Grosseto. Cinque giorni per discutere del presente, ma soprattutto per costruire una visione del futuro. Festambiente 2026 ha portato in Maremma il cuore del dibattito sulle grandi trasformazioni ambientali, sociali ed economiche che attraversano il Paese, mettendo intorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, associazioni, esperti, amministratori e cittadine e cittadini.
“Dalla crisi climatica alla transizione energetica, dall’agroecologia alla tutela delle aree protette, dalla biodiversità alla gestione delle foreste, dall’economia circolare alla mobilità sostenibile, fino al turismo, al lavoro, alla legalità e alle politiche europee: i temi affrontati nel corso della manifestazione hanno avuto un filo conduttore preciso, quello della necessità di accelerare il cambiamento e trasformare la transizione ecologica da obiettivo condiviso a concreta politica di sviluppo – si legge in una nota di Legambiente -. Perché la crisi climatica non è più una questione da affrontare soltanto sul piano ambientale. È una sfida che riguarda l’economia, la sicurezza dei territori, l’agricoltura, il lavoro, la salute, il turismo, l’energia e la qualità della vita delle comunità. E proprio per questo richiede risposte politiche all’altezza della sua complessità.
“Festambiente ha scelto di affrontare questa sfida mettendo in relazione i diversi pezzi della trasformazione. Parlare di agricoltura significa parlare di suolo, acqua, biodiversità e resilienza – prosegue il comunicato –. Parlare di energie rinnovabili significa interrogarsi sul futuro dei territori e sulla possibilità di costruire un sistema energetico più democratico e sostenibile. Parlare di aree protette significa ragionare sulla capacità del Paese di difendere il proprio patrimonio naturale e, allo stesso tempo, generare nuove opportunità. Parlare di economia circolare significa ripensare i modelli produttivi e di consumo. Parlare di mobilità significa affrontare il tema della qualità dell’aria, degli spazi urbani e del diritto alla mobilità. Sono questioni diverse, ma profondamente connesse. E tutte chiedono una stessa cosa: una nuova stagione di politiche pubbliche capaci di guardare oltre l’emergenza e di costruire una prospettiva di lungo periodo”.
“In questo percorso il ruolo dei territori diventa decisivo. Le grandi strategie nazionali ed europee, infatti, possono produrre risultati soltanto se trovano nelle comunità locali luoghi capaci di sperimentarle, adattarle e trasformarle in buone pratiche. Per questo la Maremma può rappresentare molto più di una cornice geografica per una manifestazione – sottolonea il comunicato –. Per troppo tempo considerata periferica rispetto ai grandi centri del dibattito pubblico nazionale, la Maremma ha oggi tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio innovativo di sviluppo verde: agricoltura, aree protette, economia del mare, turismo, energie rinnovabili, conservazione del patrimonio boschivo e della biodiversità, comunità locali e imprese possono essere messi in relazione dentro una strategia capace di coniugare tutela ambientale, occupazione e nuove professioni e sviluppo economico. È una sfida che riguarda direttamente anche le istituzioni. Il loro coinvolgimento è strategico perché nessuna transizione può essere realizzata senza amministrazioni pubbliche capaci di assumere decisioni, programmare investimenti e accompagnare cittadini e imprese nel cambiamento. A tutte le istituzioni che hanno scelto di esserci, confrontarsi e contribuire alla costruzione di questo percorso va quindi il ringraziamento di Legambiente”.
“Ma il vero motore di Festambiente sono state ancora una volta le persone – prosegue il comunicato -. Le tante cittadine e i tanti cittadini che hanno partecipato alla manifestazione, seguito gli incontri, ascoltato i dibattiti, preso parte alle attività e attraversato gli spazi del festival hanno dimostrato che esiste una domanda forte di partecipazione e di futuro. La transizione ecologica non può essere soltanto una materia per addetti ai lavori: deve diventare un grande processo collettivo nel quale le persone possano sentirsi protagoniste, comprendere le trasformazioni in corso e contribuire alle scelte che riguardano i propri territori. La crisi energetica e i cambiamenti climatici in corso ci impongono di programmare con determinazione una serie di azioni che segnino chiaramente il cambio di passo”.
“Festambiente non è soltanto un appuntamento annuale, ma uno spazio permanente di confronto e di costruzione politica e culturale – dichiara Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente –. In questi giorni abbiamo messo al centro alcune delle questioni decisive per il futuro del Paese: la crisi climatica, la transizione energetica, l’agroecologia, la tutela della biodiversità e delle aree protette, l’economia circolare, il turismo sostenibile, il lavoro, la finanza etica e sostenibile, la legalità e il ruolo delle comunità. Lo abbiamo fatto partendo dalla Maremma, un territorio che per troppo tempo è stato considerato ai margini del dibattito nazionale e che oggi può invece diventare un laboratorio capace di indicare una direzione al resto del Paese. Un modello innovativo di territorio resiliente basato sul capitale naturale che guarda al futuro, mettendo insieme nuove tecnologie, conservazione della biodiversità, agroecologia, turismo sostenibile e garantendo occupazione e rilancio economico.
L’enorme ricchezza di biodiversità, le aree verdi e boschive, le forti tradizioni dell’entroterra, l’unicità dell’ecosistema marino, l’agricoltura e il turismo sostenibile rappresentano punti di forza da cui partire per essere più resilienti e più capaci di creare un modello che rappresenti un antidoto alla crisi climatica ed economica.
La grande partecipazione registrata in questi giorni dimostra che cittadini e cittadine vogliono essere parte del cambiamento. Ora serve che questa energia diventi azione politica, a livello locale e nazionale. Ringraziamo le istituzioni, le realtà economiche e sociali e tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita di Festambiente: il confronto non finisce qui. L’appuntamento è già in autunno, con nuove iniziative e nuove occasioni di confronto per continuare a costruire una Maremma sempre più verde, innovativa e resiliente».
“È proprio questa la sfida che si apre dopo Festambiente. Non aspettare la prossima edizione, ma portare fuori dal festival le idee, le proposte e le relazioni costruite in questi giorni. L’autunno sarà già una nuova tappa, con iniziative e confronti dedicati alle sfide più urgenti per il territorio e per il Paese. Un percorso che vuole continuare a mettere in dialogo istituzioni, cittadini, imprese, associazioni e comunità locali. L’appello è quindi rivolto a tutti: alle istituzioni, perché scelgano di considerare la transizione ecologica non come un vincolo, ma come una straordinaria opportunità di sviluppo; ai cittadini e alle cittadine, perché continuino a partecipare, a proporre, a chiedere scelte coraggiose. Legambiente vuole essere sempre più un interlocutore e uno strumento a disposizione dei territori, capace di accompagnare questo processo, mettere in rete competenze e progettualità, favorire il confronto e contribuire a trasformare gli obiettivi della transizione ecologica in risultati concreti – termina l’associazione ambientalista -. La sfida, dunque, non è soltanto proteggere ciò che abbiamo. È costruire insieme ciò che ancora non c’è. E la Maremma può essere senza dubbio uno dei luoghi da cui partire”.

