Gazebo, Mascagni: “Dal Comune un ripensamento tardivo e fuori tempo massimo”

Se non fosse per le decine di esercenti, per le loro famiglie e per i loro dipendenti, che in questi due anni e mezzo hanno dovuto subire le scorribande del duo Vivarelli Colonna/Rossi sulla vicenda dei gazebo, di fronte all’annunciato proposito di semplificare le procedure ci sarebbe solo da sorridere amaramente“.

A dichiararlo è Lorenzo Mascagni, capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale di Grosseto.

“Forse il sindaco e l’assessore all’urbanistica confidano nella scarsa memoria della città, magari distratta dai continui annunci roboanti cui non segue mai nulla; diversamente non si spiegano i toni trionfalistici con cui informano la cittadinanza che da oggi sarà più semplice installare gazebo – spiega Mascagni -. Sarà bene allora rammentare, almeno per sommi capi, come la giunta Vivarelli Colonna sia riuscita in due anni e mezzo a fare tabula rasa di gazebo e dehors“.

“Il primo atto di questa opera demolitoria si ebbe nel settembre 2016 quando l’assessore Rossi tentò di introdurre alla chetichella una modifica del Regolamento igienico edilizio comunale che avrebbe vietato, tra le altre cose, la realizzazione di gazebo nel centro storico – sottolinea Mascagni -. Le proteste dell’opposizione furono ignorate e respinte con le solite accuse sintetizzate nel motto: ‘E allora il Pd?’. Né miglior sorte ebbero gli interventi ed i suggerimenti delle associazioni di categoria, blandite a parole, ma ignorate nei fatti. Il secondo atto è consistito nella stagione dei bandi, gestita con estrema lentezza ed approssimazione, tanto da scoraggiare la maggior parte degli esercenti interessati a parteciparvi. Solo 11 attività, alla fine, sono risultate vincitrici. Ad onta di tutto ciò, nel gennaio 2018 l’assessore Rossi annunciava trionfalmente di aver risolto il caos gazebo. Il terzo atto è storia recente: solo un’attività è riuscita a realizzare il proprio gazebo; un’altra è ancora nelle pastoie della burocrazia e non si sa quando ne verrà a capo; le altre, a quel che ci consta, si sono arrese di fronte ad oneri e complicazioni di un iter che sin da subito avevamo denunciato come troppo complicato, farraginoso e dispendioso. E così sindaco ed assessore, parafrasando Tacito, hanno fatto tabula rasa e l’hanno chiamata soluzione“.

“Ora, dopo aver creato il deserto, la giunta Vivarelli Colonna si sveglia e fa dietrofront: realizzare gazebo sarà più semplice. Un ripensamento beffardo, tardivo e fuori tempo massimo. Anche perché a giorni si abbatterà sul centro storico una nuova mannaia: il regolamento sul decoro, nato per rendere difficile la vita ai cittadini stranieri che volessero aprirvi un’attività, ma che finirà per creare complicazioni a tutti coloro che, a prescindere dalla carta d’identità, vorrebbero provare a ridar vita al cuore morente della nostra città – termina Mascagni -. Dopo il caso gazebo, un altro passo, speriamo non esiziale, verso la desertificazione del centro storico“.

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