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Ospedale Castel del Piano, Marras: “Diventi centro qualificato per la riabilitazione”

Sul trasfusionale: "Il servizio deve essere mantenuto con medico lunedì-sabato"

La prima esigenza, per l’ospedale di Castel del Piano, è allargare l’area medica per arrivare almeno a 24 posti letto. Serve strutturare le cure intermedie e rafforzare bene la presa in carico dopo le dimissioni e si deve fare affiancando all’ospedale di comunità la realizzazione di un centro di riabilitazione ospedaliera“.

A dichiararlo è Leonardo Marras, candidato del Pd al Consiglio regionale della Toscana.

“Il futuro dei piccoli ospedali è caratterizzarsi, qualificarsi, per servire al meglio l’utenza della zona e attrarre pazienti anche da altre aree. E la strada per Castel del Piano, vista la presenza di cardiologi, è quella di istituire la postazione di riabilitazione – spiega Marras -. A questo deve affiancarsi anche la possibilità, per i medici di medicina generale, di accedere direttamente alla medicina specialistica e il rafforzamento della figura dell’infermiere specialistico”.

So che c’è molta preoccupazione per il centro trasfusionale – prosegue Marras, ho letto anche l’appello delle associazioni, sarò chiaro: il servizio deve rimanere attivo e dev’essere garantita la presenza del medico dal lunedì a sabato, perché è un riferimento a cui le comunità dell’Amiata non possono rinunciare. Il problema del reclutamento del personale medico negli ospedali di periferia, a mio avviso, si può superare prevedendo un quadro di incentivi specifici“.

A chi dice che sarebbe meglio tornare alle vecchie Asl provinciali – conclude Marras rispondo chiedendo di riflettere: le suddivisione in tre aziende ha permesso di organizzare immediatamente e contemporaneamente in tutta la regione la risposta all’emergenza Covid. Diversamente sarebbe stato così? Credo proprio di no. Anzi, con i contributi già destinati (1,2 miliardi), insieme alle risorse che potrebbero arrivare dal Mes (2,3 miliardi per la Toscana), verranno fatti investimenti importanti in sanità che interesseranno anche i presidi più piccoli, ad esempio qui potrebbero essere riorganizzati gli ingressi in modo più funzionale“.

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