Come trasformare le opere d’arte in oggetti digitali unici, da collezionare? Se ne parla sabato 26 novembre alle 17 nella sala conferenze del Polo culturale Le Clarisse nell’incontro sul tema “Gli Nft nell’audiovisivo” con Andrea De Bartolis di Crowducers, a cura di Simonetta Grechi.
L’incontro è a ingresso libero (per informazioni è possibile chiamare il numero 0564.488066) e come di consueto sarà possibile sottoscrivere o rinnovare la Grosseto Card, la tessera socio di Fondazione Grosseto Cultura.
«Gli Nft, Token non fungibili – spiegano gli organizzatori –, sono contenuti digitali unici che rappresentano oggetti del mondo reale e consentono di trasformare ogni contenuto audiovisivo come video, film, fotografie, immagini o brano, in un nuovo asset digitale dotato di un certificato di autenticità e unicità. Come token possono essere utilizzati per dimostrare la proprietà di oggetti unici. Si possono creare, scambiare e vendere oggetti digitali, trasformando i contenuti, i materiali e le opere cinematografiche e audiovisive in oggetti unici da collezionare, grazie alla tecnologia blockchain. Con gli Nft sono emersi nuovi mercati, nuovi modi di collezionare, nuove forme di fruire dei prodotti audiovisivi. Per questo è necessaria una mappa per orientarsi nel glossario, nella filosofia, nella realizzazione e nella pratica di questa tecnologia in pieno sviluppo».
Andrea De Bartolis è laureato all’Università La Sapienza di Roma in Scienze della comunicazione, con specializzazione in Comunicazione e pubblicità per pubbliche amministrazioni e no-profit e un master in Marketing e management di eventi artistici e culturali. È esperto di fundraising e marketing in ambito cinematografico, culturale e sociale. È fondatore e Ceo di Crowducers, la startup innovativa che si occupa di Nft e investimenti per il cinema, e vicepresidente di Fondazione Homo ex machina, una fondazione tecno-filantropica creata per promuovere il benessere sociale con l’utilizzo delle tecnologie digitali e che offre opportunità ai giovani talenti. Dal 2006 lavora nel terzo settore e dal 2016 collabora con produzioni cinematografiche e con la scuola di cinema “Sentieri selvaggi”.
Nella foto: Andrea De Bartolis di Crowducers

