Grosseto. La guerra è già entrata dentro le aziende agricole della Maremma.
Non con le bombe, né con i droni carichi di missili, ma con i rincari incontrollati di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione indispensabili, che stanno già incidendo per 35 milioni di euro di costi in più sulle 9mila aziende della provincia di Grosseto. Aumenti stimati fino a 200 euro ad ettaro colpiscono tutti i settori – cereali, latte, frutta, salumi, olio i comparti più appesantiti dai rincari – a cui vanno sommati i riflessi negativi sul fronte delle esportazioni verso i Paesi del Golfo e il clima di profonda incertezza proprio mentre la stagione agricola entra nel vivo. A fornire una stima dell’impatto della crisi in Medio Oriente e del blocco del Canale di Hormuz è stata Coldiretti Grosseto in occasione della grande assemblea nazionale che ha portato a Firenze, al Pala BigMat, 4 mila agricoltori, di cui centinaia dalla Maremma.
“Questa nuova tempesta si abbatte sulle campagne, nei campi come dentro le serre, nel momento in cui le attività agricole stanno entrando a pieno regime. Un’Europa sovrana dal punto di vista alimentare ed energetico, meno dipendente dall’estero, oggi sarebbe stata più forte: scelte miopi, intrise di ideologismo e senza alcuna visione, ci hanno portato a essere travolti dagli effetti di questo nuovo conflitto – spiega Simone Castelli, presidente di Coldiretti Grosseto –. La priorità per Coldiretti è difendere il reddito degli agricoltori, una condizione essenziale per la sopravvivenza delle nostre aziende, garantire la produzione di cibo sano e di qualità ai cittadini e la sicurezza dell’Europa”.
A Firenze, con in platea il Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida – che di lì a poco avrebbe annunciato durante il suo intervento il credito d’imposta per il gasolio agricolo, richiesto da Coldiretti per mitigare gli effetti degli aumenti – il principale sindacato agricolo ha rivendicato la necessità di misure urgenti dall’Europa per evitare che la crisi dilaghi.
“Le aziende agricole non hanno la capacità economica di assorbire questi aumenti. Servono misure urgenti per mitigare l’impatto di questa nuova crisi internazionale – rilancia il presidente Castelli –. In questa direzione va la misura annunciata dal Ministro Lollobrigida: è fondamentale per dare ossigeno alle imprese duramente colpite dal balzo dei costi energetici legato al conflitto in Iran”.
I dati
Coldiretti ha fatto i conti in tasca alla guerra. In un mese di conflitto i costi per il settore dell’olio d’oliva sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto, secondo le stime di Divulga, mentre per i cereali sono aumentati mediamente di almeno 65-80 euro ad ettaro, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais, con ripercussioni anche sugli allevamenti per l’alimentazione del bestiame.
Anche produrre una tonnellata di latte costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima, mentre per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato. Bilanci in rosso anche nei frutteti, dove gli incrementi stimati nelle prime settimane di guerra si stanno traducendo in aumenti fino a 35 euro a tonnellata.
Ma a soffrire è anche il vino. I listini dei fertilizzanti sono saliti alle stelle, come nel caso dell’urea, arrivata a toccare quota 815 euro a tonnellata (ben 230 euro in più rispetto a fine febbraio, +40%), avvicinandosi pericolosamente ai livelli segnati con lo scoppio della guerra in Ucraina.
In aumento anche il nitrato ammonico, che ha toccato i 500 euro a tonnellata, quasi 100 euro in più in un mese (+21%). Sono esplosi anche i prezzi del gasolio agricolo, passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,38 euro/litro. Uno scenario che ha portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e alla Guardia di Finanza contro le speculazioni.
Aumenti di energia e trasporti rischiano di ridurre i margini delle imprese agricole e trasferirsi sui prezzi al consumo, come già avvenuto dopo l’inizio della guerra in Ucraina, considerato che l’88% dei cibi viaggia su gomma. In tale ottica è importante il recupero di quasi 500 milioni di euro di fondi della Politica agricola comune solo per la Toscana, che il Governo – sulla spinta delle mobilitazioni di Coldiretti – è riuscito a riportare a casa scongiurando i tagli previsti dalla Commissione UE.
Ma con la crisi che rischia di aggravarsi è necessario mettere in campo urgenti misure di sostegno alle imprese agricole, impegnate a garantire la produzione alimentare in condizioni sempre più complesse e a prezzo di grandi sacrifici.
Per informazioni: https://grosseto.coldiretti.it/, pagina ufficiale Facebook @cdGrosseto, Instagram @Coldiretti_Toscana, Twitter @coldirettitosca.

