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Sono due donne le vincitrici del premio nazionale letterario Renato Fucini 2017: per la sezione racconti, vince Lisa Ginzburg con la raccolta di racconti “Spietati i mansueti”, edizioni Gaffi, e per la sezione sonetti Maria Baingia Dettori, con “Falsi miti”. Nei prossimi giorni sarà comunicato anche il nome del vincitore del premio on line.
“Ho scritto i cinque racconti che compongono ‘Spietati i mansueti’ – spiega Lisa Ginzburg – in un tempo breve rispetto a quello che di solito mi è necessario per scrivere. Le scene di ciascuna delle storie mi erano chiare sin dall’inizio. Personaggi, istanti, avvenimenti, moti d’animo, le strade, persino gli arrondissement di Parigi dove le vicende si sarebbero svolte, tutto sin dal principio mi stava davanti agli occhi. Le ho scritte, queste storie, mentre abitavo all’estero, ispirata dai paesaggi stranieri, ma anche sentendone tutta l’estraneità. Mi sentivo sola, e i personaggi che ho inventato avrei voluto conoscerli per davvero, così come della città che ho descritto avrei voluto sentirmi parte molto più di quanto non fosse il caso. Così ho lavorato: divisa tra desiderio di maggiore inserimento e invece fierezza della mia estraneità di osservatrice / narratrice. Una condizione che bene collima con lo scrivere. Sentirsi del tutto dentro, e completamente fuori“.
“Sono onorata e felice di ricevere questo premio intitolato a Renato Fucini – prosegue Lisa Ginzburg –, uno scrittore che credeva nella forza della forma-racconto. Sempre più quella del racconto a me pare misura necessaria, vitale, che si adatta a questo tempo. Non solo, come sento dire, in ragione della crescente rapidità (ed esiguità) dei ritmi di lettura dovuti a un’epoca nevroticamente veloce, ossessionata dalla virtualità e dall’illusione di controllo onnipotente della realtà che essa regala. Anche per una ragione diversa, di ordine più strettamente letterario. Quella condizione tanto feconda per la composizione letteraria, sentirsi sul crinale tra contiguità ed estraneità, in bilico tra desiderio di appartenenza e continua constatazione di una fondamentale distanza, di un buon racconto è a priori indispensabile. Più ancora che per altre forme di narrazione, quella dell’osmosi tra noi e il mondo, quando si scrivono racconti, deve essere questione dosata, equilibrata, in buona parte risolta. Del tutto dentro e assolutamente fuori: questa la condizione per vedere e narrare davvero“.
“...Una scrittura pulita, forte, rigorosa, priva di qualsivoglia concessione all’orpello, all’aggettivo di abbellimento, – si legge nella motivazione della giuria che ha assegnato il premio a Lisa Ginzburg – lineare, sempre intimamente necessaria, necessitata dalla precisione del referto, nitida. Cinque racconti di crisi e cambiamento, Parigi sullo sfondo: ma solo topograficamente, come metafora di un luogo di incontri e dispersione, crocevia di vite in trasformazione, in crescita, sempre“.
“Mi sento orgogliosa per questo Premio – spiega l’autrice del sonetto Maria Baingia Dettori –, non soltanto per il riconoscimento, ma per la possibilità che ho avuto di esprimermi in rima e in una forma metrica a me cara, affrontando un tema contemporaneo. I ‘Falsi Miti’ sono i modelli imposti dalla pubblicità, dai programmi televisivi, dai mass media in genere, compresi i social network, con i quali l’uomo moderno è costretto a fare i conti. Da questo confronto si esce sempre perdenti perché i modelli oltre ad essere irraggiungibili, sono artefatti e condizionano l’esistenza di molti, che fanno enormi sacrifici, per non dire pazzie, per eguagliare i loro idoli. Se si va dietro le quinte di questo mondo pseudo-perfetto, ci si rende conto che i vip e le star, una volta spenti i riflettori, vivono esattamente come noi, anzi spesso sono costretti a scendere a compromessi anche con la loro coscienza pur di arrivare in cima e diventare visibili. L’uomo attuale non può fare a meno di soffrire per questo dissidio, sia che viva la sua vita considerata banale, tranquilla e priva di pericoli, ma sostanzialmente noiosa e insoddisfacente; sia che si sforzi di essere intraprendente, aperto al nuovo, temerario. In questo caso di certo non si tedierà, ma verrà consumato dall’ansia di prestazione per mantenersi sempre sulla cresta dell’onda e per tenersi stretto quel successo che da un momento all’altro può svanire“.
La giuria di qualità motiva così la scelta: “Nel riproporre la forma tradizionale arcaica del sonetto con perfetta padronanzam l’autrice non rinuncia a contenuti di attualità e a un linguaggio non aulico né condizionato dal metro, ma quotidiano e comunicativo. Dal dissidio fra l’irraggiungibilità dell’ideale (nel cui modello perfetto è da leggersi anche metapoeticamente il sonetto stesso, archetipo e ideale di ogni forma lirica) e i compromessi necessari alla realtà, è possibile uscire solo con un ‘salto nel vuoto’? Forse il ‘precario sgretolio’ del quotidiano porta a soluzioni sì non esaltanti (così come è inevitabile lo ‘sgretolio’ della forma sonetto), ma che consentano comunque di guardare apertamente la realtà, non solo attraverso i suoi ‘miraggi’ e i luccichii falsi dei suoi belletti“.
Il sonetto
“Falsi miti”
“Modelli irraggiungibili perfetti
miraggi insegui per tutta la vita
-contenitore di pseudo-difetti
indotti, anche se l’altrui ambita
felicità cela sotto i belletti,
a riflettori spenti, la ferita
dei compromessi, cedimenti abietti
in un girone senza via d’uscita.
La solita routine spiega le vele
verso un ben noto orizzonte di tedio,
stabile insoddisfatto logorio.
Un salto nel vuoto senza cautele
delle banalità rompe l’assedio
aprendosi al precario sgretolio”
La premiazione si terrà sabato 28 ottobre, alle 17.30, a Monterontondo Marittimo, al Teatro del Ciliegio. A questa ottava edizione hanno partecipato 120 autori e 100 poeti.
I vincitori sono stati selezionati da una giuria di qualità composta da nomi importanti del mondo accademico e della critica letteraria italiana: Maria Antonietta Grignani; Paolo Di Paolo; Simone Giusti; Paolo Maccari. La giuria è presieduta da Natascia Tonelli, del Dipartimento di Filologia e Critica delle letterature antiche e moderne dell’Università di Siena.
All’autore della raccolta di racconti selezionata sarà consegnato un premio di 5mila euro, mentre il sonetto scelto sarà pubblicato su un quotidiano a tiratura nazionale.
Il premio
Il premio nazionale letterario Renato Fucini nasce nel 2005 per volontà dell’amministrazione comunale in omaggio a un grande scrittore italiano, Renato Fucini, nato a Monterotondo Marittimo, vissuto a cavallo tra l’800 e il ‘900. Il premio valorizza le due forme letterarie predilette da Renato Fucini: il racconto e il sonetto.
Grazie alla collaborazione tra Comune di Monterotondo Marittimo, il Dipartimento di Filologia e Critica dell’Università di Siena, la pro loco di Monterotondo, edizione dopo edizione, il premio ha selezionato opere di alta qualità mettendo in luce il lavoro di scrittori e poeti italiani di talento. Hanno vinto le precedenti edizioni del premio Fucini: Valeria Parrella, Marco Lodoli, Paolo Cognetti, Francesco Gaggi, Elisa Ruotolo, Eugenio Baroncelli e Francesca Scotti, Raffaele La Capria, Monica Pareschi.
Lisa Ginzburg (foto in alto), vincitrice della sezione racconti, classe 1966, è una scrittrice, traduttrice e filosofa italiana, che vive e lavora a Parigi, dove è stata direttrice di Cultura della Unione Latina. Autrice e presentatrice di diversi programmi culturali per la Rai, su Radio 3 e Radio 2, Lisa Ginzburg ha lavorato per Mattino Tre, Radio Tre Mondo, Fahrenheit, le Musiche della vita e il Libro oggetto. Ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo “Desiderava la bufera”; la raccolta di racconti “Colpi d’Ala”. E’ autrice dell’e-book La guerriera (Terra Ferma 2015), ha scritto il romanzo “Per amore” (Marsilio 2016). E’ autrice della biografia “Anita.Racconto della storia di Anita Garibaldi” (2005) e dei reportage “Mercati.Viaggio nell’Italia che vende”, Editori Riuniti 2001 e “Malìa Bahia” Laterza 2007.
Maria Baingia Dettori (foto in basso), vincitrice della sezione sonetti, è nata a Ittiri nel 1962, risiede ad Alghero, dove insegna. Laureata in materie letterarie, con le sue opere ha conseguito diversi riconoscimenti: 2° classificata al 16° premio nazionale di poesia Città di Iglesias nel 2014; 2° classificata al premio nazionale annuale “La fiaba di Selvino”, Selvino nel 2014; 4° classificata al 1° concorso letterario Silius e il Gerrei: racconti in giallo (tradotto in campidanese). Apprezzamento speciale della pro loco al premiu de poesia in Limba Sarda “Saboris e Coloris de Jscroca nel 2014; 5° classificata ex-aequo con il racconto “Due vite buttate al vento” al concorso della casa editrice Pettirosso Editore- 2015 Monserrato (Ca); quarta classificata al San Pellegrino Festival di poesia nel 2016.


