Pubblicato il: 1 Dicembre 2019 alle 10:47

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Istituto Falusi, il Pci: “Nel Consiglio di amministrazione arriva il super esperto”

"Il 29 novembre sarà ricordato negli annali della storia dell'Istituto come la data della svolta per il Falusi"

“Il 29 novembre sarà ricordato negli annali della storia dell’Istituto come la data della svolta per il Falusi. Il suo fondatore si rivolterà nella tomba, ma i tempi impongono il cambiamento e cambiamento sia“.

A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria del Pci delle Collone metallifere.

“Tra le nomine del Cda, avvenute con una grave inadempienza del sindaco, compare l’uomo nuovo, forte che darà quella svolta necessaria a risolvere tutti i problemi dell’istituto e siamo andati a cercarlo a Siena perché non c’è verso a Massa, tutti rifiutano e non c’è una persona in grado di gestire il Falusi – continua la nota -. Per il Pci, che da tempo segue la vicenda ed ha denunciato e fatto proposte concrete, Lorenzo Brenci, al di là del suo curriculum e delle capacità, è il liquidatore del Pd che agirà per conto della politica locale. Se fallirà se ne tornerà a casa e le responsabilità saranno sue e non di esponenti locali, se farà bene, e ce lo auguriamo, i meriti saranno di chi lo ha scelto: solo il Pd“.

“Ma l’atto del Consiglio mette in evidenza i limiti culturali dell’azione di governo e non li sottrae dalla prima responsabilità denunciata anche dalle minoranze: non avere rispettato le scadenze previste per legge nonostante la tirata di orecchi del Difensore civico. Le leggi ci sono, meno il loro rispetto – sottolinea il Pci -. Il 29 novembre è stato anche il momento di un’altra svolta, ossia l’esclusione delle minoranze dalle nomine. Il Cda del Falusi ha figure che esprimono la sola maggioranza. Si è così blindato il Consiglio dando un esempio di democrazia reale. Tra le 5 nomine la sorpresa di Brenci, figura di spicco nella politica senese, uomo di fiducia del partito, che ha ricoperto vari incarichi in consiglio e incollato, fedele al partito. Questa la garanzia che Giuntini cercava. Che cosa bolle in pentola è evidente per il Pci: si sta lavorando per una trasformazione giuridica dell’Istituto che lo vedrà probabilmente passare da Asp ad un’ipotetica Fondazione che non avrà più la stretta dipendenza e connessione con il Comune, ma dipenderà da altri soggetti come Asl o Coeso. L’ennesima scelta di convenienza e di opportunismo che non affronta quei problemi strutturali su servizi e personale evidenziati dal PCI nel corso degli anni”.

“Ma la nomina di Brenci nel consiglio del Falusi e la sua probabile elezione a presidente, pongono altri interrogativi e perplessità che vanno ben oltre il valore della persona. Brenci infatti è dipendente dell’azienda sanitaria, la quale è la prima fornitrice delle quote sanitarie per le residenze come il Falusi, è legittimo quindi chiedersi se farà più gli interessi dell’azienda o quelli dell’istituto aprendo un conflitto non di poca rilevanza – continua la nota -. La nomina nel Consiglio è una nomina politica perché il Falusi è un ente derivato per il quale si applicano tutte le norme degli enti locali e il suo ruolo interno all’azienda potrebbe avere incompatibilità. Prenderà per svolgere la sua funzione l’aspettativa dal suo lavoro per dedicarsi all’Istituto o continuerà ad essere dipendente Asl? Nel caso di aspettativa dovrà e potrà farlo a costo zero, ossia senza retribuzione a carico dell’Asl e senza indennità da parte del Falusi. Nel caso invece che rimanga nelle sue funzioni di direttore amministrativo sarà costretto ad assentarsi dal lavoro e potrà fruire dei soli permessi previsti per legge e non di altro. Chi pagherà i suoi spostamenti da Siena a Massa: l’azienda, il Falusi, l’Asl o forse siamo in presenza di un cambiamento epocale che vedrà il nominato svolgere in modo totalmente gratuito il suo incarico?“.

“Come Pci continueremo a seguire la vicenda e a restare accanto ai lavoratori per migliorare i servizi, continueremo a fare proposte, speriamo anche di sbagliare quando affermiamo che le scelte del Sindaco e del Pd non sono quelle giuste – termina il comunicato –. Certo è che non ce ne resteremo solo a guardare perché chi resta fermo ha già perso ed, anzi, si rende complice di chi compie azioni sbagliate“.

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