con piu’ visibilita’…ogni riferimento a cose ed eventi e’ voluto! vediamo se qualcuno comincia a tirare fuori gli attributi e ci liberiamo di questa cappa di fumo maleodorante che ci sta soffocando
Pur condividendo (ma solo in parte) quanto esposto dal Sig.Benelli mi devo porre una domanda.. se per caso in quel locale fosse morto il figlio di qualcuno causa incendio (dato per vero che fossero assenti le condizioni di sicurezza necessarie) allora cosa avremmo scritto… che le forze dell’ordine invece di limitarsi a fare le multe dovrebbero invece preoccuparsi della salute e sicurezza dei nostri figli? Il problema, in Italia, è che raramente vediamo il giusto, ce n’è poco è vero, ma non è totalmente assente come spesso facciamo trasparire dai nostri commenti. Un locale DEVE rispettare delle norme di sicurezza, non PUO’… c’è differenza fra una libera scelta ed un dovere ed in questo caso non si può scegliere se garantire determinate condizioni oppure no, si fa e basta. E’ semplicistico gridare alla vessazione, vediamo invece di creare una coscienza comune dove le regole, tutte, si rispettano per il bene comune. Soltanto dopo ci potremo permettere di protestare.