Home GrossetoCronaca GrossetoAlluvione, Cgil: “Basta bruciare soldi per vendere la cenere. Smantellare Provincia e sistema pubblico di Protezione civile è una follia”

Alluvione, Cgil: “Basta bruciare soldi per vendere la cenere. Smantellare Provincia e sistema pubblico di Protezione civile è una follia”

di Redazione
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Cgil e Funzione Pubblica intervengono sull’alluvione che ha colpito la provincia di Grosseto:

“550 chilometri quadrati allagati del nostro territorio non sono solo una tragedia, ma un monito a ripensare scelte ottuse come quelle di smantellare la Provincia e il sistema di Protezione civile. Cgil e Funzione pubblica sono oramai abituate a sostenere posizioni in prima battuta impopolari, ma che poi, purtroppo, si dimostrano preveggenti”.

“Lo hanno dimostrato ancora una volta l’alluvione, – continua il sindacatodopo il naufragio della Concordia, l’emergenza neve, la siccità e l’incendio nella pineta di Marina. Solo un sistema pubblico efficiente e organizzato su base territoriale è in grado di proteggere e dare risposte ai cittadini. Perché le emergenze si contrastano nelle comunità dove si verificano, con uomini e mezzi adeguati”.

“Per questo ci preoccupa terribilmente l’ipotesi di smantellare la Provincia – spiegano gli esponenti della Cgil -, frammentandone le competenze fra nuove enormi Province, Regione ed Enti locali, aggiungendo disorganizzazione alla confusione.

Per questo da dieci anni contestiamo le politiche dei governi Berlusconi e poi la spending review del governo Monti. Scelte politiche a senso unico ispirate da un’ideologia ostile al servizio pubblico, che si serve della strategia dei ‘tagli lineari’ che nulla razionalizzano e molto smantellano, non abbiamo condiviso la scelta di privatizzare un intero settore della manutenzione della viabilità provinciale”.

“Oggi tutti invocano, – prosegue il sindacato – giustamente, l’intervento dello Stato nelle sue diverse articolazioni, e ci si straccia le vesti per presunti ritardi nel sistema di allarme e nella tempestività degli interventi. Ma fino al giorno prima in molti si compiacevano dei tagli alla spesa pubblica a prescindere, dello smantellamento dei ‘carrozzoni’ e della fine ‘casta’ degli assessori provinciali. Con una retorica cieca e imperante, che mai ha fatto lo sforzo faticoso di distinguere ciò che andava salvato da ciò che andava oggettivamente cambiato.

Non ci piace affatto dire ‘avevamo ragione’. Non c’è alcuna soddisfazione o spirito di rivincita. Ma solo la preoccupazione che non s’impari dagli errori. Perché il rischio vero che tutti quanti corriamo, dipendenti pubblici e comunità provinciale, è che si finisca come recita l’adagio popolare col ‘bruciare i soldi per vendere la cenere’.

A cosa serve altro vendere decine e decine di mezzi della Provincia, ridurre opere e manutenzioni sul territorio, razionare la benzina, sottoutilizzare il personale esperto nella gestione delle emergenze, se non a soddisfare i parametri del patto di stabilità e della spending review? E quanto, col senno di poi, lo paghiamo tutti con gli interessi?”

“Infine, – concludono Cgil e Funzione Pubblica – un’ultima considerazione. Ragionare sugli effetti delle emergenze e sullo smantellamento di prevenzione e sistemi di pronto intervento è fin troppo facile. Ma in condizioni diverse gli stessi rischi li corriamo per molte altri ambiti di intervento delle attuali Province: dalla scuola alle politiche per il lavoro e la formazione, dall’agricoltura al turismo, fino allo sviluppo economico. Non è allarmismo di matrice sindacale, ma preoccupazione per l’impazzimento del sistema sul quale sarà poi inutile versare lacrime da coccodrillo.

Per questo la Funzione pubblica e la Cgil chiedono a tutti, cittadini, politici, istituzioni e forze economiche, di condividere una battaglia comune per eliminare davvero sprechi, burocrazia e sovrapposizioni amministrative, ma avendo la coerenza di pensare a come migliorare la pubblica amministrazione, non di smantellarla. Perché tra poco non basterà più nemmeno provare a fare cassa”.

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