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Schiume spiaggiate lungo le coste grossetane, Arpat: “I comuni devono smaltirli e rimuoverli come rifiuti urbani”

di Redazione
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Le ulteriori determinazioni analitiche effettuate dal laboratorio ARPAT hanno permesso di escludere la presenza di contaminanti organici (IPA), inorganici (metalli e metalli pesanti) e la tossicità (Test di tossicità acuta e con batteri luminescenti) nei materiali esaminati;  tale da escluderne la classificazione come rifiuti pericolosi.

In relazione alla pericolosità ambientale, su cui ARPAT si era già espressa, si sottolinea che tale affermazione è ricavabile dalla visione delle schede di sicurezza di materiali similari (CERE PARAFFINICHE E CERE IDROCARBURICHE; CAS : 8002-74-2) redatte ai sensi del Reg (CE) N. 1272 del 16 dicembre 2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele (CLP), che non lo classifica tra le sostanze/preparati pericolosi.

Quindi, relativamente alle operazioni per il corretto smaltimento come rifiuto dei materiali raccolti, il materiale spiaggiato deve essere considerato come rifiuto urbano in quanto rifiuto abbandonato in area pubblica.

L’operazione di rimozione ed il corretto smaltimento rappresenta l’azione risolutiva del problema, anche se il materiale eventualmente ancora presente in mare, per le caratteristiche chimiche possedute (non reattività ad altri componenti, buona impermeabilità), avrà un probabile lungo tempo di permanenza.

Va sottolineato come questi episodi, presumibilmente dovuti a comportamenti dolosi da parte di navi, anche se non hanno determinato – in questo caso – gravi impatti sull’ambiente e rischi per la salute umana, sono da stigmatizzare, in quanto contribuiscono ad aggravare la situazione delle acque marine, già interessate dalle note problematiche di presenza diffusa di plastica e microplastiche. Si auspica perciò che le autorità competenti possano, individuare e sanzionare i responsabili.

Sono conclusi  gli accertamenti analitici eseguiti da ARPAT sui campioni di materiale spiaggiato lungo tutta la costa della Toscana, infatt,i dopo aver interessato la costa a nord dell’Isola d’Elba, nei giorni scorsi gli stessi materiali sono arrivati a riva anche in vari punti della costa grossetana.

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