Firenze. “Una scelta contestata da sindaci e sindacati, Asl e Regione abbiano il buon senso e l’umiltà di tornare indietro. Vorremmo sapere quali i motivi che hanno portato alla decisione di avviare il processo di centralizzazione della chirurgia che coinvolge i centri ospedalieri della provincia di Grosseto, comportando una riduzione del servizio nei centri periferici ed un sovraccarico per l’ospedale Misericordia”.
A dichiararlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luca Minucci, che ha presentato un’interrogazione urgente al Governatore Eugenio Giani e all’assessore alla sanità Monia Monni.
“L’Asl Sud Est, nella delibera con cui vara la riorganizzazione degli ospedali del Grossetano, cita testualmente la ‘finalità di garantire un equilibrio tra la prossimità dell’assistenza e la tempestività di accesso alle cure’ come criterio di scelta per la decisione presa – sottolinea Luca Minucci –. Ma, tenendo conto della geografia, della demografia e della rete infrastrutturale della provincia di Grosseto, tale scelta ottiene l’effetto contrario, andando a creare un evidente squilibrio, facendo venire meno la prossimità e la tempestività d’intervento nelle località periferiche. Non solo. Il provvedimento comporta un aggravio di lavoro per il reparto chirurgico dell’ospedale Misericordia di Grosseto, che sarebbe costretto ad affrontare l’aumento del carico di lavoro senza personale, strumentazioni e spazi aggiuntivi.”
“Una decisione sbagliata nel merito e nel metodo, visto che vari sindaci stanno dichiarando di non essere stati avvertiti di questa decisione presa dall’ormai ex direttore generale dell’Asl Toscana sud est, Marco Torre – dichiara Minucci -. Perché Asl e Regione non hanno avvertito gli amministratori locali? Ci sembra davvero poco corretta una procedura che non tiene conto dei pareri dei Comuni coinvolti, considerata la portata dell’impatto che una decisione del genere ha sui cittadini, che vedono venire meno la chirurgia di prossimità. Vorremmo, poi, sapere cosa ne pensa anche l’assessore regionale Leonardo Marras, grossetano, che ci sembra il grande assente in questa vicenda”.

