Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato di Marco Simiani, candidato del Partito Democratico al Senato:
“L’Italia non ha rispetto per l’eccellenza e per il talento. A stento, riesce a riconoscerli e, quando capita, prova addirittura fastidio. Nella terra di Leonardo da Vinci ed Enrico Fermi, per paradosso, essere bravi è un handicap che si supera solo oltrepassando la frontiera.
In Italia, i giovani migliori e più preparati, quelli inclini alla mobilità internazionale, sono invitati a far le valigie e ad andarsene a lavorare in un Paese straniero, in grado di valorizzarne veramente le capacità. Non c’è posto per loro in una Italia di raccomandati e i vassalli.
Qui i bravi non servono, i bravi danno fastidio: perché chiedono meritocrazia, puntano ai risultati, vogliono farsi spazio solo grazie alle proprie capacità. E di giovani bravi ce ne sono anche nella provincia di Grosseto. Solo per fare un esempio ricordo i tre ricercatori locali che hanno partecipato in varie forme al progetto legato alla scoperta del Bosone di Higgs al Cern di Ginevra.
Proprio oggi mi sono imbattuto nel blog dei ‘Ricercatori Rita Levi Montalcini Rientro dei Cervelli 2009’: una pagina in cui i giovani talenti tornati nel nostro Paese col famoso progetto ministeriale raccontano la loro esperienza in Italia, dopo tanti anni passati all’estero. Ho letto le loro aspirazioni frustrate, per la seconda volta, da uno Stato cieco che deve necessariamente aprire gli occhi, se non vuole morire.
La ricerca dell’eccellenza è l’assoluta importanza che si dà a ciò che si sta facendo, è il bisogno di produrre risultati sempre migliori. Il Paese che non riesce a capire il valore di tutto questo è senza dubbio condannato al fallimento.
Ecco perché, soprattutto in periodo di crisi diffusa, investire nelle eccellenze è la scelta fondamentale che l’Italia deve compiere per tornare ad essere competitiva e vincente. E per farlo, è necessario un cambiamento culturale che deve iniziare prima possibile”.

