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“ArtetraNoi”: le opere sacre escono dal museo per diffondere la fede tra i grossetani

di Roberto Lottini
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Annunciare la bellezza della fede attraverso l’arte, attingendo al ricco patrimonio di opere esposte e conservate al Museo diocesano di arte sacra e riportandole, per brevi periodi, nella Cattedrale di Grosseto.

E’ questo l’obiettivo di fondo di “ArtetraNoi”, l’iniziativa promossa dalla diocesi di Grosseto attraverso l’ufficio cultura e la collaborazione dell’ufficio beni culturali ecclesiastici.

“ArtetraNoi” esprime il desiderio di far sì che opere d’arte sacra, nate come segno della fede di un popolo, possano essere utilizzate per comunicare la fede e per evangelizzare, proprio all’interno del luogo per il quale la gran parte di esse furono commissionate nel corso del tempo. Questa è stata, infatti, nei secoli, una delle principali funzioni dell’arte a tema religioso: dagli affreschi alle tele, alle sculture, l’arte è una straordinaria ed efficace forma di catechesi perché evangelizza attraverso le immagini, i colori, le forme.

Ma c’è dell’altro: l’arte sacra è anche la testimonianza di come un popolo, anche in periodi di povertà, abbia voluto lodare e celebrare Dio, la Vergine, i Santi dedicando loro un’opera, che ha impreziosito chiese e luoghi di culto, aiutando generazioni di fedeli a pregare e a pregare meglio. Un rapporto dialogico che può funzionare anche oggi, in un’epoca in cui siamo assuefatti di immagini, rischiando di perdere la capacità di stare dinanzi ad esse e di contemplarle. Da qui l’idea di riportare periodicamente in Cattedrale opere esposte nel museo d’arte sacra e farle dialogare con la comunità grossetana attraverso iniziative di preghiera e culturali.

Il primo di questi momenti sarà venerdì 8 settembre, festa liturgica della Natività di Maria, quando in Duomo sarà esposto il quadro “Madonna con Bambino, san Gerolamo e san Bernardino” (nella foto in basso), opera del ‘400 realizzata da Girolamo di Benvenuto. Il quadro, collocato all’interno di una teca protettiva, sarà esposto sul lato sinistro del presbiterio della cattedrale, in direzione dell’altare del Crocifisso, e potrà essere ammirato fino al 29 ottobre, quando si concluderà la seconda edizione della “Settimana della Bellezza”, dedicata quest’anno al tema della speranza.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Grosseto, che ha sposato l’iniziativa della Diocesi, e del sostegno finanziario della Fondazione Giovanni Paolo II, onlus con sede a Pratovecchio (Arezzo) che si occupa di dialogo, cooperazione e sviluppo nelle terre martoriate del Medio Oriente e di altre zone del mondo svantaggiate, in aiuto soprattutto dei cristiani, che spesso offrono una testimonianza eroica e pacifica in territori insanguinati dalle guerre.

“All’inizio di ogni opera c’è un’ispirazione spirituale che poi viene fermata in un’immagine – spiega il vescovo Roldolfo -. Questa iniziativa ha lo scopo di riportare le opere sacre alla loro funzione originale, cioè avvicinare a Dio gli autori e i fruitori di questi capolavori culturali, e far tornare queste espressioni artistiche nei luoghi di preghiera“.

“L’Italia vanta il primato mondiale del patrimonio culturale a artistico, che spazia da tutti i secoli, si diffonde in tutti i luoghi e si esprime in tutte le forme d’arte – sottolinea don Roberto Nelli, direttore dell’ufficio diocesano cultura -. Queste opere sono il volto della nostra identità, ci dicono chi siamo. Le immagini nascono dalla relazione dell’artista con Dio, ma sono anche al servizio del popolo di Dio. Di conseguenza, riscoprire queste opere serve anche a riscoprire la fede. Noi abbiamo rinchiuso le espressioni artistiche nei nostri musei e adesso desideriamo riappropriarci di tali opere“.

Questa iniziativa vuole aprire il cuore della gente, educare lo sguardo, portare allo stupore i fruitori delle opere – continua don Roberto -. Bisogna essere tutti custodi dell’arte. Ringrazio il Comune di Grosseto per aver patrocinato l’evento e la Fondazione Giovanni Paolo II per averlo finanziato”.

“Credo – aggiunge don Franco Cencioni, direttore dell’ufficio beni culturali ecclesiasticiche l’esperienza di ‘ArtetraNoi’ possa diventare una bella opportunità per tante persone, con la possibilità di percepire come la fede di un popolo, che ha generato tante opere d’arte, oggi come ieri può abbeverarsi alla bellezza di un quadro per intessere un dialogo aperto e fiducioso con Dio”.

Ringrazio la Diocesi per la sintonia che è nata con il Comune di Grosseto – dichiara il vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo, Luca Agresti e che ha fatto nascere numerose iniziative culturali. L’amministrazione comunale è custode di parte dell’arte sacra che si trova nel Museo archeologico e ben volentieri la mette a disposizione di questa iniziativa per condurla nei luoghi di preghiera e farla conoscere ai grossetani“.

Le iniziative in programma

Attorno alla esposizione, in cattedrale, del dipinto “Madonna con Bambino, san Gerolamo e san Bernardino”, la Diocesi proporrà due momenti importanti. Il primo la sera di venerdì 8 settembre, giorno in cui inizierà l’esposizione. Alle 21.15, infatti, sarà offerto un tempo di contemplazione e preghiera di fronte al dipinto, con la presentazione dell’opera a cura dell’artista Massimo Lippi e uno spazio di contemplazione silenziosa, in cui ciascuno potrà lasciarsi guidare dalla riflessione e dalla meditazione. La serata sarà arricchita dall’animazione musicale dell’Ensemble polifonico “Pier Luigi da Palestrina”, che inframmezzerà il momento di preghiera con canti appropriati.

L’altro appuntamento sarà sabato 16 settembre, quando alle 21.15 in cattedrale sarà messo in scena “Mistero. Gioia/Luce/Dolore/Gloria”, con Francesca del Fa, con la drammaturgia e la regia di Fabio Sonzogni. Lo spettacolo racconta i misteri del Rosario con il corpo. Una scena completamente sgombra, vuota, nella quale far agire il corpo e la voce di una sola attrice-ballerina.

L’origine del dramma è la gravidanza inattesa di una giovane donna dei nostri giorni. Prima i conflitti legati alla scelta di far nascere oppure no il bambino, e poi la lacerazione dei mille punti interrogativi, generano il movimento della messa in scena. La protagonista è abitata dal dubbio e ogni volta che afferma una cosa ne enuncia anche il contrario. A confortare il suo strazio è il Rosario, la preghiera, lo sguardo di Maria. Un rimbalzo continuo tra dubbio e litania, tra domanda e testimonianza, fino alla catarsi finale, il quarto mistero, la Gloria.

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