Grosseto. Una giornata attraversata da parole, cultura, politica e musica. Alla Festa regionale dell’Unità di Grosseto, ospitata sulle Mura medicee, ieri il confronto ha messo al centro alcune delle grandi questioni che interrogano il presente e disegnano il futuro: il lavoro, la condizione delle nuove generazioni, la socialità e il diritto alla salute.
Un programma intenso, iniziato con la cultura e con Luciano Bianciardi. Al Bastione Garibaldi, nello Spazio Cultura “Il Lavoro culturale”, sono stati presentati i tre volumi de Le lettere “inutili” di Luciano Bianciardi, con Lucia Matergi, direttrice della Fondazione Luciano Bianciardi, e l’introduzione di Massimiliano Marcucci, presidente della Fondazione.
Un momento che ha riportato al centro una delle voci più importanti e irrequiete della cultura maremmana e italiana, capace ancora oggi di interrogare il presente attraverso uno sguardo libero, critico e profondamente legato alla realtà sociale.
Poi la politica, quella che prova a parlare del futuro partendo da chi quel futuro dovrà viverlo e costruirlo.
Il dibattito dedicato a “Giovani, lavoro e socialità: economia, tempo libero e nuove opportunità per costruire insieme il futuro” ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del Partito Democratico e dei Giovani Democratici per affrontare uno dei nodi centrali del nostro tempo: quale spazio stiamo costruendo per le nuove generazioni?
Lavoro precario, salari bassi, difficoltà nell’accesso alla casa, occasioni di formazione, diritto al tempo libero e alla socialità. Questioni diverse solo in apparenza, ma profondamente legate tra loro.
«Parlare dei giovani significa troppo spesso parlare di loro senza ascoltarli davvero – sottolinea Cosimo Garofalo, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Grosseto –. Invece dobbiamo partire da un punto semplice: una generazione non può costruirsi un futuro se non ha un lavoro stabile e dignitoso, se non può permettersi una casa, se è costretta a lasciare il proprio territorio per trovare opportunità o se non ha spazi per vivere, incontrarsi e costruire relazioni».
«La politica deve assumersi fino in fondo questa responsabilità – prosegue Garofalo –. Non bastano slogan sui giovani. Servono investimenti, politiche pubbliche e una visione. Servono salari più alti, contrasto alla precarietà, diritto allo studio, formazione e servizi. E serve una nuova attenzione ai territori, perché anche nelle province e nelle aree più periferiche i giovani devono poter scegliere di restare, non essere costretti ad andare via».
Un confronto politico che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del segretario toscano Bernardo Taddei, del sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana Bernard Dika, dell’assessore regionale al lavoro e alla Formazione Alberto Lenzi e della responsabile nazionale per l’oniziativa politica e gli Enti locali dei Giovani Democratici Nastassja Habdank.
Per il Partito Democratico, mettere al centro le nuove generazioni significa parlare del modello di società che vogliamo costruire.
«Questa Festa dell’Unità vuole essere innanzitutto un luogo di confronto – afferma Marco Simiani, segretario dell’Unione comunale del Partito Democratico di Grosseto -. Un luogo dove la politica non si limita a commentare ciò che accade, ma prova a discutere delle soluzioni e a costruire proposte. E parlare di giovani oggi significa parlare del futuro del Paese, ma anche delle disuguaglianze che stanno crescendo e che rischiano di diventare sempre più profonde».
«Non possiamo accettare che il futuro di una ragazza o di un ragazzo dipenda dal reddito della famiglia in cui nasce o dal territorio in cui vive – aggiunge Simiani –. Il Partito Democratico deve essere il partito che rimette al centro il lavoro, la scuola, l’università, la casa e la sanità pubblica. Perché i diritti non possono essere privilegi e perché la libertà di scegliere la propria vita passa anche dalle condizioni materiali che rendono quella scelta possibile».
Ed è proprio il tema dei diritti ad aver attraversato anche il secondo grande appuntamento politico della serata, dedicato alla sanità pubblica e alla medicina territoriale.
“La salute è un diritto: sanità pubblica, medicina territoriale” ha portato alla Festa il confronto su una delle questioni più sentite dalle cittadine e dai cittadini: il futuro del Servizio sanitario nazionale e la necessità di garantire cure accessibili e di qualità a tutte e a tutti.
Al dibattito sono intervenuti Ilenia Malavasi, deputata del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Affari sociali della Camera, il sindaco di Montieri Nicola Verruzzi e il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori. A coordinare il confronto è stata la giornalista di TV9 Susanna Guarino, con l’introduzione di Alberto Colombini, responsabile Sanità del Pd Grosseto.
«Difendere la sanità pubblica significa difendere uno dei principi fondamentali della nostra democrazia – conclude Simiani –. La salute non può dipendere dal portafoglio e non può diventare una questione di fortuna, legata al luogo in cui vivi o alla possibilità economica di rivolgersi al privato. Per questo il Partito Democratico continuerà a battersi per una sanità pubblica, universale e vicina alle persone».
Tra un dibattito e l’altro, la Festa ha lasciato spazio anche alla musica dal vivo, con le band protagoniste della serata e, in chiusura, Lorenzo Niccolini e il suo fingerstyle.
«Un intreccio di linguaggi diversi che continua a rappresentare il cuore della Festa dell’Unità: politica e cultura, confronto e partecipazione, musica e convivialità – si legge in una nota del Pd –. Perché costruire il futuro significa anche questo. Tornare a discutere insieme di ciò che conta davvero. E farlo partendo dalle persone, dai loro diritti e dalle loro vite».
La Festa de l’Unità continuerà fino al 6 settembre sulle ;ura medicee a Grosseto con appuntamenti, approfondimenti, dibattiti ed eventi.

