Home Colline MetallifereVerso le amministrative, Vinciarelli: “Costruire fronte unitario per tutelare la sanità”

Verso le amministrative, Vinciarelli: “Costruire fronte unitario per tutelare la sanità”

di Redazione
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Massa Marittima (Grosseto). “Indipendentemente da chi vincerà le elezioni, ospedale e servizi territoriali devono trovare unite tutte le forze politiche, le associazioni, le attività produttive e i cittadini in difesa del diritto alla salute.”

È questo l’appello di Andrea Vinciarelli e di tutti i candidati di Vivere Massa al Consiglio comunale di Massa Marittima, rivolto agli altri candidati delle liste che sono in competizione per le prossime consultazioni elettorali.

“La proposta di un ritorno al distretto socio – sanitario delle Colline Metallifere e la battaglia per rafforzare e rilanciare l’ospedale di Massa Marittima non devono trovare divisioni ideologiche nel nostro contesto locale, ma elementi di unione perché la sfida che ci aspetta è grande ed ha bisogno del contributo di tutti. L’analisi della situazione – prosegue Vinciarelli mostra la sofferenza dei servizi territoriali che dovevano essere potenziati. In realtà invece ci sono state promesse, come la Casa della Salute, e tagli allarmanti.

C’è una vacanza di medici di base tra le più alte inToscana, ci sono pochi i pediatri e le famiglie sono costrette a rivolgersi al pronto soccorso pediatrico di Grosseto anche per banalità. La continuità assistenziale è ormai ridotta alla presenza di un medico per i sei comuni della zona, c’è carenza di specialisti e assistenza domiciliare.

L’ospedale ha visto una riduzione di posti letto che ci colloca tra le prime realtà che hanno subito il maggiore salasso. Ad oggi sono dimezzati i posti letto rispetto alla dotazione del 2014 con una riduzione del 50% delle disponibilità, ridotti da 11 a 8 i reparti, si sono perse eccellenze come la pneumologia, oggi ridotta a due posti letto, e reparti importanti come la psichiatria. C’è stato quindi un risparmio pari a 6 milioni di euro all’anno che grava sui cittadini, ma non sono stati rafforzati, come promesso e doveva essere, i servizi territoriali.

Sempre più per avere una prestazione i cittadini sono costretti a recarsi in luoghi lontani come Orbetello o Castel del Piano o Pitigliano, se non in alcuni casi a recarsi fuori provincia o, in alternativa, attendere tempi geologici per avere una visita specialistica anche nelle situazioni più complesse. Questo è inaccettabile.

In questo contesto abbiamo avanzato proposte concrete che crediamo debbano costituire patrimonio comune in una battaglia che non deve avere caratteristiche ideologiche o partitiche, non deve vedere il prevalere dell’una o dell’altra bandiera, ma deve avere come unico obiettivo quello della tutela del diritto alla salute come bene fondamentale di ogni cittadino, così come previsto dalla Carta Costituzionale. Questo anche a sostegno dell’economia e della tenuta demografica del nostro territorio.

Dobbiamo essere uniti noi nella nostra comunità e far ripartire un’azione congiunta delle amministrazioni locali e della politica del comprensorio per andare a ricostruire un patto territoriale che definisca servizi territoriali e ospedalieri in misura chiara non solo per le amministrazioni che devono controllare e verificare, ma soprattutto per i cittadini e che vada a colmare tagli e riduzioni che ci sono state negli anni.

Alla pari il Piano integrato di salute deve tornare ad essere vigilato e osservato dalle comunità locali perché con il Coeso i Comuni hanno perso traccia dei bisogni di salute e della programmazione attuata per altri servizi territoriali, come quelli relativi alle risposte sociali e socio – sanitarie per la popolazione”.

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