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Via Almirante, il Pci: “Anche il Comune di Massa Marittima si opponga”

di Redazione
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Il segretario provinciale del Pci, Luciano Fedeli, e quello delle Colline Metallifere, Daniele Gasperi, scrivono al sindaco di Massa Marittima, come istituzione, e si rivolgono alla politica, all’Anpi e alle forze sociali per unire le voci di protesta e di sdegno e dire no a via Almirante. La stessa nota è stata inoltrata al Prefetto di Grosseto per le opportune valutazioni e considerazioni.

“Nella nota si richiama come dovere e principio fondamentale l’affermazione dell’antifascismo senza dimenticare o revisionare la storia e, soprattutto, il sacrificio umano che la dittatura e l’orrore nazi-fascista hanno seminato, macchiando di sangue il nostro territorio – spiegano Fedeli e Gasperi -. Norma Parenti, Pio Fidanzi, Otello Gattoli, i fratelli Molendi, Guido Radi e altri, insieme agli 83 minatori uccisi per vile rappresaglia, hanno lasciato le loro vite per la follia nazi – fascista e Almirante ha contribuito in modo determinante a queste carneficine, da freddo e cinico esecutore degli ordini che gli sono stati imposti. La storia ha visto protagonista il nostro comune nel processo ad Almirante e Massa Marittima ha dato un contributo, con Rizzago Radi, che depositò contro il gerarca fascista prove inconfutabili riconosciute dal tribunale che esaminò la vicenda”.

“Ci permettiamo con questa nota di proporre che istituzioni, politica e forze sociali si uniscano con una serie di iniziative, come un ordine del giorno da approvare in Consiglio, accompagnato anche dauna  raccolta di firme contro l’intitolazione della via, associandola a via Berlinguer, in una sorta di retorica pacificazione che non può dimenticare chi è stato carnefice e chi vittima – sottolineano Fedeli e Gasperi -. Noi come Pci abbiamo contrastato questa decisione fin dal 2018, quando venne fuori l’ idea di intitolazione di una via al boia nero e lo ribadiamo altrettanto oggi e, se necessario, useremo tutte le possibilità che la legge ci permette, compresa la via giuridica che proponiamo in coro con l’Anpi di Grosseto. La pacificazione è riconoscere da parte delle istituzioni, compresa quella di Grosseto, il 25 aprile che ha fatto nascere l’Italia, democratica e antifascista e siano impediti quei rigurgiti che vorrebbero riscriverla parificando chi l’ha liberata con chi è stato artefice di atti contrari alla Costituzione e che ne oltraggiano i valori. Come diceva il Presidente Sandro Pertini ‘Il fascismo non è un’opinione, è un crimine’ in ogni forma che si ripresenti, compresa quella dell’intitolazione di una via e va ripudiato”.

“È necessario per questo raccogliere tutte le forze politiche, sociali, istituzionali che si riconoscono in questi valori e far recedere il sindaco di Grosseto con azioni concrete, che si appella alla volontà del popolo come strumento di affermazione di principi che sono negati e contro la Costituzione, e invitiamo il sindaco Giuntini, il Consiglio comunale, i partiti e le associazioni, in nome dei martiri delle stragi ad unire questa volontà e trasformarla in atti e azioni concrete. Per questo crediamo che tra i primi firmatari vi siano proprio i parenti delle vittime che rappresentano una grande motivazione per sostenere l’annullamento della delibera della Giunta di Grosseto – terminano i due esponenti del Pci -. Azioni che forse non faranno recedere da una scelta assurda, ma che testimonieranno chi non vuole dimenticare gli orrori del nazi – fascismo e che resta dalla parte delle vittime le quali, per rispetto della memoria, non possono essere ancora una volta trucidate in nome di una falsa pacificazione”.

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