Pubblicato il: 26 Ottobre 2016 alle 14:01

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Referendum, nasce “Grosseto dice sì”: ecco il comitato degli amministratori maremmani

12 sindaci, 5 vicesindaci, 14 assessori e 32 consiglieri comunali: sono i numeri di “Grosseto dice sì“, il comitato composto da amministratori di centrosinistra della provincia di Grosseto in vista del referendum del 4 dicembre.

“Il comitato è nato nei giorni scorsi ed abbiamo già raccolto 63 adesioni da parte di sindaci, assessori e consiglieri comunali dei vari Comuni maremmani – spiega Lorenzo Mascagni, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Grosseto -. Abbiamo redatto un documento in cui spieghiamo le ragioni del ‘Sì’ al prossimo referendum e, ovviamente, le iscrizioni al comitato sono ancora aperte“.

Abbiamo creato questo comitato formato da amministratori perchè la riforma oggetto del referendum è fondamentale anche per chi deve governare un Comune – continua Mascagni. Voteremo ‘Sì’ perchè siamo convinti che l’Italia potrà risollevarsi e ripartire dopo la crisi economica se saprà far funzionare meglio le proprie istituzioni. Inoltre, la nuova legge elettorale ha la possibilità di dare più stabilità di governo del Paese e maggiori certezze all’esito delle elezioni, garantendo omogeneità politica alla Camera. Se le istituzioni funzioneranno meglio, potranno soddisfare in modo più incisivo le istanze dei cittadini“.

Ringrazio i vari amministratori del territorio maremmano per aver dato vita a questo comitato – sottolinea il segretario provinciale del Pd, Marco Simiani -. In pochissimi giorni hanno aderito molte persone ed il documento che abbiamo creato è aperto a chiunque voglia sostenere il ‘Sì’ al referendum. Da qui al 4 dicembre, organizzeremo numerosi incontri con esponenti politici di primo piano in tutta la provincia di Grosseto. Inoltre, saranno allestiti dei gazebo informativi che saranno a disposizione di tutti i cittadini che avranno necessità di chiarimenti sul referendum. Infine, il 29 ottobre partiranno 5 autobus alla volta di Roma per partecipare alla manifestazione nazionale per il ‘Sì‘”.

Questa riforma è fondamentale perchè farà ritornare al Governo alcune competenze che prima erano della Regione – spiega Luca Aldi, consigliere comunale di Orbetello –, semplificando la burocrazia a tutto vantaggio del cittadino“.

E’ importante che in questo comitato non ci siano soltanto sindaci, ma anche assessori e consiglieri comunali – dichiara il sindaco di Santa Fiora, Federico Balocchiperchè anche loro si impegnano nell’amministrazione quotidiana dei Comuni della provincia“.

Con la riforma, il Senato darà una voce più imponente alle istanze dei territori – aggiunge Pasquale Quintadamo, consigliere comunale di Scansano – e l’abolizione delle Province permetterà di mettere fine alla rappresentanza di medio livello“.

Il documento

Ecco il documento integrale sottoscritto dagli amministratori locali che fanno parte del comitato per il “Sì” al referendum:

“Il prossimo 4 dicembre saremo chiamati ad esprimerci, con il referendum, sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento nello scorso mese di aprile: se vincerà il sì, il nuovo ordinamento entrerà in vigore; se prevarrà il no, rimarrà in vigore quello attuale.

Non dovremo dunque esprimere un giudizio sul Governo attualmente in carica, ma dovremo decidere quale assetto istituzionale vogliamo dare al nostro Paese, con effetti – sia in caso di approvazione che in caso di bocciatura della riforma – che si ripercuoteranno nei prossimi decenni e sulle future generazioni.

E’ opinione largamente condivisa, da almeno un trentennio, che la situazione complessiva delle nostre istituzioni sia ampiamente insoddisfacente: lo testimoniano le numerose commissioni parlamentari che si sono succedute nel corso degli ultimi decenni nel tentativo di modificare la seconda parte della Costituzione, senza però produrre esito alcuno.

Che le istituzioni debbano essere più efficienti ed al passo con i tempi, lo riscontriamo anche noi amministratori locali nella vita di tutti i giorni; sovente dobbiamo constatare, nostro malgrado, l’impossibilità di dare risposte efficaci ai problemi dei cittadini proprio a causa del loro malfunzionamento.

Ora, con la riforma costituzionale, abbiamo la possibilità di approvare un importante cambiamento che contribuirà a rendere la nostra Repubblica più semplice, più efficiente e dunque più giusta.

La fine del bicameralismo paritario – praticamente un unicum nel panorama costituzionale europeo – renderà più snello e rapido il processo legislativo.

La rottura del doppio rapporto fiduciario Governo / Camere (la riforma prevede che la fiducia al Governo dovrà darla sola la Camera dei deputati) eviterà situazioni di impasse causate dalla disomogeneità politica delle due camere, situazione verificatasi più volte nell’ultimo ventennio e da ultimo, drammaticamente, nel 2013.

La riscrittura del titolo V porrà fine, nel solco tracciato della giurisprudenza costituzionale, ad un quindicennio di conflitti improduttivi tra Stato e Regioni.

Il Senato delle autonomie, auspicato sin dai tempi dell’assemblea costituente, sarà un’occasione – se sfruttata adeguatamente – per raccordare lo Stato con le istanze di cui sono portatori gli amministratori locali.

A tale riguardo, il percorso di riforma dovrà completarsi affrontando definitivamente la questione delle Province, che non possono più essere “lasciate in mezzo al guado”, e provvedendo quindi alla riorganizzazione delle funzioni di area vasta così da dare risposte ai cittadini ed una prospettiva certa ai lavoratori di questi enti.

Non ultimo, la riforma ridurrà i costi della politica (verranno meno i costi di 315 senatori; verrà abolito il Cnel; verranno ridotte le indennità dei consiglieri regionali), come auspicato da moltissimi cittadini e movimenti politici negli ultimi anni.

Governi evanescenti sotto continuo ricatto, formati non dal voto ma da trattative poco nobili tra i partiti, procedimenti legislativi lenti e farraginosi, mancato coordinamento tra organi centrali dello Stato ed amministrazioni locali; sono queste le ragioni che allontanano i cittadini dalle istituzioni, che indeboliscono il nostro paese sulla scena europea ed internazionale e che il disegno riformatore vuol contribuire a rimuovere.

Il sistema democratico è dunque di fronte ad una sfida che potrà vincere solo se saprà far funzionare meglio le nostre istituzioni; diversamente crescerà la disaffezione ed avranno buon gioco le forze populiste, che non a caso propendono oggi per il no.

Non sfugge infatti ad alcuno che una delle ragioni più profonde del malessere italiano risiede nella recessione più lunga che ha colpito il nostro paese dal dopoguerra ad oggi; e solo un Paese con un istituzioni funzionanti ed in grado di reagire con prontezza ai cambiamenti, può sperare di rispondere alle sfide sempre più incalzante che l’attualità ci pone davanti.

Ecco perché vi è un nesso molto più stretto di quanto si pensi tra l’architettura costituzionale e la crescita economica.

Sono queste le principali ragioni che ci spingono ad invitare tutti i cittadini dei nostri Comuni a recarsi il 4 dicembre alle urne ed esprimere il proprio SI alla riforma costituzionale“.

I firmatari

  • Luca Aldi, consigliere comunale Orbetello
  • Andrea Aniceti, consigliere comunale Scansano
  • Gesuè Ariganello, consigliere comunale Follonica
  • Federico Badini, consigliere comunale Castel del Piano
  • Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora
  • Manuele Bartalucci, consigliere comunale Grosseto
  • Stefano Bechi, consigliere comunale Follonica
  • Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio
  • Andrea Benini, sindaco di Follonica
  • Giorgia Bettaccini, assessore Gavorrano
  • Alessandra Biondi, sindaco di Civitella Paganico
  • Marco Bottai, consigliere comunale Follonica
  • Barbara Catalani, assessore Follonica
  • Giorgio Catoni, consigliere comunale Roccastrada
  • Monica Cavicchioli, consigliere comunale Monterotondo Marittimo
  • Marco Cerboneschi, consigliere comunale Monteretondo Marittimo
  • Ciro Cirillo, consigliere comunale Grosseto
  • Alberto Coppi, consigliere comunale Castel del Piano
  • Roberto Creatini, assessore Monterotondo Marittimo
  • Giuseppe De Biase, consigliere comunale di Gavorrano
  • Marilena Del Santo, consigliere comunale Grosseto
  • Francesco De Luca, consigliere comunale Follonica
  • Giulio Detti, assessore Manciano
  • Marco Di Giacopo, consigliere comunale Grosseto
  • Claudio Franci, sindaco di Castel del Piano
  • Luisa Frati, consigliere comunale Monterotondo Marittimo
  • Marco Galli, sindaco di Manciano
  • Mirjam Giorgieri, assessore Follonica
  • Marcello Giuntini, sindaco di Massa Marittima
  • Elisabetta Iacomelli, sindaco di Gavorrano
  • Franco Iannuzzi, consigliere comunale Roccastrada
  • Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada
  • Susanna Lorenzini, assessore Castiglione della Pescaia
  • Luciano Luciani, consigliere comunale Santa Fiora
  • Emi Macrini, consigliere comunale Monterotondo Marittimo
  • Giacomo Marchini, consigliere comunale Monterotondo Marittimo
  • Jacopo Marini, sindaco di Arcidosso
  • Irene Martini, consigliere comunale Roccastrada
  • Lorenzo Mascagni, consigliere comunale Grosseto
  • Elena Menghini, consigliere comunale Roccastrada
  • Chiara Mori, vicesindaco Roccastrada
  • Davide Moroni, consigliere comunale Magliano in Toscana
  • Lucia Nannetti, consigliere comunale Castel del Piano
  • Luca Niccolini, assessore Scarlino
  • Stefania Pacciani, consigliere comunale Roccastrada
  • Monica Paffetti, consigliere comunale di Orbetello
  • Andrea Pecorini, vicesindaco Follonica
  • Orano Pippucci, assessore Monterotondo Marittimo
  • Romelia Pitardi, assessore Castel del Piano
  • Giulio Querci, vicesindaco Gavorrano
  • Pasquale Quintadamo, assessore Scansano
  • Emiliano Rabazzi, assessore Roccastrada
  • Simone Sanità, consigliere comunale Castel del Piano
  • Catuscia Scoccati, consigliere comunale Grosseto
  • Gianpiero Secco, sindaco di Seggiano
  • Antonio Senserini, consigliere comunale Roccastrada
  • Sergio Stefanelli, vicesindaco Scarlino
  • Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo
  • Elisabetta Tollapi, assessore Scansano
  • Daniele Tonini, assessore Gavorrano
  • Ester Tutini, assessore Gavorrano
  • Silio Valacchi, consigliere comunale Santa Fiora.
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