Massa Marittima (Grosseto). Un evento che vuole far partecipare gli artisti e il pubblico, per sperimentare in prima persona la stretta relazione tra tavola, cibo, corpo e natura.
Le porte di Palazzo Del Debbio, a Massa Marittima, riaprono per la diciannovesima Giornata del Contemporaneo Amaci e ospitano una serie di performance e proposte creative, ciascuna pensata e realizzata per questo evento dagli artisti presenti in mostra. L’iniziativa si intitola “Tavole d’artista”.
Nell’arco di novanta minuti diventa possibile interpretare e vivere la relazione tra l’opera site specific e il focus della Giornata del Contemporaneo: chi più della tavola può parlarci di corpo che si nutre, dello stretto legame tra cibo e natura, delle conseguenze in relazione alla sostenibilità ambientale e sociale?
Artisti, opere e pubblico interagiscono tra loro.
Il pubblico vive in questo spazio un’esperienza che diventa irripetibile, contribuendo a rielaborare la mostra con la propria presenza e la propria azione.
Un video coglie questi momenti partecipati e le azioni interattive, così da diventare esso stesso l’opera dedicata alla diciannovesima Giornata del Contemporaneo
Gli artisti
Vediamo le proposte degli artisti:
Bertram Biersack e Francesca interpretano corpo e natura attraverso scatti fotografici che li riprendono nelle vesti degli Indigeni ‘invisibili’ dell’Amazzonia.
Gian Paolo Bonesini colloca il nudo dipinto sullo sfondo verde delle piante: corpo e natura dialogano tra loro e entrano a far parte della collezione esistente.
Luca Caciagli con il video “Primordial Soup” ricorda il brodo primordiale, la genesi di nuove forme di vita e di cristalli, realizzato con l’utilizzo di processi di sviluppo fotografico interamente ecologici (Il video ha partecipato alla Biennale di Venezia-Padiglione Italia insieme alle Comunità resilienti).
Angela Casagrande alla sua installazione aggiunge un quadro che rappresenta la Nike e pone una domanda: “Rimarranno parole nel vento oppure vinceremo la nostra battaglia per la sostenibilità ambientale?”
Osvaldo Maffei lascia che il pubblico con un pennarello nero scriva liberamente sul grande spartito di carta appeso al muro, commentando il tavolo dei coltelli, in modo da superare l’aspetto aggressivo del gioco del filetto.
Massimo Monteleone si presenta con un particolare menù illustrato: piuttosto che letto, va semplicemente annusato!
Rita Patti attraverso una performance di musica e danza interagisce con l’opera, muovendosi in sintonia con le vibrazioni sonore delle campane tibetane.
Franziskus Schmid & Stephan Huslik con l’azione “Memento Mori – Mangia ora” su due piedistalli appoggiano non sculture, ma piatti con finger food disposto artisticamente: la vita e la morte sono collegate nell’atto del mangiare.
Giampaolo Territo chiede al pubblico di creare la ‘propria’ opera dipingendo due tavolini lasciati al grezzo con pennelli e colori primari messi a loro disposizione.
Xixi Wang prepara sulla sua tavola le bevande tipiche della tradizione orientale e occidentale, il tè e il caffè: dopo aver immerso il dito nei recipienti, i visitatori possono scrivere /disegnare senza strumenti su fogli di carta di riso.

