Pubblicato il: 5 Agosto 2019 alle 11:39

FollonicaPolitica

Il centrodestra: “Approvata ennesima variante, sacrificata crescita armoniosa della città”

"Nell'ultimo Consiglio comunale il Pd ha approvato l’ennesima variante, la numero 9, al vecchio regolamento urbanistico"

Nell’ultimo Consiglio comunale il Pd ha approvato l’ennesima variante, la numero 9, al vecchio regolamento urbanistico, scaduto ormai nel luglio 2016“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono i consiglieri di centrodestra nel Consiglio comunale di Follonica: Daniele Pizzichi (Lega), Roberto Azzi (Lega), Sandro Marrini (Forza Italia), Danilo Baietti (Fratelli d’Italia), Charlie Lynn (lista civica Massimo di Giacinto sindaco), Massimo Di Giacinto (lista civica Massimo Di Giacinto sindaco).

“120 nuovi appartamenti e quasi 9.000 metri quadri destinati ad uffici nella zona laterale al supermecato Pam adottati dal centrosinistra, approvando una previsione vecchia di oltre 5 anni, rimasta, stranamente, bloccata per tantissimo tempo – continua la nota. Una tempistica che desta meraviglia a chi ha un minimo di competenza nelle dinamiche urbanistiche cittadine. La chiamano variante semplificata, ma in realtà si tratta di un provvedimento di enorme portata che inciderà non poco nello sviluppo e nella pianificazione del nuovo piano operativo, soprattutto nel suo sviluppo edilizio“.

“La variante 9 si sovrappone alla 8, adottata sul finale della scorsa legislatura, della quale non sono state discusse ancora le osservazioni – spiegano i consiglieri -. Più che osservazioni si tratta di giudizi negativi da parte di Regione e Sovraintenza che, a vario titolo, evidenziano come non sia questo il modo di procedere nell’urbanistica considerata, giustamente, il principale strumento di pianificazione e sviluppo di lungo corso della città e non una mera sommatoria algebrica di interessi edificatori (per quanto legittimi). A suon di varianti, invece, si svuota e si sacrifica qualsiasi possibilità di crescita armoniosa della città, preferendo, così, accontentare, senza un non ben precisato criterio, quando l’uno e quando l’altro interesse ed alla stessa maniera sacrificare altrettante istanze non meno meritevoli di essere prese in considerazione“.

“In questo caso la giustificazione (perché un qualche pretesto va sempre trovato) consiste in una strada in perequazione che riaprirebbe la via verso il tanto desiderato cavalcavia che dovrebbe superare la ferrovia – termina il comunicato –. Strano che Benini abbia riscoperto questo desiderio appena rieletto, dopo che ha tenuto chiuso in un cassetto questo provvedimento per 5 anni“.

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