Home Costa d'argentoSecessione di Fonteblanda e Talamone, il sindaco: “L’estrema sinistra autentica le poche firme”

Secessione di Fonteblanda e Talamone, il sindaco: “L’estrema sinistra autentica le poche firme”

di Redazione
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Orbetello (Grosseto). «La raccolta firme per richiedere la secessione di Fonteblanda e Talamone dal Comune di Orbetello è un’iniziativa politica in cui è coinvolta anche l’opposizione consiliare: un’iniziativa di contrapposizione alla nostra maggioranza che va soltanto a discapito del territorio»: a dirlo è il sindaco del Comune di Orbetello, Andrea Casamenti.

«Lo avevamo detto in tutte le lingue – dichiara il primo cittadino lagunare che quella della secessione era soltanto un’iniziativa politica, che ora ha il sigillo dell’estrema sinistra. Sono stati smascherati senza se e senza ma. Il dato importante non sono le poche firme e il poco interesse dei cittadini a questa iniziativa, ma il comportamento dell’opposizione di estrema sinistra a Orbetello che, evidentemente, vuole cedere una parte del proprio territorio».

«L’iniziativa, infatti – spiega Casamenti –, si è svolta alla presenza di consiglieri di opposizione, tra cui Chiara Serracchiani, che si è prestata ad autenticare le poche firme raccolte dai sedicenti “secessionisti”. La realtà è che questa campagna non è un’iniziativa civica, ma un’iniziativa puramente politica di opposizione, ideata in vista delle prossime elezioni, in cui è coinvolta l’opposizione consiliare e quindi, appunto, l’estrema sinistra. Addirittura anche il capogruppo consiliare dell’estrema sinistra, Paola Della Santina, ha chiesto di poter autenticare le firme dei “secessionisti”».

«Un teatrino – dichiara ancora il sindaco che non si prefigge come obiettivo il benessere dei cittadini talamonesi e fonteblandini, ma che ha soltanto lo scopo irrealizzabile di ricercare qualche consenso in più screditando l’operato di un’amministrazione che, da sempre, opera nell’interesse della propria comunità con responsabilità. Le firme potevano essere autenticate dal segretario comunale o da un notaio: la presenza dei consiglieri comunali di opposizione dell’estrema sinistra la rende decisamente un’iniziativa strumentale e demagogica, come avevamo detto fin dall’inizio, che crea gigantesche spaccature e divisioni anche all’interno della stessa “coalizione” di sinistra, determinando, di fatto, l’ennesimo disastro politico dal quale i cittadini devono tenersi ben lontani per non essere coinvolti in giochini politici di cui non sanno nulla».

«Una campagna condotta in modo irresponsabile – sottolinea in conclusione Casamenti – da chi non ha a cuore il proprio territorio, ma addirittura è anche pronto a cederne una parte per portare avanti sterili contrapposizioni ideologiche che hanno ben poco a che fare con il governo di un Comune. Un caso politico enorme, direi epocale, all’interno della sinistra di Orbetello e ci chiediamo come potranno mai convivere o, addirittura, amministrare con quest’ala estremista, che porta avanti solo politiche di contrasto».

Fratelli d’Italia: “Dai promotori della secessione più chiarezza e meno confusione”

Il circolo di Fratelli d’Italia di Orbetello interviene sulla proposta di distacco di Fonteblanda e Talamone dal Comune di Orbetello e di aggregazione al Comune di Magliano in Toscana.

«Rispettiamo, naturalmente, il diritto dei cittadini a promuovere un referendum e a esprimere liberamente le proprie opinioni – si legge in una nota del partito –. Ma proprio perché siamo di fronte a una questione istituzionale di grande rilevanza, riteniamo necessario riportare il dibattito alla realtà e soprattutto distinguere il legittimo dissenso politico dalla volontà di dividere un territorio. Se non si condivide l’azione di un’amministrazione comunale, in una democrazia esiste uno strumento molto semplice: ci si presenta alle elezioni, si costruisce un’alternativa e si chiede ai cittadini di governare quel territorio con una visione diversa. Non si può invece pensare di risolvere un problema politico-amministrativo semplicemente spostando un confine comunale.

Le motivazioni rese pubbliche dai promotori della secessione meritano, peraltro, qualche riflessione. Vengono citate carenze relative agli accessi al mare, alla costa, alla pista ciclopedonale, al rapporto con il Parco della Maremma, alla valorizzazione del territorio e ad altri temi che coinvolgono competenze e responsabilità che non sono esclusivamente del Comune di Orbetello e che, in diversi casi, chiamano in causa Regione Toscana, Stato e altri enti.

A questo punto viene spontanea una domanda: se il problema sono le competenze della Regione Toscana, che cosa dovremmo fare? Chiedere anche l’annessione al Lazio?

La provocazione è evidente, ma serve a mettere in luce una contraddizione: se una parte delle criticità denunciate dipende da livelli istituzionali superiori o diversi dal Comune, non sarà certamente cambiando Comune che automaticamente cambieranno leggi, competenze e responsabilità.

Del resto, anche sul tema delle spiagge e del demanio marittimo il quadro delle competenze è articolato e coinvolge Stato, Regione e Comuni. Dunque sarebbe interessante capire quale sarebbe, concretamente, il vantaggio amministrativo derivante dal passaggio a Magliano e quali problemi oggi irrisolti verrebbero magicamente risolti dal semplice cambio di Comune.

C’è poi un secondo aspetto che riteniamo ancora più grave e che riguarda il ruolo di alcuni consiglieri comunali di opposizione.

Chi è stato eletto nel Consiglio comunale di Orbetello è stato eletto per rappresentare il territorio di Orbetello, comprese Fonteblanda e Talamone.

È quindi quantomeno singolare che esponenti politici che siedono nei banchi dell’opposizione del Comune si facciano promotori o sostenitori di un’iniziativa che punta a sottrarre proprio al Comune che rappresentano una parte del suo territorio.

Si può essere ferocemente contrari a un’amministrazione, si può contestare ogni singola scelta del sindaco e della maggioranza, si può chiedere ai cittadini di cambiare classe dirigente. Ma trasformare il dissenso politico in una battaglia per dividere il territorio che si è stati eletti a rappresentare è un’altra cosa.

È una questione di coerenza politica, ma anche di rispetto istituzionale.

Se si ritiene che Fonteblanda e Talamone siano state amministrate male, allora si abbia il coraggio di dirlo agli elettori e di chiedere loro il mandato per amministrarle diversamente. Non si può contemporaneamente chiedere il voto per rappresentare Orbetello e poi lavorare affinché una parte di Orbetello non faccia più parte di Orbetello.

Fratelli d’Italia non ha paura del confronto con i cittadini delle frazioni e non ha alcuna intenzione di negare a nessuno il diritto di esprimersi. Anzi, siamo convinti che Fonteblanda e Talamone meritino ancora più attenzione, investimenti, servizi e una politica capace di ascoltare le esigenze delle comunità locali.

Ma proprio per questo riteniamo che la risposta non sia dividere, bensì governare meglio.

Un territorio non si abbandona quando ci sono problemi: si combatte per risolverli.

E soprattutto, quando si è stati eletti per rappresentarlo, non lo si divide per ragioni di convenienza politica».

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