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Fase 2, il Pci: “Tavoli che danno fastidio e persone multate, il Comune ostacola ripartenza”

La segreteria del Pci scrive al sindaco di Massa Marittima per metterlo a conoscenza di alcuni episodi

La segreteria del Pci scrive al sindaco di Massa Marittima per metterlo a conoscenza di alcuni episodi che sono avvenuti e che stanno avvenendo nel capoluogo metallifero.

“Caro Sindaco, la presente per segnalare alcune situazioni che si sono verificate a Massa Marittima durante il lockdown e che verbalmente le sono già state riferite da alcuni cittadini – si legge nella lettera del Pci. Il periodo trascorso è stato senz’altro difficile sotto molti aspetti ed ha coinvolto anche emotivamente le persone. La presente è rivolta proprio per segnalare un comportamento di un dipendente della Polizia Municipale avuto in un paio di occasioni. La prima segnalazione riguarda i tavoli nella piazzetta di fronte alla caffetteria di corso Diaz, dove lo stesso vigile avrebbe detto che quei tavoli li avrebbe fatti togliere perché potevano essere causa di assembramenti. Generalmente sarebbe opportuno educare e poi eventualmente reprimere se non vengono osservate le disposizioni in materia di distanziamento sociale o assembramenti, invece sembra si preferisca agire in modo anomalo sgombrando la piazzetta in un momento in cui la fase più critica sembra superata e vi è la necessità di tornare progressivamente alla normalità“.

“Inoltre quel luogo è motivo di ritrovo per molte persone per gustarsi un caffè, un aperitivo, leggere e scambiare due parole, fare acquisti recandosi in una zona della città che ha bisogno anche di questo – prosegue la lettera -. Lo smantellamento di quei tavoli significherebbe ancora togliere riferimenti e danneggiare le poche attività presenti in Città Nuova. Se vi sono aspetti che contrastano con le norme chi è chiamato a farle rispettare lo faccia, ma non si risolve il problema portando via dei tavoli che sono lì ormai da tempo. La seconda ha coinvolto lo stesso vigile ed una persona che stava assolvendo ad un compito consentito dalle ordinanze. Alle domande del vigile la persona ha risposto gentilmente spiegando chiaramente ciò che faceva e che doveva fare. Sembrava tutto finito, ma dopo oltre un mese è stata recapitata una salatissima multa. La persona ha presentato ricorso, che ci auguriamo abbia una favorevole conclusione”.

“Gli aspetti sono molteplici, in primo luogo non è stata fatta nessuna contestazione immediata che avrebbe potuto raccogliere eventuali dichiarazioni da parte dell’interessato – termina la lettera –. Quali, si chiederà, quelle che avrebbe ritenuto più opportune verbalizzare e a questo si aggiunga anche che, chi riceve questi servizi, spesso ha interrotto la propria attività lavorativa grazie al virus, è in difficoltà e in una situazione economica drammatica, questi sono veri e propri salassi. Crediamo che questi due episodi facciano parte di un comprensibile stato derivante dal periodo che stiamo attraversando, ma riteniamo che le misure debbano essere appropriate e corrette per evitare che lo stato di emergenza diventi uno stato di polizia facendo prevalere il buon senso“.

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