Home GrossetoFesta dell’Unità, I Love Grosseto: “Bene ritorno, ma cosa propone dopo dieci anni di assenza?”

Festa dell’Unità, I Love Grosseto: “Bene ritorno, ma cosa propone dopo dieci anni di assenza?”

di Redazione
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Grosseto. “Nessuna polemica sul ritorno della Festa dell’Unità a Grosseto. È un pezzo di storia di questa città, e una piazza dove si discute è sempre una buona notizia. La domanda che ci poniamo non riguarda chi organizza la festa: riguarda che cosa si propone alla città dopo dieci anni di assenza”.

A dichiararlo, in un comunicato, è la coalizione civica I Love Grosseto.

“Perché il punto è questo. Grosseto ha già conosciuto l’alternanza – continua la nota . Ha visto amministrazioni di centrosinistra e amministrazioni di centrodestra e ogni volta il gioco è stato lo stesso: chi arriva denuncia il disastro di chi c’era prima, poi eredita gli stessi uffici, le stesse procedure, gli stessi tempi e alla fine consegna al successore i problemi che aveva promesso di risolvere. Non è una questione di persone in malafede. È una questione di meccanismo: quando il criterio di selezione di chi governa è l’appartenenza, e il criterio di giudizio è la fedeltà a uno schieramento nazionale, la macchina amministrativa resta esattamente com’era. Noi questa città non l’abbiamo mai amministrata. Non lo diciamo come alibi, lo diciamo come dato di fatto: non abbiamo polvere da nascondere sotto nessun tappeto, e non abbiamo bisogno di attaccare gli altri per giustificarci. Abbiamo passato questi anni a fare un’altra cosa: studiare come funziona davvero il Comune di Grosseto, dove si perdono i tempi, dove si perdono i soldi, dove si perde la responsabilità. Da lì è nato un modello, ed è pubblico”.

“Nove liste civiche, ciascuna speculare a uno dei nove assessorati – sottolinea la coalizione. Chi si candida sceglie l’ambito in cui ha competenza e ci mette la faccia su quello. Gli assessori selezionati per bando pubblico, sui curricula, con criteri dichiarati prima e non dopo. Il Documento unico di programmazione reso pubblico prima del voto, così che i cittadini sappiano in anticipo dove andranno le risorse e possano giudicare le scelte invece delle promesse. Il superamento della contrapposizione automatica tra maggioranza e opposizione: una proposta utile e coerente con il programma si approva, da chiunque arrivi. E un monitoraggio pubblico dell’attuazione, consultabile da chiunque, in qualsiasi momento. Sappiamo già le due obiezioni, e preferiamo rispondere prima che ce le facciano”.

“La prima: nessun programma elettorale è giuridicamente vincolante – prosegue il comunicato –. È vero, e non pretendiamo il contrario. Quello che proponiamo è un impegno pubblico e verificabile: scritto prima del voto, aggiornato durante il mandato, consultabile da chiunque in qualsiasi momento. Per far rispettare una promessa non serve un giudice: basta che ogni cittadino possa controllare, in ogni momento, che cosa era stato promesso, che cosa è stato fatto e che cosa no. Oggi questo non è possibile, e non per caso: i programmi vengono scritti apposta in modo generico, così che a fine mandato nessuno possa dire con certezza se sono stati mantenuti. Noi facciamo l’opposto. Mettiamo online gli impegni e i numeri, e ci prendiamo il rischio che i grossetani ce li vengano a contare. La seconda: nove liste sembrano tante, qualcuno dirà che servono solo a moltiplicare i raccoglitori di voti. La differenza sta nel come si formano. Le nostre liste non nascono da accordi di segreteria, né da spartizioni: nascono da candidature aperte, per ambito di competenza, raccolte alla luce del sole sul nostro sito. Chiunque può verificare chi c’è e perché. Va detta anche una terza cosa, per evitare equivoci. La coalizione I Love Grosseto è chiusa: nove liste civiche, punto. Non cerchiamo intese, non apriamo tavoli, non ci sediamo a trattare posti con nessuno, né prima del voto, né dopo. Non è rigidità: è la condizione stessa perché il modello funzioni. Una Giunta scelta per competenza non è compatibile con una giunta da spartire; un programma verificabile non sopravvive a un accordo che lo riscrive nel retrobottega. Chi entra in un patto poi lo deve pagare, e lo pagano sempre i cittadini”.

“Il civismo non si inventa a ogni cambio di stagione. A Grosseto esiste già, ha un nome, un modello scritto e un percorso avviato. E il nostro messaggio non è rivolto ai partiti: è rivolto ai grossetani. Adesso basta. Basta con una città usata come casella di un tabellone deciso altrove. Basta con l’alternanza che cambia le facce e lascia intatta la macchina. Chi in questi anni ha smesso di votare non l’ha fatto per disinteresse: l’ha fatto perché non gli veniva offerto nulla per cui valesse la pena alzarsi la domenica mattina. Oggi quel qualcosa c’è, ed è enormemente diverso da tutto ciò che è passato da qui. Meno partiti, più cittadini al governo – termina la coalizione -. Non è uno slogan: è il modello, ed è scritto nero su bianco su www.ilovegrosseto.it. Chiunque può leggerlo, verificarlo e, se ci crede, candidarsi. Il futuro di questa città non si aspetta. Si costruisce”.

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