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Il museo archeologico si rifà il trucco: inaugurati i nuovi interni

di Redazione
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I rosolacciI nuovi interni dedicati all’accoglienza realizzati all’interno del museo archeologico di Grosseto sono stati inaugurati questa mattina con la mostra “I Romani di Alberese”.

Spazio alla cultura, ad uno straordinario patrimonio archeologico e maggiore modernità e fruibilità per il nostro museo – ha commentato il sindaco Emilio Bonifazi. Tutto unito dall’evento di questa mattina con una splendida mostra che mette in risalto anche il nostro sforzo di valorizzare ciò che questa terrà è in grado di offrire. E di questo voglio ringraziare tutti i dipendenti del museo e del Comune per l’impegno messo in campo”.

L’appuntamento di oggi – ha proseguito l’assessore alla cultura, Giovanna Stellinici conferma l’eccellenza rappresentata da questo museo che è a pieno titolo il luogo privilegiato per la mostra di reperti archeologici trovati ad Alberese. Sono orgogliosa del lavoro che stiamo facendo per aprire sempre di più questa bella struttura al pubblico e perché sia conosciuto quanto merita”.

L’occasione ha consentito anche di consegnare un riconoscimento ad Osvaldo Barbetti (nella foto in basso a sinistra), storica guida volontaria del museo.

L’intervento di ristrutturazione è costato 100mila euro di investimenti per un intervento che fa parte del progetto “Verso il pubblico”, finanziato con il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. I locali oggetto di ristrutturazione puntano a garantire una maggiore funzionalità e fruibilità, in particolare per gli spazi destinati all’accoglienza del pubblico.

La ristrutturazione ha coinvolto la sala d’ingresso dove cambia l’allestimento della biglietteria, che assume anche funzione di bookshop e di punto di accoglienza; la sala 2, dove vengono inserite nuove strutture multimediali (nella foto in basso a destra); la sala delle mostre, in cui sono stati rifatti tutti gli impianti, ormai obsoleti e, infine, il vecchio spazio del bookshop, trasformato in sala multimediale. In tutti gli spazi sono stati revisionati e sostituiti gli impianti di illuminazione e di sicurezza, nonché la climatizzazione e, infine, sono state reimbiancate le pareti.

La mostra “I Romani di Alberese”

La mostra appena inaugurata sarà aperta fino al 15 settembre, dal martedì al venerdì, dalle 10.30 alle 17.30, e il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Previste anche due aperture straordinarie: dalle 21 alle 23 di stasera e di sabato 26 luglio, in occasione dell’iniziativa “Notti dell’archeologia”. La mostra viene accompagnata da conferenze, visite guidate e interventi di gioco didattico per i più piccoli. Per l’inaugurazione c’è stato anche l’intrattenimento del coro de “I Rosolacci(nella foto in alto). Vengono dunque esposti circa 200 reperti di ceramica, metallo, vetro, osso e marmo, fra cui la piccola statua di culto di Diana rappresentata nella tipica iconografia di dea cacciatrice.

Dal 15 settembre al 15 novembre la mostra si sposterà nella cappella di S. Antonio della Villa Granducale di Alberese. Contemporaneamente, dal 15 luglio al 15 novembre, sarà allestita anche la mostra fotografica ”I Romani di Alberese: storia fotografica dei primi cinque anni di scavi’’ presso il frantoio, nella sede dell’Ente Parco regionale della Maremma, e saranno inoltre visitabili gli scavi in corso a Spolverino attraverso escursioni organizzate dall’Ente Parco.

Notizie sugli scavi

Solo pochi anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare che l’area di Alberese conservasse testimonianze archeologiche imponenti. Oggi invece registriamo, da una parte grazie al caso che ha portato al ritrovamento dell’iscrizione della Diana Umbronensis, dall’altra allo spirito d’iniziativa della giovane associazione culturale “Progetto Alberese”, appoggiata dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana, un incredibile arricchimento delle nostre conoscenze sull’archeologia della zona: un grande scenografico santuario e un intricato quartiere produttivo-artigianale. Si tratta di testimonianze di età romana che bene illustrano quanto questo territorio abbia continuato a fiorire e svilupparsi anche dopo “l’epoca d’oro’” degli Etruschi.

Gli scavi presso Scoglietto sono stati avviati nel 2009 grazie ad un intervento diretto della Soprintendenza dei beni archeologici della Toscana e all’ex funzionario Mario Cygielman che, collaborando con gli archeologi dell’associazione culturale “Progetto archeologico Alberese”, Elena Chirico, Matteo Colombini e Alessandro Sebastiani, ha organizzato una campagna di scavo in grado di metter in luce un’area santuariale dedicata a Diana Umbronensis e attiva dalla fine del III secolo a.C. al IV secolo d.C. Le campagne di scavo susseguitesi negli anni fino al 2011 hanno evidenziato una lunga occupazione dell’antico promontorio di Scoglietto che, con l’avvento dell’era cristiana, vide la distruzione del santuario e un utilizzo a fini abitativi terminato alla metà del VI secolo d.C.

A Spolverino, invece, presso l’ultima ansa del fiume Ombrone, è stato messo in luce un complesso quartiere artigianale legato ad un probabile porto di cabotaggio e alla vicina via Aurelia Vetus. Gli scavi, iniziati nel 2010, sono dal 2012 diretti dall’Università di Sheffield che, collaborando con gli archeologi dell’associazione culturale “Progetto archeologico Alberese” e con la John Cabot University at Rome, hanno individuato una serie di atelier produttivi dedicati al riciclaggio e alla produzione di materiali in ferro, piombo, bronzo, osso e vetro, attivi dal I d.C. al VI d.C.

Informazioni

Tutte le informazioni sulla mostra e il calendario delle iniziative collegate sono reperibili sul sito internet del Museo all’indirizzo http://maam.comune.grosseto.it/, sul suo profilo facebook https://www.facebook.com/MuseoArcheologicoEDArteDellaMaremma e sul sito dell’associazione “Progetto archeologico Alberese” al link http://www.progettoalberese.it.

Osvaldo Barbetti
Sala multimediale museo archeologico

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