“Sinistra unita Grosseto”: un incontro pubblico per illustrare il progetto

Lunedì 11 febbraio, alle 16.00, al “Capannone”, in viale Europa 63/65 a Grosseto, un’iniziativa pubblica, con il dibattito “Non è il governo del popolo, ma rischia di sembrarlo se l’opposizione è quella del Pd”, organizzata da Sinistra Unita Grosseto, con Roberta Fantozzi (responsabile di Rifondazione Comunista per le politiche economiche e del lavoro). Nell’occasione Luciano Fedeli (segretario provinciale del Pci), e Maurizio Buzzani, (segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista), presenteranno il progetto “Sinistra unita Grosseto”.

“L’iniziativa è aperta anche a tutte le persone, le forze politiche, sociali e associative della sinistra maremmane di Grosseto comunque interessate al progetto – spiegano Fedeli e Buzzani. Con il decreto sul reddito di cittadinanza e su ‘Quota 100’ si è completata la manovra di bilancio del Governo Lega-Movimento 5 Stelle. L’approvazione del decreto segna indubbiamente un punto per il Governo, rispetto ai molti che scommettevano e tifavano perché questo non avvenisse“.

“Dunque è davvero il Governo del ‘popolo’ e del ‘cambiamento’? No, non lo è, ma non per le motivazioni addotte dall’opposizione del Pd o di Forza Italia – sottolineano Fedeli e Buzzani. Non perché il reddito è ‘una vita in vacanza’, come dice la sproloquiante ministra Boschi, che evidentemente non ha letto il testo e altrettanto evidentemente in condizioni di difficoltà mai si è trovata nella vita. E neppure, perché come dice sempre il Pd nei suoi volantini, ‘si aumentano di 7 miliardi le tasse alle imprese’, un falso nell’analisi, a cui accompagna una parte rivendicativa in 8 punti, 5 dei quali sintetizzabili nella richiesta di ‘tutti i soldi alle imprese’, 1 che dice che sulle pensioni andava bene così“.

“Neppure perché, come hanno detto Pd e Forza Italia all’unisono durante la trattativa con la Unione Europea, c’era ‘troppo deficit’. Ed anzi, finché l’opposizione più visibile sarà quella di chi come Pd e Forza Italia attacca la politica del Governo in nome dei vincoli europei e per ‘troppi soldi a reddito e pensioni, troppo pochi alle imprese’, non si modificherà il quadro profondamente regressivo in cui ci troviamo – continuano Fedeli e Buzzani -. Un quadro che finisce per continuare a lasciare al Governo l’immeritato ruolo di difensore degli interessi popolari. Il Governo va attaccato per tutt’altro. Perché ha fallito nella rimessa in discussione dell’austerità e ne porta le responsabilità, insieme alla commissione dell’Unione Europea, per le caratteristiche della manovra e degli stessi provvedimenti cardine, ‘Quota’ 100 e reddito di cittadinanza. Per una manovra marcatamente elettorale segnata dalla vera e propria spada di Damocle delle clausole di salvaguardia: quei 23 miliardi da trovare l’anno prossimo per non far scattare l’aumento pesantissimo dell’Iva, che sottopongono ogni intervento, compresi quelli su pensioni e reddito, alla possibilità di essere rimessi in discussione, una volta che avranno assolto alla loro funzione di propaganda in vista delle elezioni europee“.

“Per quello che la manovra non c’è e non c’è mai stato, nemmeno nella prima versione: un piano di intervento pubblico per la riqualificazione e riconversione dell’apparato produttivo e per la creazione diretta di occupazione – spiegano Buzzani e Fedeli –. Per quello che nella manovra invece c’è e c’è sempre stato: un nuovo scasso al sistema fiscale a colpi di condono e Flat Tax per il lavoro autonomo, quello grande, che contrastano con la necessità di colpire l’evasione, aumentare e non ridurre la progressività, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Perché, con il Decreto dignità, non ha ripristinato l’articolo 18, ha invece ripotenziato i voucher e prodotto una ‘mediazione’ tra Salvini e Di Maio sul lavoro a termine, che non fa altro che accelerare la rotazione dei lavoratori precari, come era prevedibilissimo e come sta avvenendo. Quanto ai provvedimenti su pensioni e reddito, quello sulle pensioni è certamente migliorativo rispetto alla disastrosa situazione attuale, ma non cancella la Legge Fornero e resta fortemente penalizzante verso le donne e i precari. Quello sul reddito invece mette qualche pezza sulle situazioni di povertà più grave, ma aumenta la ricattabilità delle persone nella vita e nel lavoro, e continuare a regalare soldi alle imprese esattamente come faceva la decontribuzione per il Jobs Act”.

“Questo Governo è tutt’altro che il Governo del popolo ed è interno al paradigma liberista, come è esplicito dai provvedimenti in materia di lavoro, fisco, reddito – terminano Buzzani e Fedeli -. Ma se l’opposizione continuerà ad essere quella dell’estabilshment, durerà a lungo, con tutto il suo contenuto di razzismo e sessismo quotidiano. Urge un po’ di sano conflitto di classe, e che si riesca a costruire davvero una coalizione della sinistra antiliberista“.

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