“La sanità pubblica toscana è stata colpita da tagli negli ultimi 20 anni e da una gestione della Regione del diritto alla salute catastrofica”.
A dichiararlo, in un comunicato, sono Paolo Mazzocco e Luciano Fedeli, del Tavolo della salute pubblica di Massa Marittima.
“Il covid ha solo evidenziato quello che già avveniva da tempo all’interno degli ospedali, compreso il Sant’Andrea, che veniva colpito da chiusure di servizi e reparti, ridimensionamenti e carenze croniche di personale, con l’aggravante di correggere le storture e, anzi, le riforme annunciate in precedenza che dovevano investire sul territorio in termini di strutture, personale e servizi, sono rimaste lettera morta – continua la nota -. Si pensi ad esempio alle Case della Salute: 3 in programma, che dovevano essere attive tra il 2014 e il 2015 a Follonica, Massa Marittima e Gavorrano, ad oggi ferme. L’ultima riforma, quella ormai in via di approvazione, è addirittura peggiorativa perché va a colpire proprio il settore che è venuto meno nella lotta alla pandemia, il territorio con il taglio alle guardie mediche e le modifiche al 118, cose che sono paradossali con un Consiglio regionale spaccato e una forte opposizione, persino interna alla maggioranza, e che vede solo il Pd farne un cavallo di battaglia”.
“Che il territorio si stia in qualche molto svegliando è un segnale positivo dopo il Consiglio comunale di Massa Marittima del febbraio scorso, anche la Commissione sanità del Comune di Follonica si è mossa e da Scarlino vi sono segnali che chiedono un confronto diretto con Azienda e Regione – prosegue il comunicato –. Ma è bene precisare che, visti anche gli esiti e gli scarsi risultati, irrispettosi anche nei confronti delle istituzioni e che vedono solo nel sindaco di Massa un paladino sostenitore delle politiche sanitarie regionali, queste azioni non porteranno a nulla di concreto. Se qualcuno pensa che i livelli istituzionali e politici delle singole realtà, Follonica compresa, seconda città della provincia, possano portare ad avere risposte si sbaglia. Dobbiamo affrontare in modo unitario la questione cercando di unire le forze sia politiche, superando sbarramenti ideologici perché la sanità non guarda alle tessere, che istituzionali, chiedendo ai Comuni una visione unitaria del contesto delle Colline Metallifere che chieda alla Regione in primis e all’Azienda di dare risposte a quei problemi che affliggono il nostro contesto”.
“Sul presidio ospedaliero ci vogliono risposte per la chirurgia, il pronto soccorso, la pneumologia, che ha visto arrivare 3 medici sottratti al presidio di Grosseto, la radiologia e l’anestesia, che sono snodi fondamentali perché un ospedale possa definirsi tale. Così come sul territorio, che vede proprio Follonica come protagonista per il peso demografico della provincia e comune a forte vocazione turistica e dove solo quest’anno si sono viste ridurre le prestazioni del primo soccorso, della radiologia, delle guardie mediche. Tutto questo è inaccettabile per la città e per tutto il comprensorio che vede nel distretto socio – sanitario un punto di riferimento – continua la nota –. Come Tavolo della Salute abbiamo avanzato proposte sul territorio chiare che dovrebbero essere il cavallo di battaglia di forze politiche e istituzioni: un primo soccorso dotato di personale ed efficiente che non funzioni svuotando l’ospedale di professionisti per far fronte ai bisogni della popolazione, un servizio radiologico altrettanto funzionante, un punto di pediatria territoriale in grado di dare risposte alla popolazione locale e ai turisti, che contano oltre 100mila presenze durante la stagione turistica. Mancano inoltre medici di medicina generale, pediatri, decimati da una scarsa capacità di pianificazione da parte dei dirigenti dovuta anche a precisi indirizzi politici regionali: ridurre la spesa perché i costi sulla sanità non si considerano più investimenti, ma sperperi. Mancano specialisti come per i servizi di psichiatria, mentre per la neuropsichiatria infantile siamo in condizioni disperate”.
“Per questo dobbiamo rivedere anche i criteri di erogazione monetaria ai professionisti, motivarli, incentivarli, eliminare i contratti atipici che portano, come denunciato sulla stampa, a sperequazioni tra pubblico e privato inaccettabili – continua la nota -. Una vera e propria guerra che la si può vincere solo se agiamo insieme e non come singole realtà territoriali o singole forze politiche”.

