Home GrossetoMassimo Felicioni: “Si alla provincia di Livorno-Grosseto. Mura? Favorevole alle cancellate”

Massimo Felicioni: “Si alla provincia di Livorno-Grosseto. Mura? Favorevole alle cancellate”

di Redazione
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Grosseto. Massimo Felicioni, consigliere ed esponente della lista civica GrossetoOggi si è contraddistinto per la sua attività di opposizione propositiva che ha tenuto in questi mesi.

Ai microfoni di Grosseto Notizie ha toccato molti tempi attuali, da quelli riguardante il centro storico all’accorpamento delle province al tracciato autostradale.

Allora Felicioni iniziamo subito con il parlare della sua proposta delle mura da cui è scaturito il dibattito pubblico, sempre più convinto delle sue dichiarazioni?

“Sulle Mura sempre più convinto, come per il centro storico, ad oggi con un bilancio più positivo grazie al Sindaco che alla fine sembra condividermi molto di più e grazie alla condivisione dei miei punti di molti illustri esperti e di tantissimi cittadini. Tutelare il denaro speso dal comune, i lavori fatti dalle cooperative, non far accadere atti delinqueziali durante la notte grazie al ripristino delle cancellate, illuminare e videosorvegliare, fare esprimere la città in un concorso di idee per trovare il meglio per le nostre Mura e far gestire il tutto ad un organismo appropriato che possa anche coinvolgere i privati non mi sembrano cattive intenzioni e non può comunque andare peggio di così. Comunque per fare serve coinvolgere i cittadini, sono loro che possono far rivivere le Mura e noi in merito abbiamo in mente un progettino niente male. Non siamo un “partito” e pertanto autotassandoci speriamo di avere le risorse economiche necessarie.”

Molti cittadini parlano di degrado e abbandono del centro storico, forse è dipeso anche dalla chiusura di molte attività di intrattenimento serale?

” Il centro storico chiude perchè è lasciato a sé stesso, non c’è la cultura adeguata da parte degli amministratori e da parte di cittadini e di molti operatori. Serve abituare ad un modello diverso con azioni precise, cadenzate e con interventi commisurati, ma che ripaghino nell’ immediato. D’altronde tutti si improvvisano urbanisti e nessuno conosce la sociologia urbana. Siamo nel paese dei tuttologi. Anche qui bilancio positivo rispetto alle mie idee: con Ascom avevo fatto un progetto per togliere le auto da Piazza della Palma che tra l’ altro qualcuno dovrebbe riguardare. Il Sindaco in questi giorni ha deciso che si può pedonalizzare la Piazza. Se serve stimolare, proporre per far fare io ci sono”

Qual è il pensiero di GrossetoOggi sul discorso tracciato autostradale?

“L’Autostrada non può essere una gabella per un territorio volutamente mantenuto dalla Regione impoverita. Per me si potrebbe benissimo ammodernare la superstrada, l’importante è farlo rispettando tutti i parametri progettuali e tecnici europei. L’importante è che la Maremma venga dotata di infrastrutture efficienti, prevalentemente strade e collegamenti ferroviari con aeroporti , porti ed altre città come la stessa Firenze ancora oggi scollegata a dimostrazione di quanto contiamo per loro rispetto a Pisa e Viareggio. A chiunque di noi piacerebbe avere un aeroporto con scalo Internazionale, ma evidentemente servono le basi per queste pretese che noi non abbiamo a partire dall’economia per arrivare ad una classe dirigente impreparata e inadeguata al ruolo.”

Cosa pensa dell’accorpamento delle province?

“L’accorpamento delle Province è un problema di teste, personalismi e poteri. L’Italia fa finta di essere un paese e lo sta dimostrando benissimo Renzi. In Toscana siamo ancora ai feudi ecco perché  non funzionerà mai un modello unitario; comunque dal mio punto di vista Grosseto per caratteristiche geografiche economiche e potenziali politiche unitarie dovrebbe stare con Livorno, noi abbiamo il mare, i senesi, aretini e fiorentini no. Un blocco granitico fatto di un sistema costa potrebbe fare esplodere con delle buone teste l’industria turistica oltre che un florido commercio legato alle attività marittime e portuali. Non dico un nuovo Stato dei Presidi, ma sella storia la si conosce qualche cosa insegna.”

Come giudicate l’operato del sindaco e della sua giunta?

“Sul Sindaco & C.? Un modello di governo molto modesto in un momento dove i cittadini avrebbero bisogno di entusiasmo, avrebbe anche due elementi importanti, ma per me sono tutti troppo sotto tono, sembra che sia stato il loro medico ad ordinargli di venire ad amministrare Grosseto. Bonifazi credo abbia un profilo molto articolato e non comune, ma non si lascia conoscere, non vuole condividere, è un solitario e sembra che non si fidi degli altri. Peccato perché tutto ciò forse non gli rende il merito che forse meriterebbe. Per quanto riguarda gli altri invece che lo circondano lasciamo perdere.”

Se dovesse fare un bilancio dell’esperienza politica di GrossetoOggi che giudizio si darebbe?

“Il nostro bilancio ritengo possa considerarsi buono. Abbiamo presidiato l’attività amministrativa sui punti più importanti per la città, dal bilancio, all’IMU, alle Partecipate, al Regolamento Urbanistico. Dove è stato necessario abbiamo fronteggiato duramente abitudini politiche negative che avevano fatto i conti senza “l’oste” dove ci è stata data l’opportunità abbiamo collaborato con estrema disponibilità . Guardate la nostra rassegna stampa e le attività sui social network, forse i numeri abbinati allo spessore dei contenuti possono aiutare a dare voi un giudizio e teniamo conto che è tutto fatto in casa con quei pochi soldi che ci togliamo di tasca. Noi non abbiamo finanziatori e nulla da promettere o concedere e comunque anche se lo avessimo lo destineremmo a questioni più meritevoli non come fanno coloro che parlano di sociale e poi ci mettono sopra solo il chip”

Cosa manca a Grosseto per fare il salto di qualità e portarla a livello delle altre città toscane?

“A Grosseto per fare il salto serve una classe dirigente nuova entusiasta e preparata. Non è una questione di essere anagraficamente giovani ma chi sei da dove vieni e cosa sei realmente capace di fare. Qui il 70% non ha mai lavorato in proprio dimostrando cosa sono capaci di produrre e in gran parte sono riciclati dentro l’assetto della politica partitica grossetana che partendo dal distretto rurale per fare un esempio, ad oggi non è stata ingrado di produrre nulla. Un modello sicuramente fallimentare come dice Renzi riferendosi al suo partito. Non solo Grosseto, ma l’Italia ha bisogno di Italiani capaci che credano nel bene comune, disponibili a fare l’Italia che Garibaldi ha lasciato incompiuta.”

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