Home GrossetoMaremma Antifa: “Oltre 500 persone al corteo, Grosseto ha dimostrato di essere antifascista”

Maremma Antifa: “Oltre 500 persone al corteo, Grosseto ha dimostrato di essere antifascista”

di Redazione
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È stato un corteo a dir poco dirompente quello che sabato pomeriggio ha attraversato le strade di Grosseto“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Maremma Antifa.

“A risaltare è stata un’inedita convergenza tra una molteplicità di istanze collettive rappresentate da più di 500 persone – continua la nota -. Parliamo di associazioni, sindacati di base e partiti politici, ma anche di collettivi autonomi e studenteschi provenienti da tutta la Toscana e oltre. Realtà assai eterogenee, che hanno camminato insieme, fianco a fianco, unite e pacifiche sotto la bandiera dell’antifascismo militante. Un’ottima risposta anche da parte della cittadinanza che si è unita al corteo, ci ha salutato dalle finestre e ha sorriso e cantato con noi durante tutto il percorso. Tanti giovani soprattutto, segno evidente del processo di rinnovamento che l’antifascismo sta intraprendendo oggi in tutta Italia. Un antifascismo che non rinnega il saldo legame con la Resistenza, ma che si allontana da pratiche esclusivamente di testimonianza, per farsi attivo e attento alle istanze sociali dei territori, inserendosi nella realtà con l’intento di trasformarla“.

“Grosseto ha chiamato e la Toscana ha risposto per dire con una unica voce che i fascisti sui nostri territori non ce li vogliamo – spiega Maremma Antifa. Fascisti ripuliti in camicia bianca, ‘amici del popolo”’ apparentemente calmi e integrati nel sistema democratico, tanto da divenire quasi invisibili, innocui, normalizzati. Con la complicità e per la negligenza delle istituzioni locali e nazionali, in pochi anni è stata concessa loro sempre più agibilità politica e mediatica. Basta vedere cosa è successo a Grosseto dove i fasci stanno pure seduti in consiglio comunale. L’8 settembre, questa provincia apparentemente pacificata si è risvegliata dal torpore e ha chiamato a raccolta tutti i compagni e le compagne, i cittadini e le cittadine, le persone sensibili e solidali, per innalzare insieme e con determinazione la prima forte barricata contro il diffondersi della cloaca fascista. L’obiettivo contingente del corteo era proprio questo. Mentre i sedicenti fascisti del terzo millennio se ne stavano chiusi tra quattro mura private in riva al mare, noi ci siamo ripresi gli spazi e le strade pubbliche di Grosseto ritingendole di ‘rosso-nero’, il colore dell’antifascismo militante. Questo il nostro messaggio: Grosseto e la Toscana sono antifasciste e voi non passerete più!“.

“Durante il percorso dalla stazione a piazza De Maria molti sono stati gli interventi che hanno aggiunto contenuti al corteo – continua il comunicato -. È emerso chiaramente come l’antifascismo oggi, per diventare efficace, non possa rinunciare alla sua dimensione politica e sociale: non esiste antifascismo senza anticapitalismo, antirazzismo, anti-sessismo, anti-imperialismo. Il fascismo si ripresenta oggi non solo attraverso la ricomparsa di gruppuscoli come Casapound o Forza Nuova. Il neo-fascismo è soprattutto la riconfigurazione in senso nazionalista, machista e imperialista del capitale. I compagni e le compagne che sono intervenuti hanno infatti sottolineato l’urgenza di ricostruire un percorso che abbia come obiettivo quello dell’opposizione alle leggi di governo fasciste attraverso l’auto-difesa, la solidarietà internazionale, la ricomposizione e la riorganizzazione dal basso di tutte quelle vertenze sociali che da tempo sono state abbandonate dalla ‘sinistra’ democratica istituzionale. Vertenze come quelle sul lavoro, dove a emergere è la riduzione dei diritti e della democrazia sindacale, misura della prospettiva trascinata per decenni che vuole i lavoratori deboli, divisi e ricattabili. Sono state tracciate tutte le sfumature dello sfruttamento: da quello sul lavoro alle questioni di genere, dalla violenza fascista sui migranti e compagni, alla questione abitativa, dalla repressione politica alla marginalizzazione e criminalizzazione di tutti i popoli oppressi in Europa e in tutto il mondo“.

“Quello che abbiamo voluto affermare con il corteo di sabato è un antifascismo che si pone in primis come strumento di riscatto e di lotta sociale ‘per e a fianco di’ tutti quei soggetti e soggettività emarginate, impoverite e sfruttate dall’attuale sistema socioeconomico – sottolinea Maremma Antifa -. Eravamo diverse centinaia a Grosseto, ma molti di più in tutta Italia. Sappiamo di non essere soli. Infatti, quella di sabato è stata una giornata di mobilitazione antifascista in tutto il territorio nazionale: con il cuore e con la mente eravamo a Rimini, San Basilio, Padova e Brescia. È stato come se avessimo marciato assieme a loro, la nostra lotta è la lotta di tutti e tutte. Insieme e con determinazione, stiamo dando continuità a quel nuovo equilibrio nel discorso antifascista che è stato delineato a partire dalla mobilitazione di Macerata del febbraio scorso, e che dovrà caratterizzare l’antifascismo militante dell’autunno che verrà. Una linea che fondamentalmente riporta al centro della questione non solo l’esigenza di arginamento dei movimenti neofascisti e di chi li legittima, ma anche e soprattutto la riorganizzazione del conflitto di classe“.

“La Resistenza è qui e ora, in tutti coloro che si oppongono alla barbarie di chi sparge odio, mettendo gli ultimi contro gli ultimi. La costruzione di un mondo libero dallo sfruttamento e dall’oppressione è la sfida di chi oggi si dichiara antifascista – termina il comunicato -. Combattiamo la paura, organizziamo il conflitto, distruggiamo il fascismo“.

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